Per una politica del verde corretta e capace di progettualità

Di seguito il comunicato stampa da noi redatto dopo l'incontro di giovedì 26 maggio cui non erano presenti giornalisti. La necessità di diffondere questo comunicato stampa con i nostri canali è legata al fatto che questo comunicato non è stato pubblicato da nessun organo informativo, se non un brevissimo passaggio ripreso da "La Prealpina" di ieri, omettendo le parti in cui denunciamo le inadempienze del comune nelle politiche del verde.
LEGAMBIENTE, Circolo “E. Ferrario” di Gallarate - Comitato SALVIAMO GLI ALBERI DI GALLARATE
COMUNICATO STAMPA
Gallarate, 28/05/2022
Il ciclo “Il verde urbano a Gallarate” organizzato dal Comitato Salviamo gli alberi di Gallarate e dal circolo di Legambiente “E. Ferrario” ha visto svolgersi giovedì 26 maggio il suo secondo incontro dal titolo IL VERDE A GALLARATE E NELLA CINTURA URBANA: UN PATRIMONIO A RISCHIO. Come organizzatori vogliamo portare all’attenzione le importanti tematiche emerse dai preziosi interventi dei tre relatori presenti: l’agronomo di fama internazionale Daniele Zanzi, il biologo Alessandro Borgini, di ISDE (Associazione italiana medici per l’’ambiente), Valentina Minazzi, vicepresidente di Legambiente Lombardia.
Il dott. Zanzi ha illustrato i numerosi errori compiuti nella gestione del verde pubblico urbano ed ha stigmatizzato la linea operativa del Comune di Gallarate, dotato tra l'altro di un regolamento del verde che prevede così tante deroghe da consentire alla PA di abbattere quasi qualsiasi albero. Il registro degli alberi di importanza storica previsto dal medesimo Regolamento del verde non è mai stato attivato a Gallarate, rendendo più difficile tutelare gli alberi più vecchi. Il dottor Zanzi si è poi lungamente soffermato sulle gravi criticità emerse dall'incontro con l'Ufficio tecnico del Comune avvenuto il 26 gennaio cui aveva partecipato in qualità di consulente tecnico insieme a una delegazione di attivisti di Legambiente e del Comitato Salviamo gli alberi di Gallarate. Per esplicita ammissione dei tecnici, gli abbattimenti a Gallarate vengono decisi in assenza di esami strumentali e perizie approfondite, di schede tecniche e persino di documentazione fotografica che, anche quando esiste, non viene messa a disposizione dei cittadini che ne fanno richiesta. Queste pratiche scorrette violano i protocolli internazionali ed evidenziano trascuratezza e scarsa trasparenza. Mancano inoltre il bilancio arboreo e il censimento arboreo, istituiti dalla legge 10 del 2013 (e ancor prima dalla legge 113 del 1992) che obbliga le amministrazioni cittadine a registrare gli alberi presenti sul territorio e a rendicontare a fine mandato gli abbattimenti e le piantumazioni effettuate. Manca anche un Piano del verde che darebbe una prospettiva progettuale alla gestione del verde che invece è relegata all'improvvisazione, oltre che all'approssimazione.
Di fronte alla frequente sordità delle Amministrazioni comunali rispetto alla tutela del verde, Zanzi ha ricordato di aver applicato una metodologia scientifica per tradurre in danno economico ed erariale il danno ambientale legato all’abbattimento di alberi e al depauperamento del patrimonio arboreo collettivo permettendo al Comitato di Peschiera Borromeo di salvare dall’abbattimento un filare storico.
Il dottor Borgini ha parlato dei benefici del verde soprattutto nei contesti urbani, dove gli alberi contribuiscono notevolmente a diminuire gli inquinanti presenti nell’atmosfera. Ha citato numerose ricerche in campo medico-ambientale che dimostrano la correlazione tra inquinanti, in particolare il particolato, e danni alla salute umana, non solo malattie respiratorie o cardiovascolari ma anche disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento nei bambini; bambini frequentanti scuole situate in aree verdi e ad alta concentrazione di alberi sono meno soggetti a disturbi dell’attenzione e a ritardi nell’apprendimento. Un verde urbano ben gestito e non abbandonato al degrado è anche un antidoto contro le disuguaglianze sociali migliorando la qualità della vita nei quartieri periferici e a basso reddito delle città. I benefici degli alberi sulla salute umana hanno anche una ricaduta economica positiva in termini di minori spese sanitarie a carico dei cittadini e delle amministrazioni pubbliche.
Il ruolo svolto dagli alberi nella compensazione delle emissioni inquinanti è al centro di un progetto che vede protagonista la classe IV B del liceo scientifico di Gallarate che è intervenuta all’incontro. Introdotte dalla loro insegnante, la prof.ssa Giaccherello, tre studentesse hanno spiegato di aver quantificato il numero degli alberi necessari a compensare le emissioni prodotte dalla loro classe nel tragitto casa-scuola e stanno raccogliendo fondi per la messa a dimora di questi nuovi alberi, ben 200, che saranno piantumati a Cassano Magnago, Campo dei Fiori e Parco del Ticino. Questo contributo, di cui ringraziamo vivamente la classe IV B, è stato molto apprezzato dal pubblico e testimonia l’interesse dei giovani per la tutela dell’ambiente. Invitiamo a sostenere il loro progetto visibile sulla pagina Internet degli Amici dei Licei, che in quanto tutor esterni lo hanno reso possibile. A breve sul sito di Selvatica Tree sarà aperto uno spazio apposito per donare a favore del progetto del Liceo di Gallarate.
Infine, Valentina Minazzi ha allargato lo sguardo al territorio intorno a Gallarate, in cui il prezioso e unico ambiente della brughiera rischia di essere irrimediabilmente devastato da numerose nuove infrastrutture viarie e ferroviarie che andranno a gravare un’area ristretta e già sottoposta a forti stress ambientali, consumando suolo e distruggendo biodiversità. A questo si è riallacciato l’intervento di Ferruccio Boffi del Comitato Salviamo la Brughiera ponendo l’attenzione sul progetto ferroviario MXPT2 – Linea RFI del Sempione, che devasterà la brughiera tra Gallarate, Casorate e Cardano, determinerà l’abbattimento degli alberi secolari che costeggiano la strada del Sempione e a Gallarate aggredirà in particolare le aree verdi dei Ronchi.
La serata ha purtroppo messo in evidenza la distanza tra la società civile e la politica cittadina gallaratese, spesso poco capace di cogliere la sensibilità ambientale dei cittadini e recepire le evidenze incontrovertibili proposte dalla ricerca scientifica. Infatti, i grandi assenti della serata, pur invitati, sono stati gli esponenti dell’amministrazione comunale, il Sindaco Andrea Cassani e l’Assessore Sandro Rech, che nel tempo e alla prova dei fatti si sono rivelati del tutto incapaci di dialogare con i cittadini in modo democratico. Erano invece presenti in sala due consiglieri Comunali, Massimo Gnocchi di Obiettivo Comune Gallarate e Cesare Coppe di Città è Vita, che con i propri interventi hanno concordato con la necessità di un ripensamento delle politiche ambientali del Comune di Gallarate.
A conclusione dell’incontro gli organizzatori, Legambiente e Comitato Salviamo gli alberi di Gallarate hanno ribadito il loro impegno perché si affermino nelle politiche ambientali cittadine pratiche corrette per la gestione ordinaria del verde e nel contempo capacità di visione e progettualità per tutelare ed estendere il verde urbano. Rinnoviamo questa richiesta e invitiamo amministrazione e forze politiche ad avviare un vero confronto su questi temi.