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Angela Celeste CostantinoИталия

1 июл. 2018 г.
Abu Khamis Jahalin, portavoce della comunità di Al Khan al Ahmar, è giunto, grazie al supporto della rete di solidarietà, a Washington DC lo scorso fine settimana. Si è trattato di incontrare direttamente senatori e politici USA per sviluppare il lavoro realizzato da Rebuilding Alliance, da Alon Cohen-Lifshitz e Nava Sheer di Bimkom, una ONG israeliana impegnata nella difesa dei diritti. Le notizie che provengono da Al Khan al Ahmar non sono tuttavia positive. L'allarme è costante, in quanto la polizia e le forze militari (spesso accompagnate dai coloni di Kfar Adumim) entrano nel villaggio quotidianamente. In tono intimidatorio, ripetono a voce alta, dettagli di come organizzeranno la demolizione. Hanno misurato i blocchi di cemento all'ingresso del villaggio, per pianificare come dare accesso ai bulldozer. Si presumeva che la demolizione non sarebbe avvenuta durante la visita di Greenblatt & Kushner, ed è possibile che la demolizione avrà luogo dopo la partenza del Principe William HHR. Ad abu Khamis nei giorni scorsi è stato "offerto" dai militari un sito alternativo a Jabal West. Si tratta di un terreno non lontano da Wadi abu Hindi, dall'altro lato della grande colonia di Maale Adumim. Si tratta di un segnale di implicito riconoscimento della non idoneità del sito proposto dallo Stato israeliano. La proposta non è stata in ogni caso accettata dalla comunità.
Nel frattempo, vari attori sono impegnati nella campagna: l'organizzazione J Street negli USA ha ottenuto una lettera firmata da 76 membri della Camera, che fa seguito alla firma di 10 senatori ottenuta da Rebuilding Alliance (tra cui Bernie Sanders, Elizabeth Warren e Diane Feinstein). B'Tselem, MAP-UK, CAABU, PSC operano nel Regno Unito per sensibilizzare l'opinione pubblica e fare pressione politica, sostenendo la campagna di Jahalin Solidarity e Early Day Motion. B'Tselem ha operato per convincere 100 parlamentari britannici ad inviare una lettera all'ambasciatore israeliano. Mark Regev. La ONG israeliana ha inoltre ottenuto la firma di 300 importanti accademici, parlamentari, scrittori, registi cinematografici e vincitori di premi nazionali israeliani. L'editoriale del portavoce David Zonsheine di BTselem è stato inoltre pubblicato su The Guardian.
Alcune delle ONG della rete di supporto sono impegnate a Bruxelles, altre operano sui parlamenti nazionali. Vento di Terra Ong e Angela Celeste Costantino, artista impegnata nel sociale, stanno sensibilizzando il nuovo governo italiano a sostenere un'ampia petizione. Da segnalare inoltre il contributo di un gruppo di coloni di Kfar Adumim che respinge demolizioni e deportazioni forzate. Tra loro Sallai Meridor, ex presidente dell'Agenzia ebraica e ex ambasciatore israeliano negli Stati Uniti. La sua presa di posizione ha avuto un forte impatto sull'establishment israeliano, in merito all'affermazione che la demolizione costringerà la sua comunità a vivere con il "marchio di Caino".
La Early Day Motion 1169 ha ora l'appoggio di 90 firmatari che fanno pressione per aprire un dibattito all'interno del Parlamento del Regno Unito. Include una richiesta al governo britannico di realizzare una pressione politica, diplomatica ed economica sul governo israeliano per evitare la demolizione. Il 26 giugno, è stata presentata al Parlamento britannico un'interrogazione rivolta al Ministero degli Ester Alistair Burt sul tema.
A cura di : Jahalin solidarity
Immagine fonte: Web
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