

La crisi economica, il post covid, i costi di trasferimento e soprattutto la guerra tra Russia e Ucraina che ha fatto impennare i costi degli approvvigionamenti rendono tutto molto fosco.
I prezzi della benzina, come anche del diesel, sono a volte così saliti in alto da impedire ad alcuni nuclei familiari di potersi permettere un pieno, scegliendo così di fermare l’auto e optare per altre soluzioni.
Altre persone hanno iniziato a centellinare i rifornimenti, mettendosi alla ricerca di pompe meno care, soluzioni low cost o attendendo i momenti in cui c’era un calo.
Nel corso della tarda primavera c’è stato un momento, a cavallo con i ponti del 25 Aprile e 1 Maggio, in cui le previsioni fosche si sono un pò attenute. E i cittadini hanno sperato.
Oggi cosa devono augurarsi gli automobilisti? I prezzi, anche quando sono scesi, hanno comunque mostrato delle fluttuazioni che, magari, come di recente in questo inizio di estate, sembravano in discesa.
Poi però benzina e diesel sono risaliti, e come dicono molti esperti, è troppo presto per poter fare delle previsioni di stabilità sui prezzi dei carburanti o di far festa per delle riduzioni.
Oggi i prezzi, in media, per il self service della benzina è intorno a 1,847 euro a litro, mentre per i no logo si scende a 1,834. Quanto ai diesel invece, a che livello siamo?
Sempre in modalità self service, che è quella ovviamente meno cara del ‘servito’, ci si assesta – ovviamente in media – sugli 1,685 euro a litro, con i no logo più bassi intorno a 1,669 euro.
Chiaramente il ‘servito’ è più caro: benzina a 1,984 e diesel a 1,825, sempre ricordando che si tratta di medie e che sono prese in determinati contesti, come quelli degli ultimi giorni, e che le fluttuazioni possono sempre far cambiare le cose.
È arrivato il momento che il Governo prenda una posizione seria ed elimini tutte le accise e i derivati guadagni a favore dei piccoli consumatori e delle famiglie.