Assegnazione alloggio comunale a Patrizia


Assegnazione alloggio comunale a Patrizia
Il problema
Patrizia Antonioni, di origini romane ma da anni centese. Ha una lunga storia da raccontare che, come epilogo, la porta – da oggi alle 12 – a dover gestire una vita difficile, con due figli e uno sfratto esecutivo che l’ha, di fatto, messa in mezzo ad una strada, o meglio, in macchina “con un figlio ed un gatto”. Dopo il sisma, avendo perso il lavoro e la capacità reddituale (lavorava per la ditta appaltatrice del trasporto scolastico comunale che a causa del sisma ha pero l’appalto e quindi l’ha dovuta licenziare) che le consentiva di mantenere l’abitazione di Reno centese, Patrizia non si fa prendere dallo sconforto e si rivolge immediatamente ai Servizi Sociali del Comune di Cento. E qui comincia il calvario della donna. Nel frattempo, a causa dello sfratto dalla casa di Reno Centese, e dopo aver peregrinato tra alberghi e agriturismo trova un appartamento in via Vivaldi provvedono loro a pagare l’affitto per un anno, dopodiché affermavano”: ‘stai tranquilla non ti abbandoneremo e ti troveremo noi una casa popolare’. Tutto sembrava evolvere per il meglio ma: il Comune paga regolarmente l’affitto per un anno – spiega – poi, “ad un certo punto, lo stesso non paga più. Mi precipito ai Servizi Sociali che mi spiegano che ‘non ci sono più fondi per lei’.

Il problema
Patrizia Antonioni, di origini romane ma da anni centese. Ha una lunga storia da raccontare che, come epilogo, la porta – da oggi alle 12 – a dover gestire una vita difficile, con due figli e uno sfratto esecutivo che l’ha, di fatto, messa in mezzo ad una strada, o meglio, in macchina “con un figlio ed un gatto”. Dopo il sisma, avendo perso il lavoro e la capacità reddituale (lavorava per la ditta appaltatrice del trasporto scolastico comunale che a causa del sisma ha pero l’appalto e quindi l’ha dovuta licenziare) che le consentiva di mantenere l’abitazione di Reno centese, Patrizia non si fa prendere dallo sconforto e si rivolge immediatamente ai Servizi Sociali del Comune di Cento. E qui comincia il calvario della donna. Nel frattempo, a causa dello sfratto dalla casa di Reno Centese, e dopo aver peregrinato tra alberghi e agriturismo trova un appartamento in via Vivaldi provvedono loro a pagare l’affitto per un anno, dopodiché affermavano”: ‘stai tranquilla non ti abbandoneremo e ti troveremo noi una casa popolare’. Tutto sembrava evolvere per il meglio ma: il Comune paga regolarmente l’affitto per un anno – spiega – poi, “ad un certo punto, lo stesso non paga più. Mi precipito ai Servizi Sociali che mi spiegano che ‘non ci sono più fondi per lei’.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 28 marzo 2015