
Porto a conoscenza dei firmatari di questa petizione che la modifica dell'allegato 25 è purtroppo passata, il 5 luglio scorso, con la pubblicazione in gazzetta ufficiale. Chiunque da oggi vorrà chiedere la licenza per un ponte ripetitore con nominativo, dovrà versare 20 euro annui di contributo. Per coloro che hanno le autorizzazioni in essere, il contributo partirà dal rinnovo dell'autorizzazione.
Riguardo il contributo dei 5 euro, i nuovi radioamatori, dovranno versare alla richiesta dell'autorizzazione 50 euro per il contributo decennale e se dopo qualche tempo dovessero decidere di rinunciare all'autorizzazione, avranno in ogni caso perso i soldi versati che non saranno restituiti.
Per i già radioamatori, questo partirà all'atto del rinnovo dell'autorizzazione generale, che dovrà essere accompagnato da un versamento di 50 euro. Alcuni hanno esultato dicendo: "risparmiamo la tassa sul pagamento del bollettino", capite da soli che chi parla di bollettino è sicuramente una persona con mentalità del passato. Da anni, la tassa si può pagare con bonifico on line, che nella maggior parte dei casi è gratuito... ma come si dice? Quanto il saggio indica la luna, lo stolto, guarda il dito!
Il MIMIT non ha voluto ascoltare le associazione riunite nel movimento MIARU - che non sono state riconosciute né dal Ministero, né tantomeno da ARI alla quale avevamo chiesto aiuto nel rappresentare le nostre rimostranze. ARI non ha voluto riconoscere nemmeno questa petizione, dicendo che potrebbe averla firmata chiunque, scrivendo tutto, nero su bianco, su un verbale di una delle ultime sue riunioni. Il MIMIT, non ha ascoltato nemmeno l'associazione nazionale CISAR. I Dirigenti del MIMIT, hanno trattato esclusivamente con ARI (Associazione Radioamatori Italiani) che si assume (dal mio punto di vista), la responsabilità di quanto accaduto, ai danni di tutti gli OM.
Vi faccio un breve resoconto: a febbraio del 2022, il sottoscritto viene a sapere che l'allora MISE, vuole modificare - senza interpellare alcuna associazione - l'allegato 25. Immediatamente contatto diverse associazioni, CISAR incluso e insieme scriviamo una lettera che rompe le uova nel paniere ai dirigenti che pensavano di poter agire senza istituire un tavolo tecnico. Dopo la lettera, il MIMIT, ci scrive che riconosce solo associazioni riconosciute e con almeno una sede per regione, vengono quindi convocati - a quanto sappiamo - due tavoli, con invitate soltanto ARI e CISAR, vengono come detto sopra. disconosciute cosa molto grave in una democrazia, tutte le altre associazioni e gruppi.
Nei tavoli convocati, si discute di voler tassare i ripetitori e si parte da una cifra di 120 euro annui, si discutono anche altre amenità che vedono nascere una circolare scritta con i piedi e pubblicata il 16 maggio 2022, che di fatto, mette fuori legge gli shift a +5 mhz (per i nuovi ripetitori), e cambia le carte in tavola per la larghezza di banda e tanto altro.
Il Movimento MIARU, formato da circa 40 associazioni, chiede spiegazioni che non verranno mai fornite. Cisar che dialoga con MIARU, prova a portare avanti le nostre rimostranze, ottiene uno sconto sulla tassa ma viene anche lui escluso e a questo punto, chi decide tutto è il MIMIT con il solo appoggio di ARI.
ARI ci ha rappresentato difendendo i radioamatori? Questo decidetelo voi!
Per quanto mi riguarda, posso soltanto dire che non ci fermeremo qui, che tutte le associazioni unite, intraprenderanno una serie di provvedimenti legali per cercare di far modificare quello che consideriamo un vero e proprio attacco alla libertà dei radioamatori. Molti di voi diranno, ve la prendete per soli 20 euro annui? Si, la cosa ci preoccupa molto, perché pensate che il solo CISAR, con questa modifica, dovrà sborsare circa 10 mila euro annui, per mantenere attivi il link nazionale e i vari ripetitori sparsi in Italia. Pensate anche che le associazioni più piccole, dovranno sborsare qualche centinaio di euro annui. Pensate ancora che il fatto di pagare in anticipo il contributo dei 5 euro su base decennale, di fatto, apre un precedente che offrirà la possibilità alla pubblica amministrazione, di richiedere tasse e balzelli, in forma anticipata.
Tutto questo, grazie alle scelte scellerate di una dirigenza totalmente distante dal mondo dei radioamatori e dalla scarsa rappresentanza degli unici che al momento sono ascoltati dal MIMIT e che rappresentano - forse - soltanto una fetta dei radioamatori italiani a loro associati.
Con questa modifica forzata, è di fatto, morta la libertà e la democrazia nel mondo radioamatoriale.
73 a tutti, IZ0RIN ALEX
Presidente 773 Radio Group