Sic Itur ad Astra: il cielo stellato ha bisogno di noi.


Sono trascorsi appena quattro giorni da quando è partita questa iniziativa, a difesa dell'ultimo cielo davvero stellato dell'Italia peninsulare, quello di Manciano, nella maremma grossetana.
Un'iniziativa che, non mi stancherò mai di ripeterlo, riconosce pienamente l'importanza delle energie rinnovabili, in primis quelle ottenute dal Sole e dal vento. La tanto necessaria transizione ecologica non può prescindere da tali risorse e tecnologie.
Il punto, qui, è un altro. Manciano rappresenta l'ultima oasi di cielo buio sulla penisola, al centro del Paese, facilmente raggiungibile, anche per il clima mite e la quota collinare. Nessun altro luogo, eccetto le impraticabili vette montane, offre condizioni comparabili lungo lo stivale. L'Italia è già il Paese più inquinato di luce artificiale del G20.
Chiediamo, semplicemente, che quelle caratteristiche restino inviolate, affinché Manciano resti amica delle stelle, un luogo dal quale contemplare il firmamento e studiare l'Universo attraverso programmi scientifici di pregio. Da dieci anni, non a caso, è attivo in località Montauto un importante centro astronomico.
L'installazione, là, di un impianto eolico con otto aerogeneratori di 200 metri - come si legge nei progetti - porterebbe ad un immediato degrado di quelle qualità introvabili altrove, per via delle luci necessarie ed accessorie, già in fase di cantiere.
Con questo appello si chiede che l'impianto venga installato da un'altra parte, preservando le caratteristiche ormai uniche (purtroppo) del cielo di Manciano, affinché grandi e piccoli possano avere almeno un ultimo belvedere nel Paese dal quale affacciarsi sullo spettacolo cosmico.
Voi potete contribuire affinché questo avvenga, condividendo questa petizione e invitando i vostri amici a sottoscriverla.
Per millenni l'uomo ha sospirato al cospetto del cielo, confidandogli i propri sogni, auspicando che quelle stelle potessero realizzarli.
Oggi sono le stelle a chiederci di aiutarle a sopravvivere: potremmo mai tirarci indietro, per noi e per i nostri figli?