Petition updateSalviamo ogni figlio e aiutiamo ricerca x farmaco con molecola che blocca beta 3 e tumoriAmore Pasquale, Primaverile , Amore di accoglienza e di adozione forma Di Amore di alto profilo!
leonardo coverisan casciano val di pesa, Italy
Apr 8, 2026

Marzo 26 2026

Giovedì 26, giorno del mio compleanno si è tenuta a Roma l’Assemblea degli Enti autorizzati alle adozioni internazionali. Un momento importante per riflettere insieme su quale potrà essere il futuro di questa straordinaria forma di accoglienza. Nell’occasione è stato presentato il Manifesto degli Enti Autorizzati per il futuro dell’adozione internazionale: “Per ogni bambino che aspetta”, che ti invito a leggere per intero nell’articolo che gli abbiamo dedicato.
Questo incontro è stato un potenziale spartiacque nella storia recente dell’adozione internazionale in Italia: dopo i “primi 25 anni” dalla ratifica della Convenzione dell’Aja, durante i quali sono stati accompagnati all’adozione 55mila bambine e bambini, è il momento di smettere di chiedersi se “l’adozione internazionale abbia ancora un futuro”, ma domandarsi se nel mondo, oggi, esistono ancora bambini abbandonati.
La risposta, purtroppo, è sì, anche se nessun organismo internazionale sa stimarne il numero, dietro le porte chiuse degli orfanotrofi restano milioni di bambini che nessuno nel loro Paese ha voluto e per i quali l’adozione è l’unica e definitiva possibilità di tornare a essere figli.
E sta proprio qui il decisivo “cambio di prospettiva” da assumere: perché se per un adulto esistono molte strade per diventare genitore, e l’adozione è “solo” una di esse, per un bambino abbandonato l’adozione è l’unica via per ridiventare figlio.
Il fatto che questa verità non venga riconosciuta universalmente, ci porta dritti a scontrarci con quelli che sono i “veri nemici dell’adozione”: i “miti culturali”! Il mito dell’assistenza che può rimarginare il vuoto originario dell’abbandono; il mito dell’etnia, che preferisce il bambino “abbandonato, ma nel suo Paese d’origine”; il mito del legame di sangue, che porta a un accanimento su affidi e collocamenti temporanei fino a rendere l’adozione quasi impossibile
Le conseguenze sono drammatiche: affidi “sine die” che finiscono solo con la maggiore età; lunghe “neglect list ” di ragazzi ormai grandi, rimasti per anni invisibili negli istituti; care leavers che, compiuti i 18 anni, vengono accompagnati fuori dall’orfanotrofio senza strumenti per affrontare la vita adulta…
Per cambiare rotta, serve una svolta culturale fondata su due assiomi.
Primo: l’adozione è l’unica possibilità per garantire a un minore abbandonato il diritto di essere figlio. Secondo: l’abbandono è una responsabilità collettiva.
Non basta non essere colpevoli dell’abbandono: come cittadini del mondo, siamo comunque responsabili del futuro di questi bambini.
Il mio augurio di Pasqua anche se passata perche' ero in China dove da questo punto di vista siamo ancora indietro nei confronti dell'Europa in tutto sono avanti tecnologia  sicurezza ma i valori della societa' accoglienza  rispetto solidarieta' ancora hanno da imparare , allora, è che tutti possano guardare il bambino abbandonato come “l’altro mio figlio”, chiedendosi con onestà “di chi sia figlio”, oggi, se nessuno lo ha accolto. La risposta, per chi ascolta, è una chiamata a non rassegnarsi al declino, ma a credere che l’adozione internazionale possa avere un futuro florido, se la società saprà assumerla come responsabilità condivisa e come concreta speranza di vita nuova per migliaia di minori nel mondo come la nuova amica di Mia figlia Olga adottata da una famiglia di Firenze gente da tenere come esempio che ha accolta la ama e nonostante le difficolta' normali di un rapporto costruito dopo adozione gli ha dato fiducia mandandola  shanghai a Studiare e loro hanno altri due figli adottati non e' cosi scontato ho hanno fatto una volta lo possono rifare no non e' semplice  il mondo da gestire non e' un parallelismo ha bisogno gli do Amore e lo accetta non e' cosi per niente non e' facile trovare lo spiraglio giusto per comunicate diventando complici e genitori al tempo stesso su un terreno che prima era pieno di erbacce mai arato e tenuto in disparte come se fosse disprezzato non e' semplice far cambiare il ripetersi degli schemi nocivi che senza volere si presentano  Amore e' accogliere anche non ricevendo niente in cambio ma spesso anche scozzandosi  e discutendo ma sempre  andare avanti quando saranno genitori a loro volta capiranno  forza Amore forza Speranza..questa e' una forma forte di Amore un Amore non facile e impegnativo ma che caratterizza Uomo e la sua esistenza ! www.matteocoverionlus .it accoglienza del prossimo Bambino incondizionata ! 

per Pasqua pagato pago pa all'Universita' di Firenze per 3333 euro per continuare la ricerca contro i tumori e la sperimentazione della molecola Matteo Coveri M.c. 

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