5 Şub 2025

L’impianto eolico da 48MW in Comune di Manciano non si farà. Tra i motivi, l’inquinamento luminoso con cui avrebbe deturpato il cielo stellato del luogo, il più puro di tutta l’Italia peninsulare.

Lo scorso 27 gennaio è stato pubblicato il Decreto 23-2025 del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Direzione Generale Valutazioni Ambientali, di concerto con il Ministero della Cultura, Soprintendenza Speciale per il PNRR. Esso esprime giudizio negativo di compatibilità ambientale per il “Progetto per la realizzazione di un impianto eolico di potenza nominale 48 MW da realizzarsi in comune di Manciano (GR), loc. Montauto”, avente ID. 9273.

Un giudizio negativo motivato, si legge, dai pareri, anch’essi avversi, espressi nei riguardi dello stesso progetto dalla Commissione Tecnica PNRR-PNIEC, dal Ministero della Cultura, Soprintendenza Speciale per il PNRR e dalla Giunta della Regione Toscana.

Proprio il parere della Commissione Tecnica PNRR-PNIEC, esplicitato attraverso una dettagliata relazione di 94 pagine, si basa, tra le altre cose, anche sull’impatto negativo che questo progetto avrebbe avuto dal punto di vista dell’inquinamento luminoso, vista la straordinaria purezza del cielo notturno del luogo (Manciano, GR).


Nell’agosto del 2023 l’astrofisico Gianluca Masi, fondatore e responsabile scientifico del Virtual Telescope Project (i cui strumenti sono installati proprio nella località di Montauto, dove sarebbe stato realizzato l’impianto), aveva sottoposto al MASE delle dettagliate osservazioni, centrate proprio su questo tema importante.

L’astrofisico, facendo riferimento agli studi di settore di cui nella letteratura internazionale, alla riconosciuta attività scientifica e divulgativa su scala planetaria dello stesso Virtual Telescope Project e alle preziose e documentate qualità ambientali del cielo di Manciano, uniche e introvabili altrove lungo la penisola, aveva espresso parere negativo, auspicando la tutela dell’ultimo cielo puro facilmente fruibile rimasto nel Paese.


Una posizione, quella di Masi, che nulla aveva a che vedere con un’obiezione ideologica, un’opposizione a prescindere.


In tutte le sedi, l’astrofisico - da sempre attivo a difesa dell’ambiente - aveva infatti ribadito il suo assoluto favore nei confronti di quelle tecnologie necessarie per garantire la sostenibilità e consentire la transizione ecologica. Proprio il rispetto dell’ambiente, invece, imponeva la conservazione e la tutela di quell’ultima oasi di cielo buio, in linea con le scelte degli altri Paesi europei e anche considerando che l’Italia è il Paese del G20 che causa più inquinamento luminoso in assoluto, con uno spreco in bolletta  per circa 500 milioni di euro ogni anno.


Un tema su cui si sono trovati d’accordo sin da subito anche il Comune di Manciano, che lo ha ampiamente citato nelle proprie osservazioni, e altri cultori del cielo, grazie anche a questa petizione promossa dallo stesso Masi e ad iniziative ad hoc, tutte supportate dall’oggettiva serietà ambientale e scientifica dell’argomento.


“Si tratta di una decisione davvero importante, direi storica”, commenta Gianluca Masi. “Sono davvero grato alla Commissione Tecnica PNRR-PNIEC per aver accolto e considerato con grande attenzione le osservazioni ricevute su un tema di tale valore quale l’inquinamento luminoso”, continua l’astrofisico. “Inevitabilmente, le luci di segnalazione di un simile impianto, assieme ai dispositivi luminosi utilizzati nelle aree ove insistono simili strutture e ai sistemi di videosorveglianza avrebbero distrutto già dalla fase di cantiere l’ultimo cielo stellato rimasto sull’Italia peninsulare, a quote praticabili”, conclude lo studioso.


La tutela del patrimonio culturale e scientifico del cielo notturno è al centro di importanti iniziative portate avanti ovunque nel mondo dall’International Astronomical Union, oltre che da altri Enti ed Istituzioni. Diversi Paesi Europei hanno istituito dei veri e propri Parchi delle Stelle, al fine di preservare la visibilità del paesaggio stellato, di grande valore ambientale, culturale e turistico.

Sarebbe auspicabile che iniziative simili venissero intraprese anche in Italia, prima che sia troppo tardi.


“Questa decisione della Commissione Tecnica PNRR-PNIEC, riconoscendo come la visibilità del cielo stellato, ovvero l’inquinamento luminoso sia un elemento fondamentale per valutare l’impatto ambientale di importanti infrastrutture, dovrebbe fare scuola”, afferma l’astrofisico Masi: “da una parte, queste valutazioni d’impatto dovrebbero diventare obbligatorie, dall’altra tale decisione dovrebbe motivare anche in Italia l’istituzione di aree protette, dove inibire la proliferazione dell’inquinamento luminoso”, continua Masi, che conclude: “Auspico che la Regione Toscana, che ha la fortuna di annoverare Manciano e il suo cielo puro nel proprio territorio, possa mettere quell’area definitivamente in sicurezza contro l’inquinamento luminoso”.

Ci sono altri progetti relativi allo stesso territorio  e attualmente in corso di valutazione presso il MASE; l’auspicio è che il tema dell’inquinamento luminoso, la salvaguardia del cielo stellato e dei suoi valori scientifici, culturali, ambientali e turistici sappiano di nuovo motivare  decisioni a favore di un tale, inestimabile patrimonio.

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