Tornare al proporzionale per tornare alla democrazia

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Il problema

Il sistema elettorale maggioritario, nato dopo il referendum popolare del 18 aprile del 1993, in questi anni non solo ha dimostrato la sua assoluta natura antidemocratica, ma non ha neppure realizzato alcuno dei “sensazionali obiettivi” sbandierati dai suoi promotori.

Gli unici veri obiettivi raggiunti (che sono sempre stati quelli di maggiore e reale interesse da parte del mondo politico) sono:

  • la stabilità dei governi
  • l’annullamento politico dei partiti di opposizione più ideologizzati ed impegnati sui fronti del sociale, dell’ambiente, del lavoro, dell’integrazione e più legati ai movimenti.
  • l’allontanamento di grandi masse di elettori dal voto
  • il consolidamento delle posizioni di potere dei piccoli gruppi organizzati (che ancora si definiscono partiti) che non presentano grandi differenze di programmi politici e che privilegiano interessi privati a discapito dell’interesse generale della società italiana.

Sono risultati ottenuti grazie al continuo ricatto tra i partiti politici e dalla paura dei politici, in caso di elezioni anticipate, di essere esclusi dal giro degli eletti e sono sicuramente da ricercare nella palese diminuzione di coscienza civile e di etica da parte della classe dirigente, oltre che nel crollo di ogni sentimento di attaccamento al Paese.

Si tratta, peraltro, di uno scenario pianificato negli anni novanta del secolo scorso e realizzato dalla politica e dai poteri forti che realmente governano i Paesi occidentali. Proprio per questa ragione possiamo definire la situazione attuale come un risultato importante esclusivamente per il mondo politico, ma non per i cittadini che, in questi anni, hanno dovuto subire scelte impopolari, attacchi alla Costituzione ed al diritto, smantellamento dello stato sociale e delle regole di equità, nell’assoluta complicità delle oligarchie che governano il nostro Paese, senza che alcuna minoranza parlamentare potesse (e possa ancora oggi) esercitare il ruolo di controllo e di opposizione che dovrebbe essere garantito dalla Costituzione.

Il collante che ha tenuto unite le maggioranze è stato quello degli interessi dei loro esponenti (a tutti i livelli) e dei gruppi economici e di potere che sono ad essi legati, ma non quello dei programmi politici e degli obiettivi comuni.

Anche l’attuale proposta del Governo Meloni di nuova legge elettorale, di fatto è l’ennesima alchimia, utile solo a consolidare il potere dei politici e delle lobbies che li finanziano (chiedendo poi contropartite), dando il colpo finale al concetto di rappresentatività. Questo è l’ultimo, in ordine cronologico, attacco alla democrazia che si inserisce nel solco della svolta introdotta in Italia dal regime fascista e, nel dopoguerra, dal governo De Gasperi (legge truffa), con il dichiarato intento di consolidare il potere di una maggioranza autoritaria (come nel caso del fascismo) oppure insofferente al confronto con “l’altra parte del Paese”. Oggi, come ieri, il vero obiettivo è quello di assicurare ad una minoranza la possibilità di governare il Paese, ottenendo surrettiziamente la maggioranza parlamentare.

Perdersi, però, in una legittima battaglia che serva solo a rintuzzare quest’ultimo attacco alla democrazia ed alla rappresentatività sarebbe un clamoroso errore politico. Dobbiamo partire, invece, dalla necessità di riappropriarci dell’unico sistema elettorale realmente democratico che conosciamo, ovvero del sistema proporzionale. Infatti solo con un sistema grazie al quale ogni cittadino abbia la certezza che il suo voto, assegnato ad una forza politica nella quale realmente si riconosce, possa garantire la presenza di suoi rappresentanti nelle assemblee elettive, può riavvicinare gli elettori al voto, in controtendenza ai disegni ed alle speranze della attuale classe politica, senza alcuna distinzione di schieramento.

Solo questo sistema elettorale, infine, garantisce la possibilità di votare per un programma di una forza politica e non per nominare, di fatto, un leader politico, affermando così una vera manifestazione di democrazia.

Possiamo dichiarare con assoluta certezza che il proporzionale è il sistema più democratico attraverso il quale far esprime le scelte dei cittadini poiché assicurando la rappresentanza delle minoranze consente e, addirittura, esige un'effettiva partecipazione popolare. Ma non solo. Il ritorno al sistema elettorale proporzionale significherebbe eliminare la concezione (spesso strumentale) della politica come conflitto tra amico e nemico, tra destra e sinistra (ormai illusorio), che ha avvelenato la vita politica di questi ultimi anni, favorendo la reale aggregazione di movimenti ideali e politici che possano governare l’esigenza di cambiamento e di riforme che la complessa società italiana chiede con forza.

Reintrodurre, infine, il voto di preferenza sui candidati completerebbe il percorso verso una reale partecipazione democratica dei cittadini alla vita politica.

Ma questo non sarebbe l’unico importante risultato. Sottoporre, infatti, al giudizio degli elettori i rappresentanti nelle istituzioni obbligherebbe i partiti politici ad un’importante assunzione di responsabilità, sia nella scelta dei candidati (non più nominati, ma eletti) che nella scelta dei loro rappresentanti negli esecutivi, ad ogni livello di rappresentanza nelle istituzioni pubbliche. Certo non si supererà il problema dei "signori" delle preferenze, ma sicuramente i cittadini avranno la possibilità di premiare, dando loro fiducia, anche candidati meritevoli che abbiano dimostrato di possedere capacità, di difendere gli interessi generali e di aver raggiunti risultati nel rispetto dei programmi del partito del quale sono espressione.

Chiediamo, quindi, a tutte le forze democratiche, a tutti i partiti ed ai Parlamentari di aderire a questo appello e di impegnarsi, utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla Costituzione e dalle leggi ed introducando anche nei programmi per le elezioni politiche, affinché si ottenga:

  1. il definitivo superamento del sistema maggioritario
  2. la reintroduzione di un sistema elettorale totalmente proporzionale, anche con un’eventuale quota di sbarramento
  3. l’introduzione del voto di preferenza per i candidati in lista

Seguono firme:

  • Dario Roasio – cittadino
  • Giacomo Ferrari – Prof. Ordinario Upo ed oggi Prof. Onorario
  • Mariano Turigliatto – Prof. In pensione, già Consigliere regionale e Sindaco di Grugliasco, Tutore di Msna e blogger de “il fatto quotidiano”
  • Nicola Dessì – militante di Sinistra Italiana
  • Antonino Truisi – cittadino, pensionato. Ex Dirigente Vicario della Procura Generale presso la Corte di Appello di Palermo – Direttore Responsabile della Segreteria Particolare del Procuratore Generale.
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