Sito archeologico romano di Altilia (Campobasso): basta con l'anonimato!

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Altilia è ancora un luogo unico nel Molise e poco è cambiato da quando la vide lo storico tedesco Theodor Mommsen nel XIX secolo.

Situata nell'agro di Sepino, in provincia di Campobasso, è una piccola città romana, perfettamente conservata, seppure non completamente scavata. La città conservava, agli occhi del più grande classicista del XIX secolo, le caratteristiche tipiche di un luogo di rovina, così caro alla mentalità romantica dell’epoca, un luogo dove il presente lasciava spazio all’antico, dove le abitazioni rurali, costruite appena un secolo prima lungo il decumano e sulla cavea del teatro, si sostenevano grazie alle pietre lavorate dai romani.

Quando, dopo gli anni della guerra sociale e civile che imperversarono nell'area del centro-sud Italia per buona parte del I secolo a.C., lo stato romano decide di organizzare ed amministrare questa parte di Sannio, Sepino (città sannita) in effetti già costituisce un punto di riferimento immediato con un'urbanizzazione in atto.

Allego una foto del sito, che descrive molto parzialmente la ricchezza del luogo, testimonia la significativa presenza dei Romani nel Molise, facendo della regione un piccolo scrigno ricco di incommensurabili ricchezze.

Ad oggi il sito è ancora fuori dagli itinerari turistici e, quel che è più grave, scolastici. Sono pochi, infatti, gli istituti scolastici che programmano gite in un luogo di cui non conoscono neppure l'esistenza, pensando che l'unico obiettivo sia quello di visitare Pompei.

Si chiede, dunque, al Ministro dei Beni Culturali di mettere in atto tutte quelle procedure volte a far uscire Altilia dall'anonimato, di nominare un responsabile dell'area che con competenza e con le giuste sinergie lavori per darle la giusta rilevanza in ambito nazionale ed internazionale.

Tutta Italia è un patrimonio immenso di ricchezze storico-artistiche ancora inesplorate ed inspiegabilmente poste nel dimenticatoio: restituiamo ad esse un volto se davvero amiamo la nostra Patria!



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