Tutela degli architetti ed ingegneri dei Vigili del Fuoco

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Il problema

Al Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC)

Al Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI)

Oggetto: Richiesta di intervento urgente a tutela delle professionalità dei direttivi e degli ispettori laureati (Ingegneri e Architetti) del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Chiarissimi Presidenti,

con la presente si intende sottoporre alla Vostra attenzione una dinamica svilente che investe la dignità professionale, il ruolo e il futuro dei professionisti ingegneri e architetti operanti all’interno del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, in particolare nei ruoli dei direttivi e degli ispettori con funzioni operative.

Il contesto macroeconomico e generazionale attuale evidenzia come il trend dei giovani laureati italiani che scelgono di trasferirsi all’estero sia ormai strutturale e non accenni ad attenuarsi. D’altra parte, oggi, il mercato del lavoro privato in Italia si sta progressivamente allineando agli standard europei, riconoscendo alle alte professionalità tecniche un valore economico e strategico fondamentale.

In netta e preoccupante controtendenza, la Pubblica Amministrazione – e nello specifico il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, incardinato nel Ministero dell’Interno – continua ad applicare logiche di gestione del personale che svalorizzano il titolo di studio universitario e l'abilitazione professionale.

Ci troviamo di fronte a un paradosso insostenibile!

Lo Stato affida ai propri vertici tecnico - operativi (ingegneri e architetti iscritti alle Sezioni A e B degli Albi ai sensi del D.P.R. 328/2001) responsabilità civili e penali gravose. Parliamo di attività complesse legate alla gestione del soccorso tecnico urgente, alla prevenzione incendi, alla vigilanza ispettiva nei luoghi di lavoro e a delicate funzioni di Polizia Giudiziaria.

Eppure, a fronte di tali responsabilità, il trattamento economico e la definizione dei ruoli professionali rimangono appiattiti, privi di allettante attrattività e drammaticamente allineati alla condizione del personale privo degli stessi titoli e abilitazioni.

Questa sovrapposizione funzionale svuota di significato il valore legale dell’abilitazione alla professione, lasciando intendere che “si faccia tutti lo stesso lavoro!”

Se lo Stato continua a remunerare e tutelare così poco le professionalità e le responsabilità che questi tecnici mettono quotidianamente in gioco, la tutela della professionalità rischia di diventare lo specchio di un lavoro statale mediocre. Un sistema, cioè, che rinuncia in partenza a trattenere i giovani talenti e a investire su di essi per il futuro della sicurezza del Paese.

Per tali ragioni, si chiede ai Consigli Nazionali in indirizzo di intervenire con urgenza presso il Governo, nonché presso le Commissioni parlamentari di Camera e Senato e i Ministeri competenti, al momento impegnati nella disamina del nuovo apparato ordinamentale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

È necessario addivenire ad un impianto legislativo volto a ridefinire le declaratorie delle mansioni e i profili di carriera all'interno del Corpo, assicurando una valorizzazione del personale laureato con percorsi di carriera idonei a riconoscere le responsabilità ordinariamente assunte nelle funzioni di soccorso tecnico urgente e prevenzione incendi a tutela della cittadinanza.

Certi del Vostro immediato interessamento a salvaguardia delle nostre categorie professionali, restiamo a disposizione per ogni necessario approfondimento.

Distinti saluti,

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