
MILIONI DI EURO PER LA BASE, UN MILIARDO PER LA GUERRA! SCOPERTE NUOVE CIFRE DELLA BASE MILITARE
È notizia di poche ore fa che nuovi documenti siano stati scoperti sul progetto della base militare. Tra gli atti del Ministero della Difesa e del Ministero delle Infrastrutture sono stati pubblicati i costi delle indagini preliminari e del piano di fattibilità tecnico-economica per la costruzione del primo lotto dell’infrastruttura.
Grazie alla ricerca di cittadinə e attivistə della lista Una città in comune e Rifondazione Comunista, scopriamo che il costo per questo piano di fattibilità è di 6,7 milioni di euro, a cui si aggiungono 1,5 milioni per la Verifica della Progettazione. In totale 8,2 milioni solo per la progettazione e solo per il primo lotto, situato all’interno dell’area Cisam.
Per questo primo lotto, inoltre, leggiamo che il costo è di più di 250 milioni di euro. A questi andranno aggiunte le spese per il progetto definitivo ed esecutivo del primo lotto, oltre a tutto quanto riguarderà la parte di Pontedera.
Nessuna traccia invece dei 7 milioni promessi per rigenerare gli edifici storici di Coltano, tantomeno dei 120 milioni per la bonifica del reattore del CISAM.
Queste cifre risultano da un accordo quadro stipulato dal Ministero della Difesa in cui vengono elencati appalti per la nuova costruzione, l’ammodernamento, l’ampliamento di 27 infrastrutture militari in tutta Italia, per un costo complessivo di più di un 1 miliardo di euro. Una nuova militarizzazione dei nostri territori incalza, mentre incalza l’escalation bellica globale in cui l’Italia è inserita a pieno titolo.
Con ancora più forza e rabbia per questo vergognoso spreco di denaro pubblico per le spese militari, guardiamo alla mobilitazione diffusa della giornata del 15 novembre, in cui porteremo in città la campagna “520 milioni per ... tutto tranne la guerra”! Attiviamoci per denunciare questo furto di risorse dai reali bisogni sociali, sanitari, ambientali, educativi della popolazione, per dire No al progetto e all’economia di guerra e Sì a politiche di pace per le vite di tuttə!