

Prima di affrontare il tema centrale di questo aggiornamento, mi preme ringraziare gli oltre 60.000 di Voi che hanno deciso di dare peso a questa petizione.
I numeri crescono di ora in ora e questo mi spinge a credere che, seppur si tratti di una semplice iniziativa, allora può sicuramente diventare un “nuovo inizio” verso un qualcosa che è lecito provare a far arrivare sulle scrivanie “che contano”.
Ribadisco: non è un attacco o un’accusa verso un partito, una fazione o un rappresentante della politica in particolare, bensì vuole essere la trasfigurazione dell’espressione di un diritto.
Sono disposto a pagare qualcosa, purché quel “qualcosa” sia effettivamente necessario per il beneficio di tutti.
Nei giorni passati sembra che, su quelle scrivanie “che contano”, qualcosina abbia iniziato a muoversi. Un “qualcosa” che al momento, a meno di qualche fonte di stampa non è quantificabile o comunque raffrontabile a quello che la presente iniziativa vuole portare avanti (ndr “eliminare definitivamente le accise più datate (rif. "dalla Guerra di Etiopia al Terremoto dell'Aquila) e sospendere momentaneamente le restanti accise e l'IVA fino a quando il nostro Paese non sarà in grado di essere autonomo dalle fonti energetiche russe”).
Di seguito, per chi volesse approfondire, alcuni articoli in merito:
- Prezzi folli di gas e carburanti, il governo prepara il decreto. Verso il taglio delle accise sulla benzina (fonte: Open.it);
- Crisi energetica, Tajani: "Serve il taglio delle accise sulla benzina" (fonte: Ansa.it);
- Arriva il taglio delle accise sul carburante: quanto costeranno benzina e gasolio con l’intervento del governo (fonte: Money.it).
Effettivamente perseguire la scelta di “tagliare le accise e l’IVA” è uno di quei temi in cui il governo non può dimostrarsi disinteressato, soprattutto in questo momento. Ricordiamoci anche che negli anni oltre le mere accise, l’IVA ha subito l’aumento di 2 punti percentuale (ed è per questo che spingo nel proporre la sospensione temporanea immediata, con l’impegno di calmierarla alla medesima IVA di un bene di prima necessità – 4% o 10% al massimo).
Ma focalizziamo la nostra attenzione un attimo su queste famigerate accise. Prendiamo ad esempio i consumi di carburanti (benzina e gasolio) che in Italia sono stati registrati dal 2002 al 2019 (dati reperibili sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico – sezione “Analisi statistiche energetiche e minerarie”).
Analizzando i dati messi a disposizione si vede che:
- in 18 anni mediamente sono stati versati circa 26,5 miliardi di Euro all’anno (per un totale di 475,5 miliardi di Euro) di accise;
- se a braccio vogliamo prendere due delle voci che compongono il totale delle più recenti accise destinate alla ricostruzione post-sisma (e nessuno me ne voglia se prendo in esame le somme che sono state stanziate dal Governo per il terremoto dell’Aquila (rif. accisa introdotta nel 2009) e il terremoto in Emilia (rif. accisa introdotta nel 2012) – ma sono due delle poche voci per il quale è facile reperire anche le somme effettive – nel mio caso tali importi sono stati desunti dal Documento di Analisi n. 7 redatto dall’Impact Assessment Office presso il Senato della Repubblica “Terremoti. L’Aquila, Reggio Emilia, Centro Italia: politiche e risorse per ricostruire il Paese”), il Governo ha stanziato circa 17,5 miliardi di Euro per il terremoto de L’Aquila, e 8,2 miliardi di Euro per il terremoto in Emilia e zone limitrofe, somme stanziate (e rese disponibili fino al 2047) con la finalità di rispondere alle conseguenze materiali, economiche e sociali in favore delle aree interessate dal sisma. Tale somma ammonterebbe ad un totale di 25,6 miliardi di Euro;
- ergo sarebbe bastato già il 2010 a coprire l’intero stanziamento di 17,5 miliardi di Euro (fino al 2047) prevista per la ricostruzione post-sisma de L’Aquila (nel 2010 sono state versate accise per oltre 23 miliardi di Euro);
- e altrettanto risulterebbe valido il solo 2013 a coprire l’intero stanziamento di 8,2 miliardi di Euro previsto per la ricostruzione post-sisma in Emilia (nel 2013 sono state versate accise per oltre 28 miliardi di Euro).
Tuttavia negli anni si è sempre perpetrato un silenzioso accaparramento di somme di denaro di impegni governativi che ad oggi risulterebbero ben oltre che finanziati.
Questi sono i più recenti esempi. Ma si pensi alle accise che ancora oggi risultano in piedi per “coprire” spese di 85 anni fa. È un qualcosa che va al di fuori di ogni logica, perché si può facilmente ipotizzare come già anni addietro quegli impegni che il Governo ha preso siano stati ben più che ripagati.