STOP a PSICOLOGIA ed INTELLIGENZA ARTIFICIALE in assenza di ABILITAZIONE della PROFESSIONE

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Il problema

La presente iniziativa è un manifesto per la tutela della professione psicologica nell’era dell’intelligenza artificiale. Un preoccupante fenomeno che non riguarda solo gli psicologi ma TUTTI

E’ ormai evidente di come l’intelligenza artificiale si intersechi sempre più con il benessere, le emozioni e i comportamenti umani, riteniamo necessario affermare un principio chiaro: la psicologia è una professione regolamentata, non un’etichetta narrativa.

La produzione di contenuti che trattano costrutti psicologici,  che siano software, articoli divulgativi, post social, paper accademici, chatbot, app o format educativi, richiede la presenza attiva, scientificamente fondata e legalmente autorizzata di uno psicologo abilitato.

L’impiego di termini come “empatia digitale”, “AI emotiva”, “profilazione comportamentale” o “valutazione del benessere psicologico”, se non guidato da professionisti iscritti all’Albo, può configurare un abuso epistemico, deontologico e normativo.

Non è sufficiente l’intento divulgativo, né la cornice della ricerca interdisciplinare, per legittimare l’uso pubblico di diagnosi, disturbi, sintomi, costrutti clinici o modelli di intervento. Anche i contenuti editoriali e informativi devono rispettare i confini tra libertà di espressione e abilitazione professionale.

L’art. 348 del Codice Penale vieta l’esercizio abusivo di professioni sanitarie. Il Codice Deontologico degli Psicologi tutela il diritto alla corretta rappresentazione scientifica dei fenomeni psichici. Il GDPR limita la profilazione non autorizzata di dati sensibili.

Per questo, chiediamo che:
 • Ogni progetto AI che impatti sulla psiche umana includa psicologi abilitati, con responsabilità esplicita.
 • Le aziende, i media, i centri di ricerca e gli editori distinguano chiaramente tra psicologia professionale e imitazione discorsiva.
 • Venga riconosciuto che la psicologia non è un repertorio di metafore, ma un presidio scientifico e giuridico al servizio della salute mentale.

Non è psicologia ciò che simula, semplifica o usurpa la professione. E ciò che non è psicologia, non può essere trattato come tale.

✍️ Sottoscrivi il manifesto per una cultura dell’intelligenza artificiale che rispetti la professione psicologica.

Valeria LazzaroliPromotore della petizione

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