

Telecamere nelle scuole per la sicurezza dei bambini
Il problema
PIÙ SICUREZZA PER I BAMBINI NELLE SCUOLE Questa raccolta firme nasce su iniziativa dell’Associazione “I Diritti dei Più Fragili APS”, siamo di Palermo

ma fin dall’inizio abbiamo scelto di non considerarla un’iniziativa appartenente esclusivamente alla nostra realtà associativa. Vogliamo che possa diventare una richiesta condivisa a livello nazionale, capace di coinvolgere famiglie, cittadini, associazioni, organizzazioni ed enti del Terzo Settore uniti da un obiettivo comune: rafforzare la prevenzione, la tutela e la sicurezza dei bambini e dei ragazzi durante le ore trascorse a scuola. Per questo intendiamo invitare alla partecipazione altre realtà del Terzo Settore operanti a livello nazionale e territoriale, in particolare quelle impegnate nella tutela dei minori, delle persone con disabilità, delle famiglie, dei caregiver, dell’inclusione e dei diritti sociali. Alle associazioni e agli enti che condivideranno le finalità dell’iniziativa sarà proposta la possibilità di aderire formalmente e, qualora lo ritengano opportuno, di collaborare alla successiva presentazione della raccolta firme al Governo, al Parlamento e alle altre Istituzioni competenti. La richiesta istituzionale sarà promossa dall’Associazione “I Diritti dei Più Fragili APS” e potrà essere condivisa e sottoscritta anche dalle associazioni e dagli enti del Terzo Settore che avranno espresso formalmente la propria adesione. Ogni realtà associativa manterrà pienamente la propria autonomia, identità e libertà di valutazione. Non intendiamo attribuire all’iniziativa appartenenze politiche né rappresentarla come espressione di organizzazioni che non abbiano manifestato il proprio consenso. Vogliamo costruire una rete attorno a un obiettivo comune: la sicurezza dei bambini nelle scuole. Crediamo che la collaborazione tra associazioni, genitori, famiglie, cittadini, scuola e Istituzioni possa dare maggiore forza a una richiesta che riguarda l’intera comunità. Prima delle associazioni siamo genitori, prima dei loghi siamo famiglie, prima dei ruoli siamo persone. L’iniziativa nasce senza finalità commerciali e senza sponsor e vuole rappresentare una richiesta civica e sociale aperta alla partecipazione di famiglie, cittadini, associazioni ed enti del Terzo Settore, nel rispetto dell’autonomia di ciascuno. Con questa raccolta firme chiediamo allo Stato di aprire un confronto nazionale sulla sicurezza dei minori negli ambienti scolastici e di valutare concretamente quali ulteriori strumenti di prevenzione e tutela possano essere introdotti. Tra le possibili soluzioni chiediamo alle Istituzioni di valutare anche l’eventuale introduzione, attraverso una specifica disciplina legislativa nazionale, di sistemi di videosorveglianza rigorosamente regolamentati negli ambienti scolastici, nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, della riservatezza dei minori, della dignità delle persone e dei diritti e delle garanzie dei lavoratori. Siamo consapevoli che l’attuale quadro normativo pone importanti limiti all’utilizzo della videosorveglianza durante lo svolgimento delle attività scolastiche. Per questo non chiediamo alle singole scuole di installare autonomamente telecamere in assenza dei necessari presupposti giuridici. Chiediamo invece al Governo, al Parlamento e alle Autorità competenti di valutare se sia possibile e opportuno intervenire sulla normativa nazionale e quale possa essere il sistema più equilibrato, efficace e rispettoso dei diritti di tutti. Una delle ipotesi da approfondire potrebbe prevedere registrazioni protette e cifrate, conservate per un periodo limitato, soggette a cancellazione automatica, non liberamente accessibili né diffondibili e consultabili esclusivamente nei casi, secondo le procedure e da parte dei soggetti espressamente individuati dalla legge. Dovrebbero naturalmente essere esclusi da qualsiasi eventuale ripresa i servizi igienici, gli spogliatoi e gli altri ambienti nei quali deve essere garantita l’intimità della persona. Chiediamo inoltre di valutare se possano essere individuate soluzioni tecnologiche capaci di offrire maggiore sicurezza alle famiglie. Qualsiasi eventuale possibilità di accesso alle immagini da parte dei genitori dovrebbe essere preventivamente valutata dalle Autorità competenti, considerando che nelle classi sono presenti altri minori e lavoratori i cui diritti devono essere ugualmente tutelati. Qualora un accesso diretto delle famiglie non fosse compatibile con tali garanzie, chiediamo di valutare un sistema pubblico e protetto nel quale eventuali registrazioni possano essere rese disponibili, in presenza di segnalazioni e nei casi stabiliti dalla legge, all’Autorità giudiziaria, alle Forze dell’Ordine o agli altri soggetti pubblici eventualmente individuati dal legislatore. Non chiediamo necessariamente la presenza fisica di un appartenente alle Forze dell’Ordine in ogni scuola né un controllo continuo di ogni classe. Chiediamo allo Stato di studiare quale soluzione sia concretamente, tecnicamente e giuridicamente realizzabile. L’obiettivo è valutare se, quando viene segnalato un fatto grave verificatosi durante la giornata scolastica, possa esistere uno strumento istituzionale che consenta alle Autorità competenti, nel rispetto della legge, di contribuire alla ricostruzione oggettiva di quanto accaduto. Se la videosorveglianza non dovesse essere considerata la soluzione più appropriata, chiediamo comunque allo Stato di individuare strumenti alternativi o complementari realmente efficaci. La nostra richiesta riguarda tutti i bambini, con e senza disabilità. Esistono bambini con autismo, disabilità intellettive o importanti difficoltà comunicative che potrebbero non riuscire a raccontare autonomamente ciò che hanno vissuto. Esistono però anche bambini senza disabilità che, pur essendo in grado di parlare, dopo un’esperienza traumatica potrebbero avere paura, vergogna, confusione o difficoltà nel riferire immediatamente quanto accaduto. Ogni bambino merita di essere tutelato, anche quando non riesce a raccontare. Questa iniziativa non nasce contro gli insegnanti, i docenti di sostegno, gli educatori, gli operatori ASACOM, i collaboratori scolastici o gli altri professionisti della scuola. Siamo consapevoli del lavoro svolto quotidianamente da tantissimi professionisti con serietà, responsabilità e dedizione. Un sistema equilibrato di maggiore tutela potrebbe, qualora previsto dalla legge, contribuire anche a proteggere i lavoratori da eventuali accuse infondate e ad accertare più chiaramente i fatti nelle situazioni controverse. La sicurezza dei bambini e la tutela dei lavoratori non devono essere contrapposte. Chiediamo inoltre di rafforzare la formazione del personale, la conoscenza della disabilità e dell’autismo, gli strumenti di comunicazione per i bambini che ne hanno necessità, le procedure di segnalazione e la collaborazione tra scuola, famiglie, servizi e Istituzioni. La raccolta firme sarà successivamente presentata alle Istituzioni nazionali insieme a una richiesta formale di intervento e di apertura di un confronto istituzionale. In quella sede potranno essere indicate anche le associazioni e gli enti del Terzo Settore, nazionali e territoriali, che avranno formalmente aderito all’iniziativa, affinché questa richiesta possa rappresentare una voce sempre più ampia e condivisa della società civile. Non vogliamo mettere famiglie e scuola una contro l’altra. Vogliamo mettere famiglie, scuola, associazioni e Istituzioni dalla stessa parte: quella dei bambini. La privacy e la protezione dei dati personali devono essere tutelate, così come la dignità e i diritti dei lavoratori. Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale che la sicurezza e la protezione dei bambini ricevano la massima attenzione da parte delle Istituzioni, ricercando un equilibrio tra tutti i diritti e gli interessi coinvolti. Per questo, oggi 4 settembre 2026, chiediamo allo Stato italiano di ascoltare questa richiesta, aprire un confronto nazionale e individuare soluzioni concrete, equilibrate e rispettose dei diritti di tutti. Firmare questa petizione significa chiedere più prevenzione, più tutela e più sicurezza nelle scuole. Per i bambini con disabilità e per quelli senza disabilità, per quelli che possono raccontare, per quelli che dopo un’esperienza traumatica potrebbero avere difficoltà o paura nel farlo e soprattutto per quei bambini che non hanno la possibilità di raccontare con le parole ciò che è accaduto. La scuola è la seconda casa dei nostri figli. Chiediamo allo Stato di valutare e adottare, nel rispetto della legge e dei diritti di tutti, ogni misura concretamente idonea a renderla ancora più sicura. L’iniziativa è promossa dall’Associazione “I Diritti dei Più Fragili APS”, senza sponsor e senza finalità commerciali, ed è aperta all’adesione e alla collaborazione di associazioni ed enti del Terzo Settore a livello nazionale e territoriale, nonché di famiglie e cittadini. Eventuali associazioni, organizzazioni o enti saranno indicati come aderenti o promotori congiunti esclusivamente a seguito della loro formale adesione all’iniziativa.

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Il problema
PIÙ SICUREZZA PER I BAMBINI NELLE SCUOLE Questa raccolta firme nasce su iniziativa dell’Associazione “I Diritti dei Più Fragili APS”, siamo di Palermo

ma fin dall’inizio abbiamo scelto di non considerarla un’iniziativa appartenente esclusivamente alla nostra realtà associativa. Vogliamo che possa diventare una richiesta condivisa a livello nazionale, capace di coinvolgere famiglie, cittadini, associazioni, organizzazioni ed enti del Terzo Settore uniti da un obiettivo comune: rafforzare la prevenzione, la tutela e la sicurezza dei bambini e dei ragazzi durante le ore trascorse a scuola. Per questo intendiamo invitare alla partecipazione altre realtà del Terzo Settore operanti a livello nazionale e territoriale, in particolare quelle impegnate nella tutela dei minori, delle persone con disabilità, delle famiglie, dei caregiver, dell’inclusione e dei diritti sociali. Alle associazioni e agli enti che condivideranno le finalità dell’iniziativa sarà proposta la possibilità di aderire formalmente e, qualora lo ritengano opportuno, di collaborare alla successiva presentazione della raccolta firme al Governo, al Parlamento e alle altre Istituzioni competenti. La richiesta istituzionale sarà promossa dall’Associazione “I Diritti dei Più Fragili APS” e potrà essere condivisa e sottoscritta anche dalle associazioni e dagli enti del Terzo Settore che avranno espresso formalmente la propria adesione. Ogni realtà associativa manterrà pienamente la propria autonomia, identità e libertà di valutazione. Non intendiamo attribuire all’iniziativa appartenenze politiche né rappresentarla come espressione di organizzazioni che non abbiano manifestato il proprio consenso. Vogliamo costruire una rete attorno a un obiettivo comune: la sicurezza dei bambini nelle scuole. Crediamo che la collaborazione tra associazioni, genitori, famiglie, cittadini, scuola e Istituzioni possa dare maggiore forza a una richiesta che riguarda l’intera comunità. Prima delle associazioni siamo genitori, prima dei loghi siamo famiglie, prima dei ruoli siamo persone. L’iniziativa nasce senza finalità commerciali e senza sponsor e vuole rappresentare una richiesta civica e sociale aperta alla partecipazione di famiglie, cittadini, associazioni ed enti del Terzo Settore, nel rispetto dell’autonomia di ciascuno. Con questa raccolta firme chiediamo allo Stato di aprire un confronto nazionale sulla sicurezza dei minori negli ambienti scolastici e di valutare concretamente quali ulteriori strumenti di prevenzione e tutela possano essere introdotti. Tra le possibili soluzioni chiediamo alle Istituzioni di valutare anche l’eventuale introduzione, attraverso una specifica disciplina legislativa nazionale, di sistemi di videosorveglianza rigorosamente regolamentati negli ambienti scolastici, nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, della riservatezza dei minori, della dignità delle persone e dei diritti e delle garanzie dei lavoratori. Siamo consapevoli che l’attuale quadro normativo pone importanti limiti all’utilizzo della videosorveglianza durante lo svolgimento delle attività scolastiche. Per questo non chiediamo alle singole scuole di installare autonomamente telecamere in assenza dei necessari presupposti giuridici. Chiediamo invece al Governo, al Parlamento e alle Autorità competenti di valutare se sia possibile e opportuno intervenire sulla normativa nazionale e quale possa essere il sistema più equilibrato, efficace e rispettoso dei diritti di tutti. Una delle ipotesi da approfondire potrebbe prevedere registrazioni protette e cifrate, conservate per un periodo limitato, soggette a cancellazione automatica, non liberamente accessibili né diffondibili e consultabili esclusivamente nei casi, secondo le procedure e da parte dei soggetti espressamente individuati dalla legge. Dovrebbero naturalmente essere esclusi da qualsiasi eventuale ripresa i servizi igienici, gli spogliatoi e gli altri ambienti nei quali deve essere garantita l’intimità della persona. Chiediamo inoltre di valutare se possano essere individuate soluzioni tecnologiche capaci di offrire maggiore sicurezza alle famiglie. Qualsiasi eventuale possibilità di accesso alle immagini da parte dei genitori dovrebbe essere preventivamente valutata dalle Autorità competenti, considerando che nelle classi sono presenti altri minori e lavoratori i cui diritti devono essere ugualmente tutelati. Qualora un accesso diretto delle famiglie non fosse compatibile con tali garanzie, chiediamo di valutare un sistema pubblico e protetto nel quale eventuali registrazioni possano essere rese disponibili, in presenza di segnalazioni e nei casi stabiliti dalla legge, all’Autorità giudiziaria, alle Forze dell’Ordine o agli altri soggetti pubblici eventualmente individuati dal legislatore. Non chiediamo necessariamente la presenza fisica di un appartenente alle Forze dell’Ordine in ogni scuola né un controllo continuo di ogni classe. Chiediamo allo Stato di studiare quale soluzione sia concretamente, tecnicamente e giuridicamente realizzabile. L’obiettivo è valutare se, quando viene segnalato un fatto grave verificatosi durante la giornata scolastica, possa esistere uno strumento istituzionale che consenta alle Autorità competenti, nel rispetto della legge, di contribuire alla ricostruzione oggettiva di quanto accaduto. Se la videosorveglianza non dovesse essere considerata la soluzione più appropriata, chiediamo comunque allo Stato di individuare strumenti alternativi o complementari realmente efficaci. La nostra richiesta riguarda tutti i bambini, con e senza disabilità. Esistono bambini con autismo, disabilità intellettive o importanti difficoltà comunicative che potrebbero non riuscire a raccontare autonomamente ciò che hanno vissuto. Esistono però anche bambini senza disabilità che, pur essendo in grado di parlare, dopo un’esperienza traumatica potrebbero avere paura, vergogna, confusione o difficoltà nel riferire immediatamente quanto accaduto. Ogni bambino merita di essere tutelato, anche quando non riesce a raccontare. Questa iniziativa non nasce contro gli insegnanti, i docenti di sostegno, gli educatori, gli operatori ASACOM, i collaboratori scolastici o gli altri professionisti della scuola. Siamo consapevoli del lavoro svolto quotidianamente da tantissimi professionisti con serietà, responsabilità e dedizione. Un sistema equilibrato di maggiore tutela potrebbe, qualora previsto dalla legge, contribuire anche a proteggere i lavoratori da eventuali accuse infondate e ad accertare più chiaramente i fatti nelle situazioni controverse. La sicurezza dei bambini e la tutela dei lavoratori non devono essere contrapposte. Chiediamo inoltre di rafforzare la formazione del personale, la conoscenza della disabilità e dell’autismo, gli strumenti di comunicazione per i bambini che ne hanno necessità, le procedure di segnalazione e la collaborazione tra scuola, famiglie, servizi e Istituzioni. La raccolta firme sarà successivamente presentata alle Istituzioni nazionali insieme a una richiesta formale di intervento e di apertura di un confronto istituzionale. In quella sede potranno essere indicate anche le associazioni e gli enti del Terzo Settore, nazionali e territoriali, che avranno formalmente aderito all’iniziativa, affinché questa richiesta possa rappresentare una voce sempre più ampia e condivisa della società civile. Non vogliamo mettere famiglie e scuola una contro l’altra. Vogliamo mettere famiglie, scuola, associazioni e Istituzioni dalla stessa parte: quella dei bambini. La privacy e la protezione dei dati personali devono essere tutelate, così come la dignità e i diritti dei lavoratori. Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale che la sicurezza e la protezione dei bambini ricevano la massima attenzione da parte delle Istituzioni, ricercando un equilibrio tra tutti i diritti e gli interessi coinvolti. Per questo, oggi 4 settembre 2026, chiediamo allo Stato italiano di ascoltare questa richiesta, aprire un confronto nazionale e individuare soluzioni concrete, equilibrate e rispettose dei diritti di tutti. Firmare questa petizione significa chiedere più prevenzione, più tutela e più sicurezza nelle scuole. Per i bambini con disabilità e per quelli senza disabilità, per quelli che possono raccontare, per quelli che dopo un’esperienza traumatica potrebbero avere difficoltà o paura nel farlo e soprattutto per quei bambini che non hanno la possibilità di raccontare con le parole ciò che è accaduto. La scuola è la seconda casa dei nostri figli. Chiediamo allo Stato di valutare e adottare, nel rispetto della legge e dei diritti di tutti, ogni misura concretamente idonea a renderla ancora più sicura. L’iniziativa è promossa dall’Associazione “I Diritti dei Più Fragili APS”, senza sponsor e senza finalità commerciali, ed è aperta all’adesione e alla collaborazione di associazioni ed enti del Terzo Settore a livello nazionale e territoriale, nonché di famiglie e cittadini. Eventuali associazioni, organizzazioni o enti saranno indicati come aderenti o promotori congiunti esclusivamente a seguito della loro formale adesione all’iniziativa.

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Petizione creata in data 29 marzo 2026