

Ciao,
a volte sembra che una parola sia solo una parola.
Ma nella legge non è così.
Nel disegno di legge sulla violenza di genere, il riferimento al consenso è stato sostituito con quello al dissenso. Un cambiamento che può sembrare minimo, ma che sposta il peso dalla responsabilità di chi agisce alla reazione di chi subisce.
Il consenso è chiaro: o c’è, o non c’è.
Non è presunto, non è implicito, non è eterno.
Senza consenso libero e attuale, è violenza.
Parlare di dissenso, invece, rischia di riportare l’attenzione su ciò che la vittima avrebbe dovuto fare o dire, anziché su ciò che non doveva essere fatto.
Le leggi dovrebbero essere limpide, soprattutto quando proteggono la libertà e la dignità delle persone. Non dovrebbero lasciare zone grigie, né aprire spiragli che possano trasformarsi in ostacoli per chi ha già subito una violazione.
Siamo quasi a 1000 firme. Manca davvero poco.
Ma quel poco può fare la differenza tra una norma chiara e un passo indietro culturale e giuridico.
Ti chiedo di firmare la petizione e di condividerla.
Non è solo un gesto simbolico: è un modo concreto per dire da che parte deve stare la legge.
Una firma può sembrare piccola.
Ma quando si parla di diritti, è tutto tranne che piccola.
Grazie per esserci.
Non sei sola