

"ANELLI DI ARNEO"-VILLAGGI PROTOSTORICI E STRADA ROMANA: LUNEDì 10 GIUGNO INIZIERANNO Lì GLI SCAVI?
SCAVI ARCHEOLOGICI?
Un articolo è comparso online questa settimana su una rivista specializzata nel sostegno al settore delle energie rinnovabili e in particolare del fotovoltaico, vi leggiamo da parte degli interessati alla realizzazione del progetto industriale lì :
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Lunedì inizieranno ulteriori scavi con il costante presidio scientifico della Soprintendenza di Lecce per arrivare fino alla roccia e portare a termine altri studi, così da avere massima certezza dei risultati.
Gli scavi dureranno circa venti giorni.
Verificare con ogni mezzo la storia di questa area. Lo dimostra anche la convenzione che abbiamo firmato con l’Università di Lecce: stiamo finanziando il dottorato di ricerca nella facoltà di Beni culturali proprio per effettuare studi sulla storia dello specifico territorio.
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Sopra alcuni passi estrapolati dall'articolo al link:
Questi nuovi elementi emersi sulla vicenda in oggetto sono ovviamente interessanti e da approfondire. Chiunque abbia ulteriori dati, spunti, proposte ci faccia sapere cortesemente:
potete scrivere a
o anche qui a commento su questo post facebook più semplicemente:
Ma anziché di un progetto per valorizzare tutti questi aspetti storici, archeologici e paesaggistici con un radicale cambio di rotta come necessario, vi cogliamo un intento di perseguire la maxi trasformazione del sito che un tale enorme impianto industriale lì per la produzione di energia comporterebbe a cancellazione di cotanta unicità e proprio a cancellazione degli iconici Anelli di Arneo. Nonché a sfregio irreparabile delle importanti suggestioni bucoliche, naturali, agricole e ora sappiamo anche con ulteriore certezza protostoriche del vasto sito.
Non commenteremo qui ulteriormente le parole che voi tutti potete leggere nell'articolo sopra linkato, ma voi tutti ve ne potrete fare una idea personale.
IL MEGA FOTOVOLTAICO PRIVATO MA "SOCIALE" E SUL SITO ARCHEOLOGICO!?
Arriva quindi la nuova terminologia in risposta alla nostra mobilitazione, quella di impianto fotovoltaico sì ma "sociale"(?), così oggi viene presentato quello che lì si vorrebbe realizzare. Verrebbero predisposti nei pressi della masseria giochi per bambini, trovati modi per coinvolgere RSA per anziani e disabili, nonché leggiamo della volontà di ubicare alveari lì de facto poi tra i pannelli fotovoltaici al suolo ...
Può ciò giustificare un mega impianto fotovoltaico su sito archeologico e su una strada romana a sconquassar tutto e a danno paesaggistico e agricolo?!
Meglio lì qualche gioco per bimbi, lì proprio lì, o coinvolgere i bambini in progetti di archeologia in un paesaggio bucolico antico e non certamente sfigurato dalla trasformazione industriale fotovoltaica? Persino poi con conseguente elevato inquinamento elettromagnetico e pericolosità elettrica!
Una tale distesa di pannelli comporterebbe persino una modifica significativa addirittura dello stesso microclima di quel territorio, ciò sottolineato qui, tra i suoi molteplici impatti, perché si possa avere una misura dell'entità della distesa di mega fotovoltaico in progetto.
Qui una immagine tratta da Google Earth con una magnifica vista sugli Anelli e con una indicazione dimensionale
https://www.facebook.com/photo/?fbid=10233243252733431&set=a.1888805429917
il segmento giallo che misura circa un chilometro e mezzo tracciato in quelle vastità degli iconici anelli. Ciò anche per una maggiore idea di che devastazione parliamo nella malaugurata ipotesi della costruzione dell'impianto dei mega pannelli in progetto!
E' il momento anche di visitare il sito in questi giorni, documentare tutto con ogni mezzo e in ogni sua fase, chiedere che i sondaggi di scavo siano fatti con la massima perizia e meticolosità da personale massimamente specializzato e proprio nei punti in cui già emerge tanto materiale archeologico in superficie, come in primis il punto UT3 e poi anche quello UT2 indicato nella stessa relazione archeologica allegata al progetto fotovoltaico e scaricabile dal sito internet della Provincia di Lecce:
https://www.provincia.le.it/ver_ine_nardo_srl/
Vi estrapoliamo ad esempio da quella relazione archeologica redatta da una archeologa nel 2020 questi passi-concetti: "interferenze, tra aree di progetto ed evidenze antiche, sono state notate durante lo svolgimento di ricognizioni territoriali, in occasione delle quali è stato possibile rilevare alcuni affioramenti inediti di materiale archeologico. Nella fattispecie tre Unità Topografiche sono state riscontrate in corrispondenza dell'area che ospiterà il lotto fotovoltaico in progetto: si tratta di evidenze riferibili all'occupazione protostorica dell'area, rappresentate da areali fittili a media-alta concentrazione di materiale (UT 2, UT 3) o con concentrazione sporadica (UT 1).
Queste testimonianze, che vanno ad aumentare il numero delle evidenze
protostoriche per questo settore del Salento, (...) da riferire verosimilmente alla
presenza di (...) agglomerati capannicoli. (...)
Nel settore nordoccidentale del campo su cui insiste Masseria Maramonti (UT3) si rinvengono sul terreno testimonianze riferibili all'età protostorica Età del Bronzo, e all'Età del Ferro: diversi frammenti fittili di impasto grezzo non tornito, di cui un'ansa a rocchetto; rari frammenti di impasto grezzo con molti inclusi calcarei genericamente attribuibile all'Età del Ferro."
Vedi anche qui degli estratti in screenshot da quella relazione archeolgica del 2020:
L'area che verrebbe devastata dall'impianto:
Proprio lì ergo: VILLAGGI CAPANNICOLI DELL'ETA' DEL BRONZO E DEL FERRO ergo!
Già nel 2019 le evidenze archeologiche in superficie nell'unità topografica UT3 tra gli Anelli le avevo segnalate alla Soprintendenza nella mia lettera-studio di segnalazione del fenomeno complessivo degli Anelli di Arneo e di quel vasto sito: https://www.academia.edu/49580671/IL_MISTERO_DEGLI_ANELLI_DI_ARNEO_segnalazione_di_Oreste_Caroppo
Possiamo sopra e intorno a tali insediamenti capannicoli, grandi o piccoli che furono, ma che già possiamo dire proprio lì frequentati per parecchi secoli, dato l'arco temporale emerso, sia Età del bronzo che Età del ferro, realizzare un mega impianto fotovoltaico? Non vanno vincolati invece? Non va vincolata ad area di rispetto tutta l'area attorno per centinaia e centinaia di metri?
Ma l'area attorno non è neppure un'area qualsiasi, siamo proprio nei misteriosi Anelli di Arneo, che come minimo andrebbero valorizzati e vincolari già solo per la loro unicità paesaggistica come geosito/sito archeologico, non devastati in tal modo dal progetto industriale in questione!
Vi percepiamo una tentativo della controparte di minimizzare su quegli anelli?!
Ma ci sono, sono evidentissimi, eppure leggiamo nell'articolo sopra linkato in cui si annunciano gli scavi: "Abbiamo incaricato esperti di effettuare una perlustrazione con georadar per verificare se ci fossero anomalie sotto il terreno, ma non è emerso nulla".
Ma della presenza di quegli anelli, della loro esistenza lì se ne prende atto anche nella relazione archeologica del progetto redatta nl 2020, sebbene lì non se ne dà una spiegazione né della loro origine né del perché tale frequentazione umana proprio lì.
Estraiamo in merito dalla stessa relazione archeologico del 2020 allegata al progetto e sopra già menzionata:
"Si segnalano, in questa sede dedicata all'inquadramento geomorfologico, il
rilevamento di anomalie fotografiche (...) Il contrasto cromatico, che è possibile notare in più settori prossimi all'area in progetto, si riferirebbe allo stesso substrato geologico che interferisce nella crescita differenziata della vegetazione generando il binomio del tipo verde chiaro - verde scuro. Quest'anomalia si rileva esclusivamente in campi coltivati a seminativo in cui la crescita differenziata della coltura, in questo caso grano o fieno, è maggiormente accentuata (...) lo studio del territorio da immagini aeree, riguarda il rilevamento presso località Masseria Maramonti di tracce da vegetazione che definiscono una inconsueta forma ad anelli concentrici (...) Coerentemente con la classificazione canonica di traccia da vegetazione, nella località è possibile notare un'alternanza cromatica del tipo verde chiaro - verde scuro riferibile ad una probabile alternanza di elemento positivo - elemento negativo."
Nella relazione archeologica se ne rimanda la spiegazione allo studio geologico del sito, ma la relazione geologica allegata al progetto dell'impianto lì ignora, non ne prende atto di quegli anelli che l'archeologa definisce "INCONSUETI", eppure qualcosa sono, basti vedere ad esempio queste immagini dall’alto:
guardate ad esempio i tratti più scuri qui ad Ovest del centro degli Anelli
https://www.facebook.com/photo/?fbid=10232776625948053&set=pcb.10232776497424840
Qui più in dettaglio:
https://www.facebook.com/photo/?fbid=10232776631388189&set=pcb.10232776497424840
Se riuscite a scorrere le immagini di questo album su Facebook tanti dati di approfondimento:
Qui la vista degli Anelli già in foto aeree degli anni ’50:
https://www.facebook.com/photo/?fbid=10232776160016405&set=pcb.10232776497424840
Anche una rivista online di archeologia ha dato spazio in questi giorni allo scandalo di un mega impianto fotovoltaico su un sito archeologico protostorico e su una antica strada romana:
Fate girare la raccolta firme, mi raccomando!
-) Non si possono ubicare i pannelli fotovoltaici sopra distese di cocci dell'Età del ferro e dell'Età del bronzo segno di antichi insediamenti, né nei loro dintorni
-) Non si possono sconquassare percorsi per ubicarvi i cavidotti quando questi sono stati individuati come tracciati di una importante antica via messapica e romana, la via romana Traiana Sallentina nel caso in questione
-) Non si possono devastare e coprire forme tanto iconiche e "inconsuete" come quelle degli "Anelli di Arneo" visibili dall'alto e definiti "l'Occhio del Salento"
-) Non si possono fagocitare antiche masserie tra distese industriali di pannelli fotovoltaici e cavi elettrici
-) Non si può compromettere in tal modo il paesaggio goduto da una strada definita come paesaggistica nel Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia (PPTR)
-) Non si possono ubicare tali pannelli su ben 92 ettari di suolo naturale ed agricolo cambiando così persino il micro-clima della zona!
A cosa servono le valutazioni di impatto ambientale con tanto di relazione archeologica per stabilire se autorizzare questi impianti se proprio quella relazione archeologica ufficiale e commissionata dalla stessa ditta fotovoltaica, quindi persino di parte pensiamo al paradosso del caso, racconta la presenza di quei reperti e di quelle strade romane definendo un rischio archeologico massimo ("ALTO"), e se proprio pur alla luce di tutto questo l'impianto viene autorizzato?!
Ma di che presa in giro si parlerebbe allora?!
Nessun compromesso tra archeologia, paesaggio, agricoltura tradizionale e restauro nel buon principio del "dove era e come era" da un lato e industria per la produzione di energia dall'altro è consentibile!
Valore SOCIALE etica sociale è fare economia dalla valorizzazione del territorio, anche archeologica, non stravolgerlo e devastarlo per l'industria energetica!
PER APPROFONDIMENTI
GRAZIE TANTE A TUTTI VOI!
E' il momento della massima incisività, fermezza, attenzione per la tutela del nostro territorio, del suo paesaggio e della sua storia ancora ignota!
La PETIZIONE
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