
Abbiamo trasmesso per la terza volta a nome di tutti i firmatari (oggi 3113 includendo quelli che all'inizio hanno firmato l'originale e non hanno firmato sulla piattaforma) la del 5 di agosto, rimasta senza riscontro. Di seguito il testo inviato quest'oggi:
La lettera, cui - anche grazie a tutti voi - si sta dando ampia difusione, rimane aperta alla firma di quanti altri vorranno aderire. Ormai sono più di 3000 le operatrici e gli operatori di solidarietà e cooperazione internazionale, sia con passata esperienza che ancora in servizio, nonché quante/i convidono lo stesso anelo di Pace e Giustizia, e sentono proprio "l'inderogabile dovere di solidarietà" sancito dalla Costituzione della Repubblica.
A Gaza e in Palestina, purtroppo - lo abbiamo ricordato alla PdC - il Governo italiano rimane complice dello sterminio, dell'occupazione e le innumerevoli violazioni della Legge Umanitaria Internazionale da parte dello Stato di Israele.
Sperando in un cortese riscontro, ma che anche in assenza di riscontro della corrispondenza, ci sia un riscontro con azioni concrete nella direzione auspicata dalla nostra lettera.
Porgiamo cordiali saluti
per i 3113 firmatari
Eduardo Missoni
NON POSSIAMO abbassare la guardia, la situazione a Gaza peggiora ogni giorno, l'ulteriore piano di insediamento acuirà il conflitto e le sofferenze. Non ci potranno essere "due popoli, due stati" come sentiamo nelle retoriche dichiarazioni del Governo, se prima non si riconosce appieno lo Stato di Palestina. CONTINUATE a far circolare la petizione, difondete sulle reti sociali, alle vostre liste di posta elettronica, con ogni mezzo.
Grazie