Dalla continuità didattica a una riforma del reclutamento: il nostro impegno continua


Qualche anno fa avete scelto di sostenere questa petizione perché condividevate un obiettivo semplice ma fondamentale: garantire continuità didattica agli studenti e maggiore stabilità ai docenti precari.
Grazie alle vostre firme, quella battaglia non si è fermata. Al contrario, è cresciuta e si è trasformata in un impegno ancora più concreto.
In questi anni abbiamo continuato a lavorare affinché il tema del precariato scolastico non venisse dimenticato. Insieme al Comitato Precari Uniti per la Scuola abbiamo promosso iniziative di sensibilizzazione, avanzato proposte di riforma e contribuito a portare all'attenzione del Parlamento europeo la questione dei docenti precari storici attraverso una petizione ufficiale.
Oggi questa importante questione è all'esame delle istituzioni europee, chiamate a esprimersi anche alla luce della normativa dell'Unione in materia di abuso dei contratti a termine. Si tratta di un passaggio significativo, che conferma come il problema del precariato scolastico non sia più soltanto una questione nazionale, ma un tema di rilievo europeo.
Anche in Italia qualcosa si sta muovendo. Il Senato della Repubblica è chiamato a discutere il disegno di legge sul doppio canale di reclutamento, un provvedimento che potrebbe rappresentare un passo importante verso una soluzione più equa e stabile per migliaia di docenti.
Proprio per questo, insieme al Comitato Precari Uniti per la Scuola, abbiamo deciso di fare un ulteriore passo avanti, elaborando una proposta organica di riforma del reclutamento. Una proposta costruita con l'obiettivo di semplificare un sistema oggi eccessivamente frammentato, valorizzare l'esperienza maturata sul campo e garantire finalmente maggiore stabilità ai docenti e continuità didattica agli studenti.
Se avete creduto nella prima petizione, vi invito a sostenerci anche in questa nuova fase.
Firmate e condividete la nuova petizione:
Ogni firma rappresenta un contributo concreto per sostenere una riforma del reclutamento più semplice, equa, trasparente e stabile.
Il cambiamento è possibile, ma ha bisogno del sostegno di tutti. Grazie, ancora una volta, per la fiducia e per l'impegno che avete dimostrato in questi anni.
Fabio Gangemi