Ripetitori telefonici e disprezzo del paesaggio.

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Nei giorni immediatamente successivi al terremoto che ha sconvolto la città dell'Aquila, nell'aprile 2009, è stato necessario effettuare interventi di emergenza connessi all'evento fra cui la realizzazione di antenne-ripetitori telefonici provvisori per consentire la comunicazione fra le  comunità terremotate, fatto essenziale in quei momenti così difficili. Dopo nove anni questi ripetitori sono diventati via via permanenti, ma quello che sconvolge è il totale disprezzo del paesaggio in cui furono istallati e senza il minimo rispetto per le preesistenze presenti in quei territori.

Ne è un esempio il ripetitore situato davanti alla facciata della Chiesa di San Pietro Apostolo nella frazione di Pagliare di Sassa (Comune di L’Aquila).

La chiesa, in origine più antica (costruita sui resti di un tempio italico/romano), nella forma attuale è del XII secolo è stata ristrutturata in epoca rinascimentale, forse proprio a seguito di eventi sismici che si verificarono in quell’epoca, risulta una delle più antiche della Valle dell’Aterno.  La facciata conserva il portale a sesto acuto e il campanile a vela di quell’epoca. L’antenna provvisoria (inizialmente del gestore Vodafone, adesso anche di Tim, Wind e Tre), era localizzata a poche decine di metri di fronte alla facciata della Chiesa ed era alta 25 metri per poter servire gli utenti trasferiti in campagna a seguito del terremoto. Ebbene questa antenna dopo nove anni e mezzo da provvisoria sta diventando definitiva passando da un altezza fuori terra di 25 metri a 35 metri quindi con un impatto visivo non proprio consono o compatibile con il paesaggio circostante, con la presenza della chiesa, dell'area paleontologica (riconosciuta dal Ministero per i Beni Culturali) e con la eccessiva vicinanza con alcune case di civile abitazione da sempre abitate (ovvero sia prima che dopo il terremoto del 2009!). Per la “Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la Città dell’Aquila e i comuni del cratere” l’antenna non è impattante, anzi lo è meno di quella provvisoria (non si capisce come, visto che la definitiva è ben più alta dell’altra che in parte si camuffava con la vegetazione circostante !!) essendo sufficiente piantare alcune essenze arbustive autoctone per mitigarne l’impatto; per la “ASL dell’Aquila” vi è un forte rischio per l’esposizione alle onde elettromagnetiche emesse per la presenza di case di abitazione nelle vicinanze (persistenza nella località di non più di 4 ore giornaliere !!); per il “Comune de L’Aquila” è tutto a posto, basta percepire i lauti introiti dei gestori telefonici (cosa non si fa oggi per i soldi !!). Tutto ciò e scandaloso ma lo è ancor più l’evidente impatto negativo sul paesaggio che l’opera comporta in totale disprezzo per le più elementari regole del buon senso. Ben altra collocazione poteva essere trovata nelle vicinanze, meno impattante e meno rischiosa per la salute delle persone che da sempre vivono in quella località. Non si può continuare a subire gli interessi dei privati a scapito di quelli collettivi che non sono certamente la possibilità di telefonare, ma la consapevolezza di avere un ambiente di vita salubre ed un paesaggio in cui le emergenze naturali e culturali trovano un perfetto equilibrio estetico.
 
Chiedo a tutti di firmare questa petizione per questi motivi, per far cessare le imposizioni senza cervello e senza cuore, senza un minimo di riflessione, imposizioni/decisioni che hanno fortissime ripercussioni su un territorio già fortemente mortificato dagli eventi naturali come il terremoto e che quindi necessiterebbe di un maggior rispetto e considerazione.



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