Stop conguagli Abbanoa

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In questi giorni i cittadini dell’intera Sardegna vengono vessati da bollette emesse dal gestore del servizio idrico Abbanoa con la fantomatica dicitura di “partite pregresse” relative a “conguagli 2005 -2011;

Le stesse bollette appaiono non solo deprecabili sul piano della forma ma risultano del tutto inaccettabili sul piano della sostanza considerato che il servizio pubblico non può avere un costo indefinito nel tempo, indeterminato sul costo/quantità e non può certamente essere determinato in forma retroattiva;

Tale bollettazione da parte del soggetto Abbanoa appare illegittima sotto diversi profili sia civili che amministrativi e rappresenta un atteggiamento vessatorio nei confronti dei cittadini/utenti;

Appaiono gravi e lesive del diritto alla tutela del consumatore le vergognose e subdole intimidazioni di Abbanoa e di chi le avalla che minacciando slacci e sanzioni mira solo ed esclusivamente a far cassa con condotte gestionali deprecabili sotto molteplici punti di vista;

È indispensabile che l'Autorità avvii una decisa azione di contrasto a questa indeterminata richiesta di “partite pregresse” a partire da eventuali richieste di “conguagli 2005 -2011” avanzate allo stesso Comune;

Le ingiustificate pretese di Abbanoa  per pagamenti privi di qualsiasi motivazione e soprattutto mai pattuiti tra erogatore e consumatore di un bene pubblico come l'acqua vanno contrastate in ogni modo al fine della massima tutela possibile dei cittadini;

Le fatture/bollette di Abbanoa notificate e inviate in questi giorni si caratterizzano per l’assenza di qualsiasi indicazione idonea all'esplicitazione della voce "Partite pregresse" nelle stesse indicata solo con la laconica indicazione "Conguaglio anni 2005-2010";

Ciò comporta non solo la violazione dei principi di trasparenza e buona fede sottesi al rapporto negoziale in questione, ma anche del dettato di cui all'art. 31.2, All. A. della delibera AEEGSI n. 643/2013/R/IDR, e di cui all'art. 10, All. A, della delibera della stessa Autorità n. 586/2012/R/IDR.

In tale senso è illuminante la sentenza del Giudice di Pace del Tribunale di Enna n. 40 del 04/04/2016 che ha acclarato l’illiceità dell’inserimento unilaterale di tali conguagli in fattura per violazione sia dei principi di trasparenza e buona fede sottesi al contratto d’utenza che del medesimo dettato di cui alle delibere dell’Autorità per l’Energia e l’Ambiente per l’assenza di qualsiasi indicazione idonea all’esplicitazione di questa voce di costo indicata solo con la laconica indicazione “Conguaglio anni 2005-2011”;

Secondo il giudice, in sostanza, rimanendo criptate le ragioni per le quali l’Ente gestore richiede queste somme perché non adeguatamente illustrate alla parte che ha sottoscritto il contratto d’utenza, è difficile sia accettarle che contestarle;

È in tale contesto che non si può certo non rilevare la posizione di subalternità dell’utente rispetto a quella monopolista dell’ente gestore del servizio Abbanoa, “patologica dipendenza del consumatore dall’ente gestore monopolista”, atteso che l’utente potrebbe sempre decidere di risolvere il contratto d’utenza per sopravvenuta onerosità, ricorrendo a formule alternative, ancorché “antiche”, di approvvigionamento dell’acqua”;

Secondo i giudici che si sono pronunciati negli ultimi due mesi le vessate “partite pregresse” sanzionate dal Giudice altro non sono che costi d'investimento sostenuti dalla società convenuta negli anni pregressi ed unilateralmente (rectius, arbitrariamente) ripartiti all'utenza, e dunque la relativa pretesa economica non può che ritenersi infondata;

È, dunque, secondo il giudice di Pace illegittimo l'inserimento nelle bollette, da parte del soggetto gestore del servizio idrico, della voce "partite pregresse", in quanto le medesime si caratterizzano per l'assenza di qualsiasi indicazione idonea all'esplicitazione della voce "partite pregresse" nelle stesse indicata solo con la laconica indicazione "Conguaglio anni 2005-2010";

Ciò comporta non solo la violazione dei principi di trasparenza e buona fede sottesi al rapporto negoziale in questione, ma anche del dettato di cui all'art. 31.2, All. A. della delibera AEEGSI n. 643/2013/R/IDR, e di cui all'art. 10, All. A, della delibera della stessa Autorità n. 586/2012/R/IDR;

si chiede all'Autorità Energia e Servizio Idrico di perseguire ogni utile azione, amministrativo e/o giudiziaria al fine di:

1) dichiarare illecito il comportamento di Abbanoa che in violazione delle regole sottese al contratto d'utenza e alle norme del Codice Civile ha minacciato la sospensione della fornitura per morosità;

2) inibire ad Abbanoa di inserire ulteriori somme a titolo di "partite pregresse" nelle future fatturazioni senza una preventiva condivisione negoziale;

3) accertare, previa eventuale disapplicazione degli atti amministrativi presupposti, l'assenza di causa nella controprestazione richiesta da Abbanoa;

4) accertare, previa eventuale disapplicazione degli atti amministrativi presupposti, l’illiceità della pretesa economica per violazione dei principi di trasparenza, buona fede, legittimo affidamento ed irretroattività;

5) verificare le modalità di invio di tali richieste considerato che sono stati oggetto di comunicazione anche coloro che non hanno mai vissuto nello stabile indicato nella bolletta.



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