Ringrazio pubblicamente i primi 191 amici che hanno già firmato la petizione, a cui mostro di seguito l'INTRODUZIONE ALLO STUDIO DI FATTIBILITA' DELLA NUOVA STRADA FERRATA: <<Lo scopo del lavoro di questo progetto è la prima tratta di strada ferrata a scartamento ridotto che dovrà collegare Troina alla zona industriale di Randazzo, al fine di congiungersi con l’esistente tracciato della Ferrovia Circumetnea tra le stazioni di Randazzo e Bronte, che già collega tutti i paesi alle pendici dell’Etna, dalla stazione di Giarre-Riposto alle stazioni della Circumetnea in Catania, fino al terminale della Stazione Borgo, collegandola alla metropolitana, che oggi raggiunge la Stazione Centrale delle Ferrovie dello Stato (FS), il Porto Croceristico ed anche, tra quattro anni circa di lavori programmati, l’Aeroporto Internazionale di Fontanarossa. Il progetto di collegamento ferroviario suddetto si sviluppa su circa 50 km di binari che ripercorreranno in economia sostenibile, con le più avanzate tecnologie energetiche a minimo impatto ambientale, la strada più breve per raggiungere il mare Ionio, che già dal medioevo veniva utilizzata con i cavalli di San Fratello dagli abitanti dei Nebrodi e dai Normanni, tramite la Val Demone e d’Alcantara; strada che fu asfaltata nel dopoguerra con accanto una ferrovia, dismessa per disuso dieci anni or sono, dopo il periodo di benessere economico, che privilegiò il trasporto su strada e la motorizzazione di massa di cui soffriamo le conseguenze. Oggi invece è proprio il trasporto su gomma che si vuole ridurre per evitare il congestionamento ed il relativo inquinamento ambientale ed impatto urbanistico delle città metropolitane come Catania, che, nonostante abbia una popolazione comunale di circa 320.000 abitanti, supera abbondantemente il milione, considerando anche gli abitanti dei grandi comuni etnei limitrofi, che invadono giornalmente la città in cui lavorano, studiano e frequentano per i numerosi centri commerciali e gli eventi socio-culturali, che animano il centro storico dopo gli orari lavorativi e la movida notturna. Ciò significa che più di un milione d’abitanti dei paesi della provincia etnea sono costretti giornalmente ad un doppio tragitto d’andata e ritorno a casa, con negative conseguenze economiche e di salute psicofisica per sé e per tutti gli abitanti della cerchia metropolitana di Catania. Anche i paesi dei Nebrodi come Troina, Gagliano, Cerami, Sperlinga e Nicosia, per quanto politicamente inglobati tra le due guerre nella nuova provincia regionale di Enna, hanno sempre gravitato economicamente e culturalmente sulla città di Catania, seguendo da secoli il corso del Simeto, come Capizzi e Cesarò dalla provincia di Messina, Gangi e Petralia da quella di Palermo e dagli altri comuni della provincia di Catania. Questo progetto nasce quindi a supporto dell’odierna consolidata esigenza sociale, culturale, economica e di salute pubblica di allontanarsi dai caotici e costosi centri metropolitani di Catania e Palermo, e di “mettere su casa e famiglia” nei più piccoli centri, preferiti alle sempre più degradate periferie delle grandi città, non solo per la vivibilità e la sicurezza dei paesi dei Nebrodi oltre l’area etnea, ma anche per il minore costo locale della vita.