
Roma 16/02/2022
Salve a tutti, mi scuso per il lungo silenzio dettato da mancanza di importanti novità sulle quali portarvi a conoscenza ma ora che, i primi di febbraio, si è svolta a mia insaputa, una riunione al MIMIT fra ARI, CISAR e Direttore Generale, di novità, ce ne sono eccome e se sono vere, sono davvero molto gravi:
- Prima novità: la conferma della modifica dell’allegato 25 che inserirebbe una tassa di euro 25 su ogni stazione ripetitrice autorizzata. La cifra sarebbe arrivata a 25 euro, dopo diverse trattative (DO UT DES), fra MIMIT, ARI E CISAR. Sembrerebbe che - attraverso racconti di fonti attendibili - in buona sostanza, se le associazioni interpellate non rompono più le scatole al MIMIT (scrivendo ai politici o ai media) e lasciano lavorare, in pace, per come crede, il suo Dirigente Generale, allora si concede la grazia di tassare i ripetitori a 25 euro annui pagabili annualmente invece che 100 euro annui, pagabili in un unica soluzione anticipata su base decennale (1000 euro a ripetitore). Ovviamente questa seconda ipotesi, metterebbe in seria difficoltà il Cisar che ha circa 500 autorizzazioni attive... fatevi i conti.
- Seconda novità, contributo di 10 euro annui (invece che 5 euro), da pagare in un'unica soluzione decennale (100 euro).
- Terza novità, modifica dell’articolo 143 e 107, per applicare la tassa sui ponti ripetitore anche alle associazioni. (altro punto che spaventa il CISAR e che di fatto gli potrebbe legare le mani).
- Quarta novità, possibilità di acquisto di un Vanity Call (voluto da ARI) con tassa annuale.
- Quinta novità, conferma dell’applicazione del BAND PLAN Iaru per accontentare sempre ARI. Fregandosene della ITU e dell'EURAO.
Più tante altre quisquiglie che non sto qui a raccontarvi…
Ora a prescindere da come la si pensi e se si è d’accordo o meno riguardo queste decisioni, trovo molto grave che si continui a convocare soltanto ARI e CISAR ai tavoli istituzionali senza una rappresentanza delle altre centinaia di associazioni che quantomeno potrebbero essere informate. Trovo altresì grave che si continuino a mantenere segreti questi incontri, nella speranza che nessuno parli. Trovo ancora molto grave – se è vero quanto a me raccontato da fonte attendibile - che si chieda alle associazioni convocate di mantenere il massimo riserbo sulla riunione, pena l’annullamento dell’accordo e l’innalzamento della tassa sui ripetitori a 100 euro annui - a ripetitore - da pagare anticipatamente sul decennio, con la minaccia di una conferenza stampa dove addossare le colpe ad una delle due associazioni. Ripeto, se fosse vero, questo mi saprebbe molto di ricatto che di fatto legherebbe le mani alle associazioni che non sarebbero libere di rappresentare i radioamatori a loro associati. Cosa volete fare? Vogliamo rimanere in silenzio oppure agire scrivendo a tutti i politici che conosciamo? Vogliamo ricordare al MIMIT che il servizio di Radioamatore, è si un hobby, ma dal momento che per diventare radioamatori si sostiene un esame, si diventa tutti "professionisti" della radio, in grado di garantire le comunicazioni anche in caso di emergenza e che i ponti ripetitori, possono diventare una risorsa vitale? Esistono fra di voi avvocati che vogliono aiutare tutti i firmatari di questa petizione e tutti i radioamatori a contrastare le ingiuste decisioni del MIMIT? Se si, contattatemi in privato!
P.s.
Gentili colleghi, ho ricevuto una lettera (ovviamente non scritta da me) che pubblico integralmente, già inviata da alcuni radioamatori italiani al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Vi invito a non rimanere con le mani in mano e di inviarla alla mail del nuovo Ministro dell'ex MISE ora MIMIT Urso, e al Neo Ministro della Protezione Civile Musumeci, ai seguenti indirizzi: segreteria.ministro@mise.gov.it, staffurso@fratelli-ditalia.it, stampaurso@fratelli-ditalia.it, segreteria.ministroprotezionecivileemare@governo.it
LETTERA DA INVIARE
Alla Cortese attenzione
Ministro del MIMIT, Onorevole Urso
segreteria.ministro@mise.gov.it
Ministro della Protezione Civile, Onorevole Musumeci
segreteria.ministroprotezionecivileemare@governo.it
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Oggetto : Criticità Nuova normativa ripartizione frequenze e canone Ripetitori Radioamatoriali
Con la presente la informiamo che dai recenti incontri ( l’ultimo settimana scorsa) svolti in Direzione generale
per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali con i dirigenti dell’ente e i presidenti
nonché rappresentanti legali delle due principali associazioni Radioamatoriali ( Cisar e ARI ) iniziati a seguito
di prima comunicazione in allegato, è stata ribadita la volontà di procedere a tassazione dei ripetitori radio
uso radioamatoriale sembra per far fronte meramente a sostentamento economico dell’ente senza tener
conto della finalità e importanza storica e strategica che tali installazioni completamente autofinanziate
hanno espletato negli anni e quotidianamente vengono impiegate in tutto il mondo laddove vi sono
accadimenti emergenziali .
E’ da ricordare che oltre essere un elemento tangibile e identitario di mantenimento culturale e di
sperimentazione riferita alle scoperte scientifiche della Radio e dei sistemi di trasmissione a distanza di cui
Guglielmo Marconi ne è l’emblema univoco nel mondo , l’attività radioamatoriale in caso di calamità è uno
dei servizi di comunicazioni radio alternativi ai sistemi tradizionali di trasmissioni telefoniche, quando,spesso
si verifica, a causa di malfunzionamento o cedimento ,o semplice congestione , le linee di trasmissioni non
garantiscono più i collegamenti.
Gli apparati acquistati dai radioamatori e relative autorizzazioni per stazioni fisse ubicate in abitazione o non
presidiate con ripetitori installati in siti remoti ,permettono agli operatori radio di affrontare adeguatamente
eventuali eventi calamitosi o semplicemente mettersi al servizio della comunità per espletare trasmissione di
informazioni vitali laddove vi siano criticità operative ai sistemi tradizionali
In particolare con l'ingresso poi delle nuove tecnologie come i sistemi di ripetitori Digitali (DMR, DSTAR ,
C4FM ) che possono trasmettere e ricevere più informazioni in un unico canale aumentando la velocità di
trasmissione unitamente ai classici ripetitori analogici installati su tutto il territorio Nazionale spesso poco
energivori e ad energia solare autosufficiente , si ottengono collegamenti già operativi da subito dopo un
qualsiasi ’evento emergenziale più o meno grave direttamente dalla propria zona di residenza interessata
dall’accadimento informando le interfacce preposte in centri di riferimento (ad esempio nelle prefetture) delle
condizioni reali del territorio e/o delle esigenze richieste da singoli o da intere comunità
Vi è molta letteratura disponibile in merito in rete citando fatti che partono dal lontano terremoto del Friuli
dove venne istituita anche la nostra Protezione Civile Nazionale
https://www.ariudine.it/pdf/MV20160331.pdf
https://www.ariudine.it/pdf/Gazzettino20160413.pdf
https://www.orticalab.it/Anniversario-terremoto-l-associazione
https://www.quotidianodelsud.it/basilicata/cronache/la-storia/2020/11/23/il-terremoto-quarantanni
dopo-il-ruolo-prezioso-dei-radioamatori
o video su rete ponti Radio Cisar appena dopo sisma 2009 che con collegamenti descrivono la situazione
complessiva appena dopo l’evento
https://www.youtube.com/watch?v=dQTY0qqGJEw
https://www.youtube.com/watch?v=XNJWjVBcT1w
o attività di emergenza Terremoto Abruzzo
https://www.youtube.com/watch?v=J9QfJrvn--s
Vi sono anche dei servizi da parte di Mass Media autorevoli e non solo italiani come la TV Svizzera che sul
territorio è consapevole quanto sia importante avere a disposizione sistemi Radio indipendenti e ne sta
rivalorizzando l’importanza .
https://www.rsi.ch/news/svizzera/Radioamatori-il-grande-ritorno-15759484.html
Non si comprende pertanto questo accanimento sui ripetitori in quanto per far fronte a maggior contributo In
termini economici comunque non vi sarebbero preclusioni a trovare soluzioni alternative come ad esempio
un incremento del canone di esercizio annuo dell’attività del Radioamatore che dal 2003 è ancorato a 5 euro
(da sondaggio con diversi Radioamatori l’innalzamento a 10 15 euro all’anno non sarebbe un onere
insormontabile ma un legittimo adeguamento) per mantenere in equilibrio la gestione delle risorse
statali/regionali dedicate a questo settore.
Vi è poi in ultima ma non meno importante, la questione sulle frequenze dove la circolare del 2022 emessa
dal Mise ( in allegato ) ha imposto pericolosamente per la prima volta una ripartizione specifica all’interno
delle gamme assegnate ai radioamatori utilizzando però solo i parametri univoci di un Associazione
internazionale ( Band Plan IARU ) non esclusiva nel sodalizio con la ITU ( International
Telecommunication Union ) ,massima istituzione internazionale di riferimento su tutto il settore, a cui fanno
capo anche altre Associazioni internazionali che non applicano questa ripartizione (vedasi EURAO a cui è
affiliata il CIsar Nazionale ) ledendo di fatto il più elementare principio democratico di pluralismo nonchè in
contrasto con la stessa ripartizione del Mise che per prima su alcune gamme non ne riconosce la sovranità
ma ne impone una riduzione di limite superiore di frequenza (vedasi in banda UHF con limitazione a 438
Mhz invece dei 440 Mhz riportata da IARU) .
In questa circolare vi sono poi altre incongruenze come la citazione di database di riferimento redatto da
Radioamatore privato quando il Ministero da sempre, rilasciando autorizzazioni a seguito di regolare invio di
schede tecniche ,dovrebbe avere naturalmente un suo preciso database di raccolta di tali informazioni o
concetti incongruenti dove si ha prima la pretesa di imporre una fiscale ripartizione di uso interno dei modi di
emissione e le frequenze e poi al seguente Paragrafo 2.3 citato di seguito testualmente :
E’ bene evidenziare che, stante quanto previsto dal Codice delle comunicazioni all’art. 104 lettera c
punto 1, per le stazioni ripetitrici valgono i medesimi principi previsti più in generale per il servizio di
radioamatore che è “senza protezione da disturbi tra utenti delle stesse bande”: sono infatti impianti
Che impiegano bande di frequenze di tipo collettivo per cui non vi alcun diritto di assegnazione di
frequenza. Quindi, nel caso specifico, non può essere richiesta una specifica protezione,
Si denota l’impotenza di non poter garantirne una specifica protezione nel caso di disturbo tra utenti . A
cosa giova pertanto questa ripartizione imposta e su che fondamenti giuridici si basa visto che si parla di
frequenze ad uso collettivo prive di protezione ??!!
In buona sostanza tutta questa recente gestione del settore da parte della Direzione Generale evidenzia una
preoccupante approssimazione e superficialità dettata sicuramente da mancata analisi adeguata possibile
solo con una commissione congiunta che coinvolga preliminarmente tutte le Associazioni Nazionali di
riferimento del Settore per una naturale mediazione di pluralità unitamente a competenza e collaborazione
nella gestione e regolamentazione delle frequenze Radioamatoriali per il loro fruibile utilizzo nell’ottica di
pubblica utilità citata dalla prima parte di questa informativa
Attendendo un suo proattivo intervento per dipanare le problematiche e incongruenze create nell’ultimo anno
dal Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica porgo i distinti saluti
Cordialmente
I radioamatori Italiani