Petition updateSi estenda Circumetnea con la Ferrovia dei Parchi Natura in Sicilia Randazzo-Troina-CefalùGrazie per il TRENO DEI NORMANNI IN SICILIA da Catania al PARCO DEI NEBRODI via Troina-Randazzo
Paolo GrazianoCatania, Italy
Apr 24, 2021

Lo scopo del lavoro di questo progetto è la prima tratta di strada ferrata a scartamento ridotto che dovrà collegare Troina alla zona industriale di Randazzo, al fine di congiungersi con l’esistente tracciato della Ferrovia Circumetnea tra le stazioni di Randazzo e Bronte, che già collega tutti i paesi alle pendici dell’Etna, dalla stazione di Giarre-Riposto alle stazioni della Circumetnea in Catania, fino al terminale della Stazione Borgo, collegandola alla metropolitana, che oggi raggiunge la Stazione Centrale delle Ferrovie dello Stato (FS), il Porto Croceristico ed anche, tra quattro anni circa di lavori programmati, l’Aeroporto Internazionale di Fontanarossa.

Il progetto di collegamento ferroviario suddetto si sviluppa su circa 50 km di binari che ripercorreranno in economia sostenibile, con le più avanzate tecnologie energetiche a minimo impatto ambientale, la strada più breve per raggiungere il mare Ionio, che già dal medioevo veniva utilizzata con i cavalli di San Fratello dagli abitanti dei Nebrodi e dai Normanni, tramite la Val Demone e d’Alcantara; strada che fu asfaltata nel dopoguerra con  accanto una  ferrovia, dismessa per disuso dieci anni or sono, dopo il periodo di benessere economico, che privilegiò il trasporto su strada e la motorizzazione di massa di cui soffriamo le conseguenze.

Oggi invece è proprio il trasporto su gomma che si vuole ridurre per evitare il congestionamento ed il relativo inquinamento ambientale ed impatto urbanistico delle città metropolitane come Catania, che, nonostante abbia una popolazione comunale di circa 320.000 abitanti, supera abbondantemente il milione, considerando anche gli abitanti dei grandi comuni etnei limitrofi, che invadono giornalmente la città in cui lavorano, studiano e frequentano per i numerosi centri commerciali e gli eventi socio-culturali, che animano il centro storico dopo gli orari lavorativi e la movida notturna.

Ciò significa che più di un milione d’abitanti dei paesi della provincia etnea sono costretti giornalmente ad un doppio tragitto d’andata e ritorno a casa, con negative conseguenze economiche e di salute psicofisica per sé e per tutti gli abitanti della cerchia metropolitana di Catania. Anche i paesi dei Nebrodi come Troina, Gagliano, Cerami, Sperlinga e Nicosia, per quanto politicamente inglobati tra le due guerre nella nuova provincia regionale di Enna, hanno sempre gravitato economicamente e culturalmente sulla città di Catania, seguendo da secoli il corso del Simeto, come Capizzi e Cesarò dalla provincia di Messina, Gangi e Petralia da quella di Palermo e dagli altri comuni della provincia di Catania.

Questo progetto nasce quindi a supporto dell’odierna consolidata esigenza sociale, culturale, economica e di salute pubblica di allontanarsi dai caotici e costosi centri metropolitani di Catania e Palermo, e di “mettere su casa e famiglia” nei più piccoli centri, preferiti alle sempre più degradate periferie delle grandi città, non solo per la vivibilità e la sicurezza dei paesi dei Nebrodi oltre l’area etnea, ma anche per il minore costo locale della vita.

Si nota infatti da alcuni anni un’inversione di tendenza alla concentrazione urbana, già da tempo presente in Italia settentrionale ed Europa Continentale, che si riflette oggi anche in Sicilia, in cui i sopra elencati comuni interni stanno man mano permettendo a molti giovani di lasciare le periferie metropolitane e vivere in paese, ritornando nei luoghi d’origine dei propri genitori, anche con robuste campagne pubblicitarie sui media, come la “casaad1euro@troina”, oltre agli emigrati in Germania ed America che vorrebbero tornare nelle proprie terre.

E’ indubbio comunque che il lavoro, l’interscambio commerciale e culturale, gli studi universitari e la maggior parte dei servizi metropolitani, i giovani ed i reduci dall’emigrazione dell’area suddetta li continueranno a trovare a Catania, così come i catanesi sono spinti a trovare una seconda casa per le vacanze vicino ai parchi naturali; adesso i turisti, che sbarcano nei porti croceristici di Catania e Riposto, non sono più attratti soltanto dai famosi e celebrati centri di Taormina-Naxos e Cefalù-Pollina, ma anche dai percorsi naturalistici come quelli del Parco dei Nebrodi e dell’Etna nord-occidentale.

E’ quindi essenziale l’esecuzione di questo progetto, che è la prima più breve tratta di un sistema di trasporti regionale di collegamento ferroviario Taormina-Troina-Cefalù, del progetto “Urban & Roger”, presentato nel 1996 dal Comune di Troina, insieme a quelli di Nicosia e Gagliano, con il patrocinio della Provincia Regionale di Enna ed il beneplacito della Regione Siciliana alla Comunità Economica Europea (EU) per il Bando F.E.R.S. denominato Terra (vedi capitolo 11), avendo come osservatori Rivoli, Insbruck e Mainburg. Ma allora, nonostante il benestare della commissione tecnica EU, i fondi del Programma Terra erano limitati e concorremmo con città come Genova, Marsiglia e Barcellona, con ingenti esigenze di finanziamento per alcune loro tratte urbane di metropolitana.

Nel frattempo Troina e gli altri comuni dei Nebrodi sono riusciti ad eseguire numerosi progetti di recupero e ristrutturazione dei centri storici, rendendo i paesi stessi più vivibili per i cittadini ed attraenti per i turisti, ricostruendo tra i più bei Borghi d’Italia, visibili tramite le applicazioni sociali da tutto il mondo; soprattutto dai discendenti delle famiglie che furono costrette ad emigrare per lavoro nel primo ‘900, e che oggi vogliono ritornare nei paesi di nascita; ed alcuni l’hanno già fatto. Ma oggi questi comuni sono serviti solo da poche strade strette, obsolete, tortuose e soggette a gelo e rischio idrogeologico, tanto da causare lunghe interruzioni per lavori di ripristino dai danni provocati dalle intemperie.

Questo progetto è quindi il necessario anello di congiunzione tra le suddette esigenze e risponde alla domanda di trasporto alternativo dei cittadini, lavoratori, artigiani e studenti in maniera ecologica ed economicamente sostenibile tra Troina e Catania, oltre che facilitare l’afflusso dei turisti italiani ed internazionali anche dagli altri centri della costa ionica come Taormina-Naxos, Messina e Siracusa, per visitare il Parco dei Nebrodi fino al Lago Sartori, quelli tra San Teodoro e Cesarò, Maniace e la Ducea di Nelson.

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