Salviamo Oltre il Colle dallo scempio ambientale

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Il problema

Al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani

Al Presidente della Giunta Regionale della Lombardia Attilio Fontana

Al Presidente dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Lombardia Stefano Cecchin

Al Presidente della Provincia di Bergamo Pasquale Gandolfi

Al Presidente e al Direttore del Parco delle Orobie Yvan Caccia , Mauro Villa

Al Presidente del C.d.A. e al Responsabile Area Ingegneria di Uniacque S.p.A. Luca Serughetti , Fabio Vavassori

Al presidente della Comunità Montana Valle Brembana Jonatan Lobati

Al presidente della Comunità Montana Valle Seriana e sindaco di Gorno Giampiero Calegari

Al Sindaco di Oltre il Colle Giuseppe Astori

Al Sindaco di Oneta Angelo Dallagrassa

 

OGGETTO: Petizione del comitato spontaneo “Salviamo Oltre il Colle dallo scempio ambientale”

 

Gentili amministratori, assessori, direttori, consiglieri ed enti tutti

La società Energia Minerals (Italia) Srl, controllata al 100% dall’australiana Altamin Ltd, a fine 2021 ha presentato istanza per il rinnovo della concessione mineraria denominata ‘Monica’ nel territorio dei comuni di Oltre il Colle, Oneta e Gorno, in provincia di Bergamo. Tale richiesta è avvenuta in virtù della scadenza della precedente concessione di sola esplorazione del sottosuolo. Quest’ultima era mirata a determinare la consistenza dei giacimenti residui dalle passate attività minerarie, cessate negli anni ’80 del secolo scorso, con specifico riferimento ai minerali di zinco e piombo presenti nel sottosuolo della frazione di Zorzone nel comune di Oltre il Colle.

La fase di ricerca in questi anni non ha destato la preoccupazione di enti locali e popolazione residente a motivo del modesto impatto delle esplorazioni stesse, supportata dalle dichiarazioni presentate all’arrivo della società sul territorio e pubblicate su testate giornalistiche tra cui ‘Il Sole 24 ore’ con cui essa si proponeva di realizzare un «Sito all’avanguardia il cui progetto prevede la realizzazione e installazione degli impianti direttamente in sottosuolo, primo caso per una miniera metallifera, riducendo al minimo l’impatto visivo esterno».

A dispetto di ciò, la richiesta di rinnovo della concessione mineraria presentata dalla società al Ministero della Transizione ecologica prevede la realizzazione dell’impianto di trattamento del minerale estratto presso l’area artigianale-industriale di Zorzone ove, dallo scorso anno, risultano liberi alcuni capannoni in seguito alla delocalizzazione della società proprietaria.

Di tale richiesta si evidenzia una mancata valutazione e definizione dei gravi rischi legati sia allo stabilimento di lavorazione sia alla metodologia estrattiva, con riferimento particolare a:

- Presenza presso l’impianto di un camino di altezza 16 m con emissioni di PM10 contenenti zinco e piombo per una portata di 2000 mc/ora;

- Rischio di contaminazione delle falde acquifere per lo stoccaggio delle code di lavorazione (scarti industriali potenzialmente contenenti metalli pesanti e residui chimici) in mescola cementizia polimerizzata nel sottosuolo;

- Rischio di compromissione del sistema di acque sotterranee in ambiente carsico e conseguente perdita di risorsa idrica potabile su vasta scala (vedasi osservazioni di Uniacque alla richiesta: il bacino di utenza potenzialmente danneggiato è stato quantificato in 500.000 persone);

- Emissioni agli imbocchi minerari non filtrate pur superando previsionalmente più giorni all’anno i limiti di concentrazione oraria per NO2 e PM10;

- Realizzazione del portale con tunnel al di sotto dell’abitato (vibrazioni, danni alle abitazioni) che collega l’impianto di lavorazione al giacimento minerario posto nel sottosuolo di Zorzone;

- Inquinamento acustico e forte impatto visivo-paesaggistico dovuto alle lavorazioni nell’impianto (nastri trasportatori, frantumatori esterni, strutture di stoccaggio, di decantazione, …);

- Stabilità del versante e sicurezza della viabilità sottostante l’impianto (l’unica strada di accesso alla frazione) per via delle discariche di inerti da realizzarsi.

La conca di Oltre il Colle, posta a 1000 m s.l.m., rappresenta uno dei contesti naturalistici più affascinanti del Parco delle Orobie Bergamasche. Le quattro cime che ne fanno da cornice (Menna, Arera, Grem e Alben), abbracciano abitanti e turisti che trovano in un territorio coperto da pascoli, foreste e cime rocciose un habitat incontaminato pervaso da quiete e natura, in cui il turismo di massa non è quella forza, sì economica, ma anche predatrice, che spesso deturpa le località montane.

A ciò si aggiunge la presenza del Sito di Importanza Comunitaria ‘Valle Parina’, da tempo contraddistinta come una delle ultime valli “selvagge” e pertanto candidata ad essere riconosciuta come Area Wilderness.

La concessione ‘Monica’ si estende in parte sia sulla ZPS ‘Parco delle Orobie’ sia sulla SIC ‘Valle Parina’, con rilevanti impatti paesaggistici e sulle varie matrici ambientali.

 

Con questa petizione noi promotori e aderenti al Comitato spontaneo “Salviamo Oltre il Colle dallo scempio ambientale” esprimiamo sin d’ora la più netta e decisa contrarietà a:

- Sviluppo dell’attività mineraria in sottosuolo così come prevista dalla richiesta di rinnovo;

- Realizzazione dell’impianto di trattamento del minerale nell’abitato di Zorzone;

- Richieste autorizzative da parte della società proponente agli enti competenti senza aver prima elaborato una progettazione dettagliata degli elementi previsti;

e chiediamo agli amministratori ad ogni livello di rappresentare la volontà dei cittadini residenti e villeggianti a tutela del patrimonio ambientale, economico e culturale in cui essi vivono, lavorano, crescono i loro figli nella speranza di regalare loro un posto migliore di quello che hanno ricevuto a loro volta in eredità.

Le nostre comunità non rinnegano il proprio passato minerario ma sono consapevoli che i paradigmi della società industriale e tecnologica comportano uno sfruttamento del territorio oggi non compatibile con il valore degli ecosistemi, con le caratteristiche geomorfologiche dei luoghi e con il modello di sviluppo locale. Si sottolinea che l’attività di estrazione mineraria non porta ricchezza al territorio, bensì lo saccheggia abbandonandolo poi ad un inesorabile declino, a differenza di alternative più produttive, sostenibili e redditizie come ad esempio quelle legate al recupero dei metalli dagli scarti industriali.

Il Comitato spontaneo “Salviamo Oltre il Colle dallo scempio ambientale” si dichiara libero da appartenenze politiche e determinato a rimanere tale, ma aperto a tutte le sensibilità individuali e associative che abbiano a cuore la salvaguardia della nostra terra, nel rispetto delle diverse identità e senza aspirazioni egemoniche.

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Salviamo Oltre il Colle Dallo Scempio Ambientale ComitatoPromotore della petizioneNasco a Zorzone di Oltre il Colle a inizio 2022 per tutelare l'ambiente e la salute delle persone di fronte alle criticità contenute nella richiesta di rinnovo della concessione mineraria Monica.

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