

Da tempo stiamo portando avanti un lavoro costante per difendere e valorizzare il nostro Ospedale di Acquapendente. Lo facciamo perché crediamo che il diritto alla salute sia fondamentale e che la nostra comunità meriti un servizio sanitario pubblico efficiente, sicuro e completo.
Durante il nostro mandato abbiamo promosso diverse iniziative, tra cui la raccolta firme “Salviamo l’Ospedale di Acquapendente”, nata per contrastare il rischio di declassamento del nosocomio con il nuovo atto aziendale. Con la petizione abbiamo chiesto alla ASL di ritirare quell’atto e di rispettare impegni precisi:
- completare i lavori di adeguamento e sicurezza;
- potenziare i servizi come previsto dalla delibera ASL n. 898/2014;
- riattivare l’ambulatorio di Endoscopia Digestiva;
- garantire la presenza H24 dell’anestesista/rianimatore;
- riaprire il servizio di fisioterapia anche per i pazienti cronici.
Il risultato è stato straordinario: 1.782 firme. Un numero che parla da solo e dimostra quanto la nostra comunità tenga a questo ospedale. Dopo questa mobilitazione, abbiamo presentato una mozione per costituire un Comitato cittadino pro ospedale, approvata dal Consiglio Comunale il 7 giugno 2025.
In quella seduta era stato chiarito che il Comitato doveva essere cittadino, cioè composto da cittadini e figure tecniche competenti, non influenzato da partiti o istituzioni. Molti aquesiani avevano già dato la loro disponibilità a partecipare.
Purtroppo, dopo l’approvazione, Sindaco e Giunta non hanno dato alcun seguito alla mozione.
L’11 agosto 2025 abbiamo inviato una PEC chiedendo un incontro entro il 10 settembre per iniziare il percorso di costituzione del Comitato. Nessuna risposta. Un silenzio che abbiamo interpretato come una chiara mancanza di volontà di collaborazione.
Nel frattempo, alcuni cittadini interessati si sono organizzati autonomamente. Solo il 26 settembre 2025 il Sindaco ha convocato una riunione, estendendo l’invito anche ai sindaci dei comuni limitrofi e ad alcune associazioni, ma senza alcuna concertazione con noi.
Il referente del gruppo cittadino già costituito aveva anche incontrato la Sindaca per proporre un’unione dei gruppi, ma tale proposta è stata ignorata: alla riunione del 16 ottobre, quel gruppo non è stato neppure invitato.
Durante quell’incontro sono emerse quattro gravi criticità:
- Non è stato rispettato lo spirito della mozione, che parlava chiaramente di comitato cittadino di Acquapendente, eventualmente da allargare in seguito ai comuni vicini.
- Sono stati inseriti i Sindaci nel direttivo, cosa in contrasto con la mozione. Nessuno voleva escludere i sindaci dal comitato, ma la parte decisionale doveva restare ai cittadini, perché i sindaci già hanno i loro canali istituzionali.
- La discussione si è concentrata solo sulla costruzione di un nuovo ospedale, ignorando il vero problema: salvaguardare e potenziare i servizi esistenti. Un ospedale nuovo, ma senza personale e reparti funzionanti, sarebbe solo una scatola vuota.
- Non è stato invitato il gruppo di cittadini già operativo e conosciuto, nonostante avessimo chiesto esplicitamente che fosse coinvolto.
Successivamente, con l’invito del 24 ottobre 2025, è arrivata una bozza di statuto e atto costitutivo che conferma tutte le criticità: l’articolo 6 prevede ancora i sindaci o loro delegati nel consiglio di gestione, ignorando completamente il percorso già avviato dai cittadini di Acquapendente.
Per questo riteniamo che non ci siano le condizioni per partecipare all’incontro del l'8 novembre. Il percorso intrapreso dal Sindaco ha tradito lo spirito della mozione, escludendo i cittadini e snaturando il senso originario del Comitato.
Chiediamo ancora una volta un incontro diretto con il Sindaco per concordare insieme i nomi del direttivo e la linea di lavoro del Comitato, riconoscendo finalmente il ruolo del gruppo cittadino già costituito, che da mesi lavora con impegno e serietà.
Il nostro obiettivo non è creare divisioni, ma garantire che il Comitato pro Ospedale nasca come era stato pensato: dai cittadini e per i cittadini. Solo così potremo davvero difendere il nostro ospedale, i suoi servizi e il diritto di tutti a una sanità pubblica e di qualità.
Domitilla Agostini – Federica Friggi
Gruppo consiliare “Insieme per Cambiare”
Se vuoi vedere la PEC che abbiamo inviato al sindaco puoi cliccare qui