No impianti industriali per teleriscaldamento dentro l'Ospedale di Asti

Il problema

Costruire all'interno dell'area dell'Ospedale di Asti, un grande impianto industriale per produrre energia elettrica ed acqua calda per teleriscaldamento (da vendersi all'Ospedale, agli abitanti e l'eventuale eccedenza alla rete elettrica cittadina) sia un progetto che:

1) non persegue come finalità il soddisfacimento di un bisogno prioritario dei Cittadini. Infatti in Italia quasi il 50% dell'energia elettrica e' prodotta da fonti rinnovabili (acqua, sole, vento etc.) e gli attuali impianti tradizionali italiani sono sottoutilizzati, poiché potrebbero produrre quasi il doppio di quanto producono: che senso ha costruire ad Asti un nuovo inquinante impianto a combustibile fossile metano?

2) attualmente l'Ospedale non inquina per produrre energia elettrica perché la acquista dalla rete nazionale, di cui quasi 50% e' energia pulita da fonti rinnovabili, che senso ha produrla inquinando il doppio in loco?

3). non ne conseguirà una riduzione dell'inquinamento ambientale, anzi il progetto prevede un incremento del 473% di monossido di carbonio proprio in zona Ospedale.

4). afferma l'ottimizzazione della localizzazione dal punto di vista del produttore (peraltro solo grazie a importanti vantaggi che vanno a ricadere a carico della fiscalità generale) ma di fatto incide negativamente in tema di tutela dell'ambiente in zona Ospedale, aumentando l'inquinamento proprio in tale sito sensibile, finalizzato al miglioramento e non al peggioramento della qualità della vita,

5). non tiene conto delle attività di efficentamento che la direzione dell ASL ha già attuato e quelle in corso di realizzazione. Sono già stati spesi molti milioni, denari dei contribuenti che sarebbero sprecati e duplicazione dei costi se si cessasse l'uso degli attuali impilanti

6). -parere dell'ASL circa il RUMORE: - "...... il vigente Piano di Classificazione Acustica del Comune di Asti assegna (l'area dell'impianto industriale) alla classe 1" - "la realizzazione del Centrale di T/R in progetto, da considerarsi un vero e proprio impianto produttivo, RISULTA INCOMPATIBILE con l'attuale classificazione acustica dell'area in esame. -parere dell'ASL circa la tipologia dell'impianto industriale proposto: ...."la struttura in oggetto è da classificare quale INDUSTRIA INSALUBRE di prima classe lettera C -punto 7 (centrali termo-elettriche) ai sensi del DM 5/9/94 Elenco delle industrie insalubri di cui all'articolo 216del testo unico delle leggi sanitarie". -parere dell'ASL ASL circa l'impatto nell'ATMOSFERA/AMBIENTE: - "il rispetto dei limiti normativi ambientali non è un limite di rispetto della salute umana; in questo caso non può essere tollerato UN AUMENTO delle concentrazioni esistenti anche se inferiori ai limiti ambientali"

7). Il progetto comporta, come stima iniziale, una spesa di 45 milioni di euro: essi saranno recuperati tutti a carico dei cittadini e degli utenti tramite le bollette.

8). Non sarebbe più economico completare l'ammodernamento a basso impatto ambientale degli attuali impianti dell'Ospedale, peraltro già in gran parte appaltati ed in corso di completamento? Si eviterebbe un grande spreco di denaro pubblico,

9). richiede una ingiustificata modifica degli strumenti urbanistici, che stravolgerebbero l'uso di quei terreni,

10). compromette, limitandole per il futuro, le finalità istituzionali dell'Ospedale.

11). Non è concepibile ne è giustificabile che la costruzione e gestione di un grande impianto industriale possa essere fatta, anziché in un'area a destinazione industriale, all'interno di una area a destinazione residenziale, dove si genererà la maggior concentrazione di inquinamento, dove ci sono parchi pubblici che accolgono bambini ed anziani, impianti sportivi, scuole di vario grado, case di riposo, luoghi di culto, oratori, villette e palazzi residenziali e, ovviamente, l'Ospedale di Asti. In particolare, essendo l'Ospedale deputato alla cura ed al miglioramento dello stato di salute degli utenti, è un luogo in cui prioritariamente, senza se e senza ma, per comune buon senso tutti pensano si dovrebbe escludere un aumento dell'inquinamento ambientale; sarebbe poco saggio peggiorare la condizione dei degenti e degli altri utenti in generale con ulteriori emissioni di inquinamento chimico, acustico ed olfattivo. Per giunta, previe sostanziali modifiche al piano regolatore, si concederebbe ad un privato di costruire l'impianto industriale addirittura all'interno dell'area dell'Ospedale, occupando una grande superficie di 6700 metri quadri di terreno che fra qualche anno nessuno può escludere potrebbe servire a produrre servizi ospedalieri per far fronte ad accresciute esigenze sanitarie. Quando si pensa all'Ospedale si pensa ad un luogo di cura delle malattie e della sofferenza, non ad uno stabilimento industriale inquinante. L'Ospedale di Asti ha già tanti altri problemi, lo si lasci concentrarsi sulla cura delle malattie, senza farsi carico ed occuparsi di faccende ed affari di altri.

IN CONCLUSIONE: I sottoscritti Cittadini, nel manifestare le loro perplessità e riserve circa l'opportunità, l'utilità e la convenienza del progetto complessivo del teleriscaldamento, esprimono la loro ferma contrarietà alla localizzazione degli impianti industriali in area residenziale, tanto più all'interno dell'Ospedale.

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Paolo MontrucchioPromotore della petizione
Questa petizione aveva 890 sostenitori

Il problema

Costruire all'interno dell'area dell'Ospedale di Asti, un grande impianto industriale per produrre energia elettrica ed acqua calda per teleriscaldamento (da vendersi all'Ospedale, agli abitanti e l'eventuale eccedenza alla rete elettrica cittadina) sia un progetto che:

1) non persegue come finalità il soddisfacimento di un bisogno prioritario dei Cittadini. Infatti in Italia quasi il 50% dell'energia elettrica e' prodotta da fonti rinnovabili (acqua, sole, vento etc.) e gli attuali impianti tradizionali italiani sono sottoutilizzati, poiché potrebbero produrre quasi il doppio di quanto producono: che senso ha costruire ad Asti un nuovo inquinante impianto a combustibile fossile metano?

2) attualmente l'Ospedale non inquina per produrre energia elettrica perché la acquista dalla rete nazionale, di cui quasi 50% e' energia pulita da fonti rinnovabili, che senso ha produrla inquinando il doppio in loco?

3). non ne conseguirà una riduzione dell'inquinamento ambientale, anzi il progetto prevede un incremento del 473% di monossido di carbonio proprio in zona Ospedale.

4). afferma l'ottimizzazione della localizzazione dal punto di vista del produttore (peraltro solo grazie a importanti vantaggi che vanno a ricadere a carico della fiscalità generale) ma di fatto incide negativamente in tema di tutela dell'ambiente in zona Ospedale, aumentando l'inquinamento proprio in tale sito sensibile, finalizzato al miglioramento e non al peggioramento della qualità della vita,

5). non tiene conto delle attività di efficentamento che la direzione dell ASL ha già attuato e quelle in corso di realizzazione. Sono già stati spesi molti milioni, denari dei contribuenti che sarebbero sprecati e duplicazione dei costi se si cessasse l'uso degli attuali impilanti

6). -parere dell'ASL circa il RUMORE: - "...... il vigente Piano di Classificazione Acustica del Comune di Asti assegna (l'area dell'impianto industriale) alla classe 1" - "la realizzazione del Centrale di T/R in progetto, da considerarsi un vero e proprio impianto produttivo, RISULTA INCOMPATIBILE con l'attuale classificazione acustica dell'area in esame. -parere dell'ASL circa la tipologia dell'impianto industriale proposto: ...."la struttura in oggetto è da classificare quale INDUSTRIA INSALUBRE di prima classe lettera C -punto 7 (centrali termo-elettriche) ai sensi del DM 5/9/94 Elenco delle industrie insalubri di cui all'articolo 216del testo unico delle leggi sanitarie". -parere dell'ASL ASL circa l'impatto nell'ATMOSFERA/AMBIENTE: - "il rispetto dei limiti normativi ambientali non è un limite di rispetto della salute umana; in questo caso non può essere tollerato UN AUMENTO delle concentrazioni esistenti anche se inferiori ai limiti ambientali"

7). Il progetto comporta, come stima iniziale, una spesa di 45 milioni di euro: essi saranno recuperati tutti a carico dei cittadini e degli utenti tramite le bollette.

8). Non sarebbe più economico completare l'ammodernamento a basso impatto ambientale degli attuali impianti dell'Ospedale, peraltro già in gran parte appaltati ed in corso di completamento? Si eviterebbe un grande spreco di denaro pubblico,

9). richiede una ingiustificata modifica degli strumenti urbanistici, che stravolgerebbero l'uso di quei terreni,

10). compromette, limitandole per il futuro, le finalità istituzionali dell'Ospedale.

11). Non è concepibile ne è giustificabile che la costruzione e gestione di un grande impianto industriale possa essere fatta, anziché in un'area a destinazione industriale, all'interno di una area a destinazione residenziale, dove si genererà la maggior concentrazione di inquinamento, dove ci sono parchi pubblici che accolgono bambini ed anziani, impianti sportivi, scuole di vario grado, case di riposo, luoghi di culto, oratori, villette e palazzi residenziali e, ovviamente, l'Ospedale di Asti. In particolare, essendo l'Ospedale deputato alla cura ed al miglioramento dello stato di salute degli utenti, è un luogo in cui prioritariamente, senza se e senza ma, per comune buon senso tutti pensano si dovrebbe escludere un aumento dell'inquinamento ambientale; sarebbe poco saggio peggiorare la condizione dei degenti e degli altri utenti in generale con ulteriori emissioni di inquinamento chimico, acustico ed olfattivo. Per giunta, previe sostanziali modifiche al piano regolatore, si concederebbe ad un privato di costruire l'impianto industriale addirittura all'interno dell'area dell'Ospedale, occupando una grande superficie di 6700 metri quadri di terreno che fra qualche anno nessuno può escludere potrebbe servire a produrre servizi ospedalieri per far fronte ad accresciute esigenze sanitarie. Quando si pensa all'Ospedale si pensa ad un luogo di cura delle malattie e della sofferenza, non ad uno stabilimento industriale inquinante. L'Ospedale di Asti ha già tanti altri problemi, lo si lasci concentrarsi sulla cura delle malattie, senza farsi carico ed occuparsi di faccende ed affari di altri.

IN CONCLUSIONE: I sottoscritti Cittadini, nel manifestare le loro perplessità e riserve circa l'opportunità, l'utilità e la convenienza del progetto complessivo del teleriscaldamento, esprimono la loro ferma contrarietà alla localizzazione degli impianti industriali in area residenziale, tanto più all'interno dell'Ospedale.

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Paolo MontrucchioPromotore della petizione

I decisori

Fabrizio Brignolo
Fabrizio Brignolo
Sindaco di Asti
Ida Grossi
Ida Grossi
Direzione generale
Antonio Saitta
Antonio Saitta
Assessore Sanita
Consiglio Comunale di Asti
Consiglio Comunale di Asti
Presidente del Consiglio Comunale Maria Ferlisi

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Petizione creata in data 4 ottobre 2015