Обновление к петицииStop alla dieta "Halal" nelle Scuole di Bologna. La Scuola deve essere laica!STOP HALAL - INCONTRO PUBBLICO SABATO 6 ALLE 16 ALLA CASA DELL'ANGELO- Via San Mamolo 24- Bologna
Carlo TerrosiRimini, Италия
1 сент. 2025 г.

STOP ALLA DIETA HALAL nelle Scuole pubbliche di Bologna. Facciamo il punto in un INCONTRO PUBBLICO sabato 6 settembre alle ore 16 presso la Casa dell’Angelo, Via San Mamolo 24 a Bologna.

Come noto il comune di Bologna ha deciso di introdurre da settembre la dieta religiosa Halal nelle Scuole Pubbliche di Bologna.

Come privato cittadino e genitore ho promosso una petizione che chiede al Comune di rivedere questa decisione, che ha superato le 10.000 firme (10.704  mentre sto scrivendo), grazie a 3.800 persone che l’hanno ricondivisa e 140 persone che hanno donato per promuoverla.

Il Comune di Bologna dice sempre che vuole favorire “percorsi partecipativi” nelle scelte amministrative: bene, deve  allora confrontarsi con la voce di questi cittadini. Troviamoci sabato. Chiederemo poi  un incontro con l’Assessore Daniele Ara, che si è pubblicamente detto disponibile.

Quali sono le motivazioni di questa petizione:

1.      La Scuola pubblica deve essere laica. La pratica halal prevede che l’animale, posto in direzione della Mecca,  debba essere sgozzato mentre è ancora sveglio con una lama affilata, mentre si recita una preghiera ad Allah. L’animale muore per dissanguamento. Il taglio della gola può essere fatto solo da un musulmano. Questa pratica non è quella prevista dall’Unione europea, che prescrive che l’animale sia stordito prima di essere macellato. Viene consentita una deroga alla pratica halal in quanto pratica religiosa. “Religiosa”. Perché il comune di Bologna deve introdurre una pratica religiosa all’interno della Scuola? La dieta nella Scuola pubblica la debbono fare i dietologi, non i sacerdoti e neanche gli imam.

2.      C’è chi afferma “ laicità significa garantire a ciascuno di poter vivere nel rispetto delle proprie convinzioni religiose o culturali senza discriminazione”. Ne consegue che, se nelle mie convinzioni religiose o culturali c’è ad es. il più becero patriarcato, la superiorità dell’uomo , unico soggetto che ha diritti, rispetto alla donna o al bambino, io ho diritto di esercitarlo. Come, per un malinteso relativismo culturale, ha inteso fare quel Pubblico Ministero di Brescia che ha chiesto l’assoluzione per un bengalese che picchiava la moglie perché questo “è un portato della cultura del paese d’origine”.

3.      E ancora, si obietta che  “la laicità non significa imporre un menù unico e uniformante”. Allo stesso modo dovremmo dire “la laicità non significa imporre un vestire unico e uniformante” e consentire dunque che bambine di 8,9 anni (che già oggi vengono mandate a Scuola dai genitori col velo) vengano col burqa, tanto per favorire l’integrazione. Abbiamo lottato tanto per liberarci in Italia di retaggi arcaici  che non avevano più senso e dall’oscurantismo del nostro paese e ora, per una malintesa idea di inclusione, dobbiamo lasciare che nelle nostre città attecchiscano i retaggi arcaici e gli oscurantismi di altri paesi?

Inclusione vuol dire dare a chi viene da altri paesi servizi e informazioni per aiutarlo a integrarsi nella nostra società, non vuol dire “porta il tuo mondo nel nostro”.

4.      Elemento da non sottovalutare, la pratica Halal è una pratica cruenta, che va contro i diritti degli animali. Non a caso nelle macellerie normali non è consentita. L’animale può essere macellato solo dopo essere stato stordito, non da cosciente, come accade con la pratica rituale Halal. Siamo pronti a raccontare ai bambini in classe in cosa consiste il metodo Halal? Qual è il valore educativo di questa pratica?

5.      La Scuola pubblica dovrebbe essere una spazio “neutro”. Il suo compito non è formare i futuri musulmani, cattolici, induisti, ma i futuri cittadini italiani, accomunati dallo studio della nostra storia, della costituzione, del nostro stato di diritto.

Per tutte queste ragioni, firma e aiutami a diffondere la petizione. Ti aspetto sabato 6 settembre dalle 16 alla sala civica della “Casa dell’Angelo”, in  Via San Mamolo 24 a Bologna.

Carlo Terrosi

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