Petition updateSalviamo gli alberi di piazza Giovanni XXIII- stazione di Gallarate

22 aprile, in piazza Giovanni XXIII per la Giornata della Terra

Comitato salviamo gli alberi di Gallarate
Apr 19, 2021

Sono passate diverse settimane dall'infausto inizio di marzo in cui sono stati abbattuti 8 alberi nella piazza Giovanni XXIII: 5 querce del filare che costeggia i portici e 3 alberi dell'isola centrale.

I segni della primavera stanno arrivando in città ma gli alberi rimanenti e che hanno subito la potatura faticano a gemmare le loro foglie e sembrano notevolmente indietro rispetto alle querce di altre zone della città. Anche i cedri sembrano meno maestosi e provati. Ci auguriamo che sia un'impressione erronea e che gli alberi rimanenti non stiano risentendo del cantiere. Gli agronomi con cui abbiamo parlato ci hanno però detto che gli alberi costituiscono reti di relazioni tra di loro e finiscono per costituire un unico macroorganismo: l'abbattimento di alcuni di loro in un filare non è indolore per gli altri che perdono una parte di sé.

E' stata una sconfitta pesante non riuscire a impedire questi abbattimenti e l'espianto dell'acer japonicus, ora trapiantato nel giardino per cani di Ronchi.

Il 1 marzo, a lavori appena iniziati, abbiamo chiesto l'intervento della Guardia forestale e presentato un esposto alla procura di Busto Arsizio per violazione delle norme nazionali e comunitarie a tutela della nidificazione, che vieta potature e abbattimenti per tutto il periodo delle nidificazioni, non fissato per legge con date precise (giustamente: le nidificazioni avvengono sempre prima, per via del cambiamento climatico) ma per i regolamenti del verde di alcune città (Milano ma anche la vicina Legnano) il divieto ha inizio con il 1 marzo. Anche Legambiente ha presentato a sua volta un esposto alla Procura di Busto Arsizio per violazione della normativa sulla nidificazione e del decreto legge dell'anno scorso sui requisiti minimi per la tutela del verde urbano, che impone norme severe per regolamentare interventi di potatura che devono essere condotti da personale qualificato.

Alcuni di noi hanno fatto un sopralluogo in piazza nella settimana successiva agli abbattimenti per verificare su consiglio della LIPU la presenza di nidi di merli nei cespugli di fronte alla stazione. Vi si sono recati intorno alle 5, 5.30 del mattino, ora in cui i merli adulti lasciano i cespugli per procacciare cibo. Mentre tutto intorno alla piazza a quell'ora era tutto un gioioso tripudio di canti e richiami di uccelli, giunti in piazza sono stati avvolti da un silenzio spettrale e angosciante. Come se la vita si fosse fermata.

L'acer japonicus sta ora timidamente gemmando e speriamo ce la faccia a sopravvivere. L'espianto e il trasporto sono stati un incubo: il traffico cittadino nelle prime ore del mattino bloccato per fare passare il camion, il trasporto ha implicato l'amputazione di rami che ostacolavano il trasporto stesso ma ciò nonostante pare che i rami abbiano tranciato un filo della corrente e alcune zone della città sono rimaste senza corrente elettrica. Speriamo che la voglia di vivere del nostro acer japonicus sia più forte dei traumi che ha subito.

Per ricordare a tutti che il nostro rapporto con la natura, le piante e gli esserini che ospitano tra le loro fronde deve cambiare e che scempi come questo non si devono ripetere ci ritroveremo giovedì 22 aprile alle 18.30 in piazza Giovanni XXIII per celebrare la Giornata della Terra, una giornata che l'amministrazione comunale, sollecitata dai verdi, ha deciso di ignorare. Invitiamo tutti i cittadini gallaratesi a stringersi con noi intorno agli alberi superstiti dello scempio di piazza Giovanni XXIII.

 

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