

Gli scavi archeologici preventivi proprio lì condotti (saggi di scavo del 2024) nella tenuta di Masseria Maramonti in Arneo agro di Nardò (provincia di Lecce) hanno dato risultati strepitosi: un villaggio neolitico con aree culturali, necropolari e insediative,
già potenzialità per un vasto parco archeologico.
L'insediamento complesso è stato ricondotto alla facies culturale di Serra d'Alto e Diana Bellavista, V-IV millennio a.C.
Queste importanti testimonianze sono emerse proprio tra quegli anelli che da tanto tempo sollevo all'attenzione, nei luoghi con evidenti frammenti archeologici maciullati dai mezzi agricoli in superficie che già nel 2019 avevo segnalato alla Sovrintendenza.
Quale è il problema però ora pur di fronte a queste straordinarie conferme dell'importanza assoluta del sito?
L'aspetto preoccupante è che al momento l'indirizzo politico sembra essere quello di tutelare solamente la zona dove sono stati effettuati i sondaggi di scavo, nelle poche settimane concesse, che è una piccola porzione rispetto al complesso degli Anelli che si vedono dall'alto in crop-soil marks e del podere di Masseria Maramonti che ricade proprio tra quegli anelli e ne contiene il loro nucleo centrale, ed è proprio quella la tenuta rurale dove pende lo sconsiderato progetto di mega fotovoltaico di tipologia agrivoltaico, per uno scempio anche paesaggistico esteso su oltre 90 ettari assolutamente da scongiurare!
Pertanto sembrerebbe come se poi, senza praticamente fasce di rispetto, altrove nel podere la ditta del progetto fotovoltaico sia autorizzata a realizzare i suoi scempi industriali che manometterebbero gli strati archeologici eventualmente sottostanti ad esempio negli scassi puntiformi per la collocazione delle centinaia e centinaia di pali di metallo previsti per l'impianto agrivoltaico in progetto proprio lì, assolutamente a copertura e devastazione degli anelli medesimi.
Quei villaggi neolitici, sappiamo nel materano e altrove, erano circondati da una o più trincee scavate in una calcarenite (di relativo facile scavo) non diversa da quella che si trova a Nardò a Masseria Maramonti nel sito in questione.
Vedi ad esempio il caso del villaggio dell'area archeologica di Trasano a Matera.
Il ritrovamento di un villaggio neolitico in area pianeggiante come in Arneo, da scavi nei pressi di Masseria Maramonti, non deve portare già alla ricerca ora delle trincee una o più che molto probabilmente esso aveva a delimitazione esterna?
Non sarebbe il caso invece di sospendere completamente il progetto fotovoltaico pendente
e
di avviare un'indagine non solo più estesa con sondaggi di scavo ma anche con metodi non invasivi come georadar, LIDAR, ecc. per uno studio archeologico topografico più dettagliato?
Inoltre il luogo degli scavi che hanno dato grandi risultati si trova a circa 200 metri di distanza dal cerchio centrale degli anelli, che nelle immagini dall'alto è inequivocabile, magari luogo più devastato dal passaggio negli anni dei mezzi agricoli, ok può essere, ma non è necessario approfondire quel cerchio ugualmente e capire la sua natura? Il suo nucleo visto dall'alto mostra colori più scuri come se vi sia una maggiore profondità scavabile del suolo al suo centro.
Spesso in Europa siti neolitici appaiono topograficamente dall'alto con strutture circolari.
Inoltre tante tracce in crop-soil marks lì a Maramonti e dintorni richiamano proprio possibili trincee.
Il danneggiamento da parte delle arature è stato generalizzato nel sito eppure sotto pochi centimetri di suolo i sondaggi di scavo hanno ritrovato importanti testimonianze sia nei luoghi a roccia più superficiale (zone che nei crop-soil marks degli anelli appaiono più chiare) sia e tanto più in quelli a suoli più profondi (zone che nei crop-soil marks degli anelli appaiono più scure o più verdi al crescere della vegetazione).
Il complesso degli Anelli di Arneo che rappresenta praticamente il contesto nel quale si collocano i risultati di questi primi scavi archeologici non può essere ignorato, siano quegli anelli concentrici vasti di natura geologica o antropica antica, perché si correla alla presenza di quegli insediamenti neolitici protratti nei secoli lì. E dobbiamo capire e valorizzare questa correlazione.
La unicità del sito in Salento (e forse non soltanto), anche al di là della presenza archeologica oggi ampiamente confermata, già richiederebbe una tutela almeno come geosito contro ogni impianto di stravolgente sfigurante mega fotovoltaico.
Il mega fotovoltaico distrugge ogni possibile suggestione naturale rurale storica e archeologica del sito per una sua poi successiva valorizzazione.
Dalla voce popolare stanno giungendo notizie di grotte e cunicoli nel sito di Maramonti e dintorni, non urgono approfondimenti speleologici maggiori tanto più oggi alla luce dei risultati dei primi scavi?
Inoltre ancora il progetto del cavidotto dell'impianto non è stato modificato ed esso passerebbe per tratti lunghi chilometri lungo il tracciato della via romana Augusta Sallentina anche detta Traiana Sallentina individuato dall'archeologo topografico molto famoso Giovanni Uggeri, pertanto rischiando di fresare quella che è una strada romana e già messapica. Non è opportuno vincolare con urgenza quei tratti stradali rurali individuati dal professor Uggeri, vietando ogni intervento di danneggiamento oggi e domani?
Come possiamo richiedere tutto questo?
I vostri consigli sono molto preziosi e vi prego di condividere tra voi questa emergenza sulla quale teniamo alta l'attenzione con una petizione online: https://www.change.org/p/salviamo-l-atlantide-salentina-sito-archeologico-no-al-mega-impianto-fotovoltaico-l%C3%AC
Dal web apprendo che nel novembre 2024 a Foggia in un convegno sono stati presentati i risultati di archeologia preventiva che hanno portato alla scoperta dell'insediamento neolitico in contrada Maramonti in feudo di Nardò (Lecce): https://sabap-le.cultura.gov.it/archeologia-preventiva-e-opere-infrastrutturali-in-provincia-di-foggia/
L'INSEDIAMENTO PREISTORICO (NEOLITICO) DI MASSERIA MARAMONTI TRA GLI ANELLI DI ARNEO
viene citato nella delibera del consiglio comunale con cui il Comune di Nardò si appresta ad acquisire al patrimonio comunale i terreni ricadenti all’interno dell’insediamento messapico fortificato in località “Li Schiavoni” ubicato a meno di tre chilometri di distanza da Masseria Maramonti.
All'interno leggiamo: "oltre che per il valore dei ritrovamenti già effettuati, e delle potenzialità archeologiche stimate, il sito degli Schiavoni è importante per la ricostruzione delle fasi di territorializzazione del Distretto della Preistoria di Nardò, anche in rapporto ai giacimenti paleontologici di Masseria Sciogli e località Castello d’Agnano, ai siti archeologici in grotta diffusamente presenti nell'area del Parco di Portoselvaggio, ed agli altri insediamenti archeologici del Frascone, di Serra Cicora, di S. Maria al Bagno, di Punta dell'Aspide, e non ultimo l'insediamento preistorico di recente rinvenuto località Maramonti, solo per citare i siti di maggiore rilievo." (Estratto dalla DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI NARDÒ N. 15 DEL 09/05/2025 https://trasparenza.parsec326.it/repo/docs/F842/2000/3578689_ATT_002477699_324308.pdf )
Non dobbiamo chiedere stesso impegno urgente per Maramonti oggi più minacciato che mai dal mega impianto fotovoltaico? Così da acquisire (al patrimonio pubblico, comunale, regionale o statale) non la sola piccola area dei sondaggi di scavo fatti, ma tutto il comprensorio degli Anelli concentrici visibili dall'alto lì al patrimonio pubblico a fini di tutela e maggiore studio e valorizzazione?
CHIEDIAMO che il Comune, Regione o Stato acquistino al patrimonio pubblico l'intero sito di Masseria Maramonti oggi minacciato dall'agrivoltaico industriale che è in totale inconciliabile contraddizione con la valorizzazione e tutela archeologica del sito e le aree circostanti ricadenti in quegli anelli e con ulteriori tracce in crop-soil marks.
CHIEDIAMO che tutti gli enti pubblici coinvolti ritirino ogni parere positivo o autorizzazione rilasciata per il progetto agrivoltaico in autotutela e a tutela nel nostro patrimonio ambientale, paesaggistico, geologico e non ultimo archeologico nel caso in oggetto!
Ultima lettera in tema inviata alla Soprintendenza il 31 marzo 2025: http://naturalizzazioneditalia.altervista.org/wp-content/uploads/2024/06/Alla-SOPRINTENDENZA-per-il-VINCOLO-di-tutta-larea-degli-ANELLI-di-ARNEO-e-della-via-romana-Sallentina-31-marzo-2025-lettera-di-Oreste-Caroppo.pdf
Didascalia immagine: Northumberland, Inghilterra, litogrammi a cerchi concentrici. Il mistero dei cerchi concentrici nell'arte europea e mediterranea nel neolitico e protostoria.