SE C'E' UNA STRADA SOTTO IL MARE. FUORI LA GUERRA DALLA "GIORNATA DEL MARE "

PETIZIONE CHIUSA

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Il problema

Gli organizzatori della prossima Giornata del Mare 2024, promossa dall’Ufficio Scolastico Provinciale della Spezia presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, dichiarano  di voler “ sviluppare la cultura del mare inteso come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico “.  Nobili intenti, di sicura importanza educativa, che richiederebbero formatori in linea con i compiti delle scuole e con i principi della Costituzione Repubblicana. Non è sempre così, purtroppo, e le premesse erano chiare sin da quando il ministro dell’istruzione firmò, mesi addietro, un protocollo nazionale d'intesa con le forze armate, accreditate da allora come interlocutori delle scuole, nonostante i diversi e opposti obiettivi: reclutare soldati, forgiare individui obbedienti  attraverso la retorica nazionalista e la pratica della differenziazione gerarchica, piuttosto che formare cittadini del mondo, consapevoli, liberi e uguali, attraverso lo studio e il confronto democratico.

I numerosi eventi - 55 in tutto - previsti per la giornata dell’undici aprile, sono molto interessanti ma non tutti coerenti con la missione educativa della scuola e le sue caratteristiche di spazio multiculturale  pacifico, inclusivo, solidale, non violento.

Ci riferiamo in particolare ad alcuni eventi, che invitiamo a boicottare pubblicamente. Si tratta di due visite ad altrettante navi da guerra, antisommergibile e lanciamissili e della visita alla Base Elicotteri di Luni con annesso simulatore dell'EH 101, un elicottero da assalto anti-sottomarino e antinave. Agli eventi sono invitati i bambini della scuola primaria, i ragazzini delle medie e gli studenti delle superiori. 

Non ci sfugge la natura propagandistica e bellicista di tali eventi che, mentre attirano l’attenzione e stimolano la fantasia dei minori su aspetti tecnologici e avventurosi, evitano accuratamente di informarli sul ruolo che le forze armate italiane stanno svolgendo, in questo preciso e drammatico momento storico, in specifici contesti: nello stretto di Bab el-Mandeb, dove senza esitazioni si difendono le merci in transito, mentre la carneficina del popolo palestinese non merita neppure un voto o una sanzione economica; nel teatro di guerra ucraino, che assorbe enormi risorse a beneficio dell’industria militare e che sta trascinando nel baratro della guerra mondiale generalizzata le popolazioni di tutta Europa, contrarie in larghissima maggioranza al proseguimento del conflitto; nel pattugliamento del Mediterraneo, una tomba d’acqua per decine di migliaia di profughi in fuga dalle guerre e dai disastri ambientali ed economici che noi stessi abbiamo contribuito ad alimentare, anche con la vendita continua di armamenti. 

C’è da chiedersi come sia stato possibile includere nel palinsesto educativo  della Giornata del Mare esperienze e attività che richiamano esplicitamente la guerra. Altre domande sorgono spontanee: per quale motivo il laboratorio di educazione stradale deve essere tenuto dalla Polizia di Stato, a poche settimane dal pestaggio ingiustificato degli studenti di Pisa e Firenze, stigmatizzato dal Presidente della Repubblica? Perché laboratori scientifici che potrebbero essere tenuti con altrettanta efficacia e competenza da soggetti civili vengono affidati a militari, i quali possono disporre, se credono,  di giornate celebrative dedicate, prima tra tutte quella delle Forze Armate?

 Ci chiediamo se non stiamo assistendo, in forme aggiornate, alla riproposizione dell’inquadramento paramilitare dei minori, in ossequio all’ideologia autoritaria e nazionalista che, nel secolo scorso, li rivestiva con le uniformi dei balilla e delle giovani italiane, e oggi li trova bell’e pronti in aula, su una fregata o in una base aerea, accompagnati dai docenti, ricompensati con gadget e gagliardetti, da esibire a casa quali prove di sicuro e promettente patriottismo. 

Se non si è ancora convinti della necessità urgente di ripudiare questo genere di manifestazioni, dove si mescolano iniziative ottime ad altre spudorate, senza che i soggetti coinvolti possano esprimersi su tale commistione,   invitiamo a leggere l’elenco degli enti che partecipano alla realizzazione e che contribuiscono alla sua riuscita. Insieme con alcuni istituti scolastici - pochi, per fortuna - troveremo, tra gli altri, l’ Associazione Nazionale Arditi Incursori; BK Srl ( produttore di un simulatore integrabile con sistemi d'arma reali opportunamente predisposti); N.A.T.O. - Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE); Confindustria; e, dulcis in fundo, Italian Blue Growth, la società organizzatrice di SEAFUTURE, la scandalosa fiera-mercato di sistemi d’arma usati che si tiene alla Spezia e che ha visto negli anni passati, come ospiti d’onore, le Marine Militari di diversi regimi oppressivi di Africa e Medio Oriente, accusati di gravi violazioni dei diritti umani e coinvolti in vari conflitti. 

È urgente restituire ai docenti la dignità di educatori. Difendiamo la crescita libera e critica dei nostri studenti, cacciamo dal tempio i mercanti e la loro difesa armata: in una parola, sempre che non sia troppo tardi, riprendiamoci la scuola. 

 

 

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Camillo TorrePromotore della petizione

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