
Sostegno per gli studenti lavoratori nelle università
Il problema
Buongiorno, sono Rachele Boetti. Sono una studentessa e rappresento gli studenti del corso di laurea in scienze della mediazione linguistica presso l'Università degli Studi di Torino.
Scrivo questa petizione non solo come studente, ma come voce di una realtà sempre più diffusa e troppo spesso ignorata: quella degli studenti lavoratori.
Ogni giorno, migliaia di ragazzi e ragazze in tutta Italia affrontano una doppia sfida: studiare per costruirsi un futuro e lavorare per poterselo permettere. Una sfida che, senza adeguato supporto, diventa un ostacolo insormontabile.
Troppi studenti, infatti, sono costretti ad abbandonare il proprio percorso universitario per ragioni economiche. Secondo il rapporto di AlmaLaurea, stilato nel 2024, circa il 64% degli studenti in Italia lavora per mantenersi gli studi.
Questo significa che il diritto allo studio, sancito dalla nostra Costituzione, è oggi una corsa a ostacoli per chi proviene da contesti meno privilegiati. Serve un cambiamento. E serve adesso.
Per questo, vorrei poter rivolgermi al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e alle Università italiane di attivarsi con urgenza per:
- Istituire borse di studio specifiche per studenti lavoratori, basate sul doppio criterio di reddito e merito;
- Rendere flessibili gli orari delle lezioni, con accesso garantito anche in modalità online;
- Prevedere sessioni d’esame straordinarie riservate a chi ha comprovate esigenze lavorative;
- Riconoscere ufficialmente lo status di studente lavoratore, con diritti chiari e percorsi formativi adattabili;
- Creare sportelli di supporto dedicati all’interno di ogni ateneo.
Queste richieste non sono un privilegio: sono un atto di giustizia per chi, ogni giorno, sceglie di non arrendersi.
Se anche tu credi in un’università più giusta, accessibile e realmente inclusiva, firma questa petizione.
Sostieni le migliaia di studenti che non chiedono scorciatoie, ma solo pari opportunità. Insieme possiamo cambiare le cose.
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Il problema
Buongiorno, sono Rachele Boetti. Sono una studentessa e rappresento gli studenti del corso di laurea in scienze della mediazione linguistica presso l'Università degli Studi di Torino.
Scrivo questa petizione non solo come studente, ma come voce di una realtà sempre più diffusa e troppo spesso ignorata: quella degli studenti lavoratori.
Ogni giorno, migliaia di ragazzi e ragazze in tutta Italia affrontano una doppia sfida: studiare per costruirsi un futuro e lavorare per poterselo permettere. Una sfida che, senza adeguato supporto, diventa un ostacolo insormontabile.
Troppi studenti, infatti, sono costretti ad abbandonare il proprio percorso universitario per ragioni economiche. Secondo il rapporto di AlmaLaurea, stilato nel 2024, circa il 64% degli studenti in Italia lavora per mantenersi gli studi.
Questo significa che il diritto allo studio, sancito dalla nostra Costituzione, è oggi una corsa a ostacoli per chi proviene da contesti meno privilegiati. Serve un cambiamento. E serve adesso.
Per questo, vorrei poter rivolgermi al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e alle Università italiane di attivarsi con urgenza per:
- Istituire borse di studio specifiche per studenti lavoratori, basate sul doppio criterio di reddito e merito;
- Rendere flessibili gli orari delle lezioni, con accesso garantito anche in modalità online;
- Prevedere sessioni d’esame straordinarie riservate a chi ha comprovate esigenze lavorative;
- Riconoscere ufficialmente lo status di studente lavoratore, con diritti chiari e percorsi formativi adattabili;
- Creare sportelli di supporto dedicati all’interno di ogni ateneo.
Queste richieste non sono un privilegio: sono un atto di giustizia per chi, ogni giorno, sceglie di non arrendersi.
Se anche tu credi in un’università più giusta, accessibile e realmente inclusiva, firma questa petizione.
Sostieni le migliaia di studenti che non chiedono scorciatoie, ma solo pari opportunità. Insieme possiamo cambiare le cose.
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Petizione creata in data 2 giugno 2025