Petition updateSalviamo gli alberi di piazza Giovanni XXIII- stazione di Gallarate

Appello a tutti i firmatari della petizione on line “Salviamo gli alberi di Gallarate”

Comitato salviamo gli alberi di Gallarate
May 16, 2021

Si sta avvicinando il mese di luglio e con esso l'udienza con cui il TAR deciderà l'accoglimento o il rigetto delle nostre tesi contrarie agli abbattimenti di 8 alberi previsti dal progetto di riqualificazione della piazza Giovanni XXIII.

Con questa lettera ci rivolgiamo a tutti i cittadini e le cittadine di Gallarate sensibili ai temi della difesa e dell'ambiente perché diano più forza al nostro ricorso aggiungendo la loro firma a quella dei 10 sottoscrittori che l'hanno promosso; una firma che avrebbe un importante valore giuridico davanti al TAR. Avere più sottoscrittori per il ricorso è fondamentale per smontare e smentire le tesi della scarsa rappresentatività del comitato e delle persone che anche individualmente hanno sottoscritto il ricorso, tesi che gli avvocati del Comune hanno già sollevato nella loro memoria difensiva. Il rischio è infatti che il Tar possa accogliere questa tesi e non entri quindi nel merito del nostro ricorso nonostante la sua fondatezza che ora andiamo a illustrare.

Le nostre tesi hanno fondamenti giuridici molto solidi perché i profili di illegittimità dell'iter amministrativo seguito dall'amministrazione comunale sono tanti e gravi. Proviamo a darne un quadro riassuntivo.

Le istanze dei cittadini sono state marginalizzate e negato il loro diritto a iter amministrativi partecipativi e trasparenti. E' stato esautorato il ruolo del Consiglio Comunale, che ha competenza nel decidere le variazioni di bilancio, per attribuirgli mera funzione di conferma ex post. Il progetto di riqualificazione manca di quella legittimazione che avrebbe dovuto avere dal Piano di governo del territorio, attualmente non più vigente. Le procedure di appalto abbiamo motivo di ritenere siano viziate, con selezione delle ditte che accedono a procedura negoziata anteriore all'emanazione della determina di conclusione dell'iter che avrebbe dovuto stabilire i criteri per la concessione dell'appalto. Tutti sintomi, questi, di un procedere che non rispetta gli organi di autogoverno della città, che ha fretta di portare a compimento il progetto di riqualificazione della piazza da esibire come fiore all'occhiello in occasione di una tornata elettorale e che a questo scopo piega norme e ribalta le tempistiche prescritte dalla legge, in spregio a trasparenza, correttezza amministrativa, rispetto dei ruoli e delle prerogative democratiche.

A un comitato ambientalista come il nostro stanno inoltre molto a cuore, tra i numerosi profili di illegittimità, quelli che hanno portato a non impostare l'assegnazione dei lavori sulla base del decreto legge sui criteri ambientali minimi del 10 marzo 2020. Questo decreto avrebbe infatti imposto una serie di attività istruttorie preliminari alla redazione del progetto a tutela del verde della piazza e poi, in sede di aggiudicazione dei lavori, criteri stringenti per una cantierizzazione rispettosa degli alberi superstiti.

Noi ci auguriamo che il TAR prenda in seria considerazione tutti questi profili di illegittimità e altri ancora che sarebbe lungo citare e che, soprattutto, accolga il cuore di questo ricorso: il riconoscimento che il valore ambientale e la salvaguardia del patrimonio arboreo esistente costituiscono un interesse pubblico che la Pubblica Amministrazione - di qualsiasi colore politico siano coloro che momentaneamente rivestono incarico amministrativo - deve rispettare, contemperando ad essi qualsiasi altro interesse pubblico pur fondato e ragionevole. Il riconoscimento di tale principio varrebbe da deterrente per future opere di demolizione e distruzione del verde urbano e aprirebbe chiaramente la strada a un approccio alle questioni urbanistiche molto diverso dalla situazione attuale, in cui gli abbattimenti e il taglio indiscriminato degli alberi nella nostra città continuano, ben oltre i lavori di Piazza Giovanni XXIII. Oggi il rispetto della natura e degli ecosistemi urbani è, nella migliore delle ipotesi, solo una delle tante variabili di cui tenere conto, magari piantumando nuovi alberi al posto di quelli abbattuti, senza comprendere la perdita irrimediabile che comportano scelte che non abbiano al centro la difesa del verde e dell'ambiente.

Noi crediamo di avere forti ragioni dalla nostra parte, tra cui la Costituzione e la tutela del paesaggio da questa prescritta.

Il rischio cui andiamo incontro è che di tutto questo al Tar non si parli se prevarrà la tesi sollevata dagli avvocati dell'amministrazione comunale, secondo cui i ricorrenti sono pochi cittadini privi di rappresentatività. Noi siamo un gruppo numericamente limitato, ma le firme alla petizione on line che abbiamo raccolto ci parlano di una sensibilità diffusa e di tanti altri cittadini che hanno a cuore gli alberi di questa città e che vorrebbero una città in cui la ricerca di un equilibrio tra natura e ambiente urbano fosse al centro dell'agire amministrativo. Tuttavia, questa sensibilità può avere un effettivo riconoscimento giuridico nella misura in cui si traduca nella sottoscrizione del ricorso da parte di più cittadini. Ecco perchè ci permettiamo di chiedere di aggiungere la propria firma al ricorso del Comitato, per dare più forza e più possibilità di far valere le ragioni di chi si è opposto e si oppone alla depauperazione del patrimonio arboreo di Gallarate.

Gli alberi, la natura, il verde urbano, sono patrimonio di tutti noi e anzi sono dati a noi perché li consegniamo il più possibile integri e longevi alle generazioni di futuri cittadini gallaratesi: o vogliamo che i bambini di oggi e quelli di domani crescano in una città sempre più grigia e cementificata?

Rivolgiamo il nostro appello a tutti i concittadini che hanno firmato la nostra petizione, a tutti coloro che amano gli alberi, la natura, la vita:

Non lasciateci soli! Sottoscrivere il nostro ricorso!

Dimostriamo alla pubblica amministrazione che gli alberi di piazza Giovanni XXIII e tutti gli altri alberi di Gallarate sono anche nostri e non sono nella disponibilità di chi passa per una breve stagione e che dovrebbe lasciare ben altri segni sulla nostra città.

Chi è interessato a sottoscrivere il ricorso – possibilmente entro la fine di maggio – o anche per chiarimenti in merito ci contatti al seguente indirizzo: salviamoglialberigallarate@gmail.com

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