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Conferenza a Perugia "FIGLI CONTESI" 10 ottobre 2020

Femminicidio in VitaRoma, Italy
Oct 2, 2020

Sabato 10 ottobre 2020 presso la Sala Falcone e Borsellino del Comune di Perugia il Comitato "Femminicidio in Vita" con la collaborazione del "Movimento contro ogni violenza sulle donne" darà vita alla prima di una lunga serie di conferenze sui "Figli Contesi". L'appuntamento è dalle ore 10 alle ore 13. Psicologi e avvocati raggiungeranno Perugia da piú parti d'Italia, Milano, Rimini, Trieste, Terni, Potenza, e affronteranno diversi temi complessi come la vittimizzazione secondaria, l'Alienazione Parentale, l'affido condiviso durante le separazioni violente, la bigenitorialitá resa "perfetta" dal Senatore Simone Pillon che proprio in questi giorni ha provato ad aprire nuovamente la porta alla nota proposta di legge "ddlPillon" riproponendola con vesti e nome nuovi. Ci sarà una parte della conferenza dedicata alla lettura delle testimonianze delle vittime di malpractice prima, dopo e durante la CTU (in genere si tratta di uno psicologo che viene nominato dal giudice per indagare, sotto giuramento, sulle capacità genitoriali). La conferenza vuole fornire tutti gli strumenti necessari per muoversi consapevolmente sul territorio quando un genitore sopravvive a una "seconda violenza". Vogliamo essere chiari su questo punto. Spesso si ignora come la vittima subisca non solo le conseguenze direttamente connesse alla violenza domestica che portano alla richiesta di una separazione, ma anche allo stupro psicologico che la vittima subisce quando la CTU suggerisce al giudice di collocare i figli "proprio" nella casa del genitore violento. Quasi fosse una mossa di bonifica sociale: se sposto i "figli contesi" presso la casa del genitore violento, lo accontentiamo e manteniamo "ordine pubblico". Tutto questo sulla sofferenza di figli che vengono "resettati" privandoli di slanci, di ascolto, di diritti. Il rischio che siano proprio madri e bambini a sottostare alla "vittimizzazione primaria" è elevato, ossia alle conseguenze pregiudizievoli di tipo fisico, psicologico, economico, sociale fino ad arrivare allo strappo dei figli e alla "vittimizzazione secondaria". Troppo spesso succede che le vittime diventino tali una seconda volta per effetto dei metodi usati nei loro confronti dai servizi sociali, dalle forze di polizia e dagli appartenenti al sistema giudiziario. Come è naturale che sia, il rischio di vittimizzazione secondaria è tanto più elevato quanto più ci si trovi di fronte a vittime particolarmente deboli, quali ad esempio i minori, le madri sole, disoccupate e senza una famiglia di origine alle spalle. Non di rado accade che le persone offese da un reato mai commesso siano poi costrette a ripetere più volte storie dolorose per cercare di far capire, spesso invano, che da vittime sono state trasformate in carnefici. Con la riforma del 1988 la situazione nel panorama italiano è mutata sensibilmente con il passaggio da un processo di tipo inquisitorio a uno di tipo accusatorio, ma questo non può essere più tollerabile, non quando a pagarla sono soprattutto i bambini. Ricordiamo che la funzione della denuncia-querela è quella di comunicare agli organi competenti una "notitia criminis" con l'obiettivo di sollecitare il pubblico ministero e la polizia giudiziaria a recepire informazioni dirette, ad accertarne la fondatezza, a perseguire il responsabile, non la vittima.

Comitato Femminicidio in Vita
Roma, 2 ottobre 2020

� femminicidioinvita@europe.com

 

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