

Da "L'Attacco" di Mercoledì 4 Febbraio 2026
LENTAMENTE MUOIONO AD ISCHITELLA LE TORRI DI VARANO (e non solo quelle)
Il patrimonio che va in rovina è ben più vasto. Tra distrazioni e insensibilità si allunga la lista degli scempi dei luoghi storici
di Alessandro Rota con una dichiarazione di Teresa Maria Rauzino
Le Torri di Varano, antichissime sentinelle affacciate sul lago, sono oggi il simbolo di un patrimonio storico riconosciuto ma lasciato lentamente morire, tra incuria, continui rimandi e silenzi istituzionali.
Eppure, queste torri sono il simbolo della storia del Lago di Varano. Raccontano secoli di vita e di comunità. Raccontano il Gargano. O meglio: racconterebbero, se non fossero ormai ridotte a una lenta agonia sotto gli occhi di tutti e nel silenzio generale.
Dopo un primo grave crollo avvenuto negli anni ’80, nel mese di Gennaio 2024 un nuovo cedimento ha colpito la Torre Grande, aggravandone ulteriormente le condizioni. La Torre Piccola, invece, mostra da tempo progressivi crolli sul perimetro esterno, con grandi squarci: è ancora in piedi per puro miracolo. Tutto questo è avvenuto, e continua ad avvenire, nel silenzio.
Le Torri sono abbandonate da decenni, ma appartengono a pieno titolo al patrimonio storico-culturale del Gargano. Nel mese di Giugno 2024 il Comune di Ischitella ha annunciato l’avvio della procedura per l’acquisizione della Torre Grande dall’attuale proprietà privata, ma a oggi l’atto non risulta concluso e nessuna spiegazione è stata data.
Nel mese di Maggio 2025 è stata effettuata una cosiddetta “messa in sicurezza” della Torre Piccola: un intervento tecnicamente discutibile che, invece di rappresentare l’inizio di un vero progetto di restauro, ha segnato l’ennesimo rinvio.
Nel frattempo, le forti piogge continuano a compromettere la stabilità delle strutture, accelerandone il degrado.
Di fronte all’inerzia, è nata una petizione su change.org per sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare l’intervento delle istituzioni competenti. Oltre 1500 firme, contatti con il Ministero della Cultura, interlocuzioni con la Soprintendenza, attenzione mediatica, incontri istituzionali: nonostante tutto questo, la situazione delle Torri è rimasta invariata, una mobilitazione civile rimasta di fatto inascoltata. Inascoltata come anche le varie pec inviate al Comune di Ischitella in cui si richiedeva un dibattito pubblico per il destino del patrimonio storico, cui non è mai giunta risposta.
Ancora oggi, a distanza di due anni dall’ultimo grave crollo, le Torri di Varano sono sostanzialmente nelle stesse condizioni.
Ma la vicenda delle Torri di Varano non è un caso isolato, è parte di un quadro più ampio e doloroso: la lenta scomparsa del patrimonio storico di Ischitella. Sembra infatti che in questo paese non venga osservata alcuna attenzione verso i luoghi che ne rappresentano la Storia.
L’antica sorgente Fontanelle è ormai circondata dal degrado e l’acqua non esce più da tempo. La Chiesa del Purgatorio, con crepe evidenti e un tetto pericolante, bloccata in una diatriba irrisolta sulla proprietà: per fortuna due giovani abitanti di Ischitella stanno facendo il possibile per preservare questo luogo. L’antico cipresso miracoloso di San Francesco, che si sta deteriorando sempre più ed è stato danneggiato da interventi cementizi alla base che avrebbero dovuto consolidarlo, ma che invece lo stanno facendo marcire. Il Vallone dei Mulini, degradato e oggetto di furti. La Chiesa della Madonna delle Grazie, abbandonata e a rischio crollo. L’antica chiesa di San Pietro in Cuppis, ridotta a rudere dimenticato. Inoltre, rimanendo vicino alle Torri di Varano, la millenaria chiesa di Santa Maria di Varano, la chiesa dei pescatori che negli anni ’80 un privato ha pensato bene di includere nella sua proprietà e l’ha fatta diventare un capanno/garage.
Luoghi vissuti dai nostri nonni, carichi di storie e memoria, che oggi scompaiono uno dopo l’altro. Viene allora spontanea una domanda, tanto semplice quanto scomoda: che cosa resta da vedere, oggi, a chi visita Ischitella per conoscerne la storia?
Le due Torri di Varano sono un luogo a cui sono fortemente legato. I miei trisnonni possedevano uno dei più antichi pagliai dei pescatori del Lago di Varano, proprio davanti alla Torre Grande. È rimasto lì fino agli anni ’80: era l’ultimo esistente.
Mia nonna raccontava di quando, negli anni ’50, la Torre Grande era ancora integra e vi si organizzavano banchetti e ricevimenti. Il tetto era accessibile e offriva un panorama straordinario sulla laguna e sul mare.
Luoghi vissuti fino a pochi decenni fa, poi abbandonati allo spopolamento e all’incuria, fino ai crolli che né i privati né tantomeno le istituzioni hanno contribuito a evitare.
Gli scempi dei luoghi storici non sono una novità a Ischitella: basti pensare a cosa successe alla chiesa più antica di Ischitella, la chiesa Madre, in cui una ristrutturazione radicale e priva di tutele ne cancellò totalmente la storia, rendendola una struttura anonima, dalle pareti bianche, occasione in cui sparirono anche molti suppellettili di grande valore storico e artistico, e in cui vennero sigillate le cripte storiche, rendendole di fatto inaccessibili e che ora giacciono sotto la pavimentazione di Largo Fioritto: una piccola lapide con un teschio ne testimonia l’antica presenza, forse quella non è stata tolta perché ritenuta un bell’elemento di arredo del muro della Chiesa.
Queste grandi distrazioni e insensibilità sono un prezzo molto alto che Ischitella ha iniziato a scontare diversi anni fa e che sconterà ancora di più nel futuro, e la cosa più deplorevole è il silenzio in cui tutto ciò avviene: i suoi abitanti (tranne qualcuno) non si lamentano e le istituzioni sembrano sposare questo atteggiamento di lassismo. Chi si è fatto avanti per pretendere una maggiore attenzione a queste tematiche, come il sottoscritto, in alcuni casi è stato preso a male parole e ritenuto un seccatore che dovrebbe farsi gli affari propri.
Questi luoghi ci stanno lanciando l’ultimo segnale. Se non lo cogliamo ora, Ischitella perderà i simboli fondamentali del suo patrimonio storico-culturale. Sarebbe un danno irrecuperabile: possibile che le istituzioni e gli abitanti stessi del posto non capiscano che il loro patrimonio storico è una grande risorsa? Perché un turista dovrebbe venire in zona se, a parte le bellezze naturali, trova solo ruderi inaccessibili? Quali luoghi storici potrebbe visitare su tutto il territorio di Ischitella? Sinceramente, faccio fatica a dare una risposta e giustifico quindi i turisti che scelgono altre località per le loro visite.
Inoltre, in paese si sono perse le tracce degli artigiani che producevano le tipicità di Ischitella: un turista arriva e non può comprare una autentica “pizza paesana”, o il famosissimo “cavicione”… fino a qualche fa c’erano ancora, poi pian piano sono scomparse. Se è fortunato, trova qualche anziano signora che in amicizia gliele prepara. Dove si sono perdute queste tipicità? Le caratteristiche peculiari di Ischitella dove sono finite? Cosa rende Ischitella differente da una qualsiasi altra località?
È il motivo per cui Ischitella (come altri paesi nei dintorni) rimane fanalino di coda del Gargano, quando avrebbe molte potenzialità partendo proprio dalla sua Storia dimenticata. Sono certo che il turismo culturale, unito a quello naturalistico e a quello prettamente balneare opportunamente implementati, cambierebbe radicalmente il destino di questi luoghi.
La Storia ci parla. Se impariamo ad ascoltarla, noi e le generazioni future avremo solo da guadagnarci.
Cito alcuni versi di Pier Paolo Pasolini:
«Io sono una forza del Passato… Vengo dai ruderi, dalle chiese, dalle pale d’altare»
Propongo che questi versi siano affissi davanti alle Torri e agli altri monumenti abbandonati, come monito e ispirazione: appena tornerò a Ischitella, provvederò ad affiggerli io stesso.
Salviamo le Torri di Varano. Salviamo il patrimonio storico di Ischitella.
Alessandro Rota
UNA FIRMA PER SALVARE I BENI DA MORTE CERTA E NON ESSERE COMPLICI DEL SILENZIO
dichiarazione di Teresa Maria Rauzino
In qualità di Presidente della Sezione Gargano della Società di Storia Patria per la Puglia, sento il dovere civile e culturale di esprimere il mio pieno e convinto sostegno alla lettera/denuncia di Alessandro Rota, dopo la petizione “Salviamo le Torri di Varano - i tesori del Gargano che stanno crollando”, lanciata in sinergia due anni fa su change.org, e firmata da 1561 sostenitori.
Le Torri sono un bene storico di straordinario valore, non solo per Ischitella ma per l’intero Gargano. Sono la testimonianza medievale più antica, (risalente alla fine del 1200) di un sistema difensivo, economico e sociale che nei secoli ha legato il Lago di Varano alle comunità locali, alla pesca, ai traffici, alla vita quotidiana di generazioni di uomini e donne. Lasciare che questo patrimonio continui a degradarsi equivale a rinunciare consapevolmente a una parte fondamentale della nostra identità storica.
La situazione di abbandono e di progressivo crollo delle Torri, documentata con rigore nella denuncia, è purtroppo emblematica di una più ampia e preoccupante mancanza di tutela nei confronti dei beni storici di Ischitella. Il silenzio istituzionale, i rinvii, gli interventi parziali e non risolutivi non possono più essere accettati.
La tutela del patrimonio non è un atto opzionale né un lusso: è un obbligo sancito dalla Costituzione e un investimento culturale, sociale ed economico per il futuro dei territori. Recuperare e valorizzare le Torri di Varano significherebbe restituire dignità alla storia locale e offrire nuove prospettive di sviluppo fondate sul turismo culturale e sulla memoria condivisa.
Per queste ragioni auspico con forza un intervento immediato, coordinato e trasparente da parte delle istituzioni competenti, affinché le Torri di Varano e gli altri luoghi storici citati non vengano definitivamente perduti.
Sostenere questa petizione significa scegliere di non essere complici del silenzio.
Teresa Maria Rauzino