
Negli ultimi giorni Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i diritti umani nei territori palestinesi occupati, è stata nuovamente oggetto di violenti attacchi personali.
"Lei è una strega e questo rapporto è il suo libro degli incantesimi".
Queste le parole pronunciate da Danny Danon, rappresentante di Israele all’Onu, il 29 ottobre scorso contro la relatrice speciale.
“Francesca Albanese fa da guardia del corpo ad Hamas”.
Queste invece le parole di Noemi Di Segni, presidente dell'Ucei, a margine della manifestazione organizzata a Roma a sostegno degli ebrei e contro l'antisemitismo. Di Segni ha attaccato addirittura l’intera istituzione delle Nazioni Unite, dicendo che essa stessa “protegge i miliziani più di tutti”.
Che inoltre aggiunge: “Come può valere di più la sua parola su cosa sia un genocidio rispetto a quella dei sopravvissuti?”
Con queste dichiarazioni l'Ucei delegittima non solo la Albanese ma tutto l'Onu visto che è stata la stessa Commissione Onu a certificare quello che già era sotto gli occhi di tutti: il genocidio in atto del popolo palestinese perpetrato da Israele, e, come documentato dalla Albanese nel suo rapporto, con la complicità dei governi occidentali e di un intero sistema economico
Torniamo a chiedere, con ancora maggiore forza e convinzione, che Francesca Albanese venga nominata al Premio Nobel per la Pace e ci mettiamo a disposizione per creare un comitato di sostegno affinché la giurista italiana venga inserita nella lista delle candidature.
In questi tempi bui dobbiamo essere tutte e tutti noi la scorta mediatica di Francesca Albanese, e di chi come lei si espone per disvelare le verità, pensiamo a Sigfrido Ranucci, e del Diritto Internazionale continuamente violato da Israele e dagli Stati Uniti.