
Un altro motivo in più per raggiungere i PARCHI di NEBRODI, MADONIE ed il versante nord-occidentale dell'ETNA, con la nostra nuova strada ferrata da Catania e la costa ionica: l'area ARCHEOLOGICA TROINESE, la cui CINTA MURARIA risale al 5° secolo A.C., ai tempi della grande potenza dell'isola di Creta. Si vedono nitidamente nella foto i ruderi di quella che doveva essere l’imponente cinta muraria costruita a difesa della città, che secondo la leggenda raccontata da Diodoro Siculo furono i cretesi a fondarla tra la il V e il IV secolo avanti Cristo. Questi cretesi guidati dal loro re Minosse erano partiti da Creta per venire in Sicilia a catturare Dedalo fuggito da Creta per sottarsi a morte sicura per mano di Minosse. Dedalo aveva costruito il labirinto dove Minosse aveva rinchiuso il minotauro, un mostro con il corpo di un uomo e la testa di un toro. La sua colpa fu quella di aver dato la dritta ad Arianna per far uscire Teseo dal labirinto, dopo aver ucciso il minotauro. La spedizione cretese in Sicilia fu un disastro. A rimetterci la vita fu il re Minosse. Quelli del suo seguito rimasti in vita, di tornare a Creta non ne vollero sapere. Decisero di restare in Sicilia. Questo mito, che va preso con molta cautela, un elemento di verità lo contiene perché è certo che i greci nella fondazione della città in qualche modo c’entrano. Non sappiamo, e probabilmente non sapremo mai, come furono due millenni e mezzo fa i rapporti tra i nuovi venuti dalla Grecia e quelli che c’erano prima da molto tempo in quest’area interna marginale della Sicilia. Possiamo solo immaginarli. Non penso che siano stati idilliaci all’inizio. Dopo qualche tempo avranno trovato un modo per vivere in pace, ma i nuovi venuti avranno imposto i loro modi di pensare e i loro costumi assimilando quelli che già c’erano. Il sito dove è stata costruita la Troina antica, era il nodo principale di una rete di collegamenti tra la costa ionica e la costa tirrenica della Sicilia. Dalla sommità della Rocca di San Pantheon si può osservare un vasto territorio a lunghe distanze. Queste due condizioni ne facevano un sito ideale per farne una cittadella, un recinto fortificato. I resti dell’imponente cinta muraria ne se sono una conferma. Che singolare coincidenza: si chiama Cittadella dell’Oasi il complesso alberghiero costruito là dove c’era una necropoli ellenica a poco distanza dall’area dove c’era la Troina antica. Che avesse la funzione prevalente di un avamposto militare sembra suggerirlo indirettamente la circostanza che la campagne di scavi archeologici dagli anni 50 del secolo scorso ai nostri giorni non hanno portato alla luce tracce dell’esistenza di un teatro greco. Quando fondavano nuove città, i greci non dimenticavano di costruire un teatro. Ma questo non deve indure a pensare che fosse un’area marginale economicamente depressa. Al contrario, doveva essere una cittadella economicamente florida dove non si viveva male, considerati gli standard di benessere di allora. (Rif. Dott. Silvano Privitera, Troina - Prof. Caterina Ingoglia dell’Università di Messina)