

Salvaguardare la Robinia Monumentale di di Via dei Pepi 7 a Firenze
Il problema
Egregi Presidenti e Signori Consiglieri,
la famiglia Pepi Balestreri, proprietaria di parte di Palazzo Pepi in via dei Pepi 7, a pochi passi da piazza Santa Croce a Firenze, si rivolge con la presente alle più autorevoli istituzioni scientifiche e culturali nazionali per chiedere sostegno alla tutela di un patrimonio botanico e storico di straordinario valore.
L'esemplare e il suo valore storico
Nel cortile di Palazzo Pepi cresce una pianta di Robinia pseudoacacia, regolarmente iscritta nell'Elenco degli Alberi Monumentali d'Italia ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 10. Le ricerche condotte dall'Orto Botanico dell'Università di Firenze, in collaborazione con l'archivio storico della famiglia Pepi, hanno fatto emergere elementi che ne attestano un'eccezionale rilevanza storico-scientifica.
Robinia pseudoacacia è specie nordamericana introdotta in Europa nel 1601 a Parigi dal botanico Jean Robin. In Italia è giunta nel 1662 presso l'Orto Botanico di Padova, dove la pianta originale non è più presente. In Toscana, nel 1788, un esemplare ottenuto da semi provenienti da Padova fu messo a dimora da Ottaviano Targioni Tozzetti presso l'Orto Botanico dell'Arcispedale di Santa Maria Nuova, per essere poi trasferito al Giardino dei Semplici di San Marco .
I documenti dell'Archivio Pepi attestano che almeno dai primi dell'Ottocento i Targioni Tozzetti — Giovanni e Ottaviano — furono medici della famiglia dei Pepi e affittuari di una porzione del palazzo stesso. Tutto lascia ritenere che la robinia nel cortile possa essere nata dallo stesso lotto di semi provenienti dall'Orto di Padova, o al più dai primi semi prodotti dall'esemplare dell'Orto di Santa Maria Nuova. Ciò ne farebbe, con ogni probabilità, l'esemplare di Robinia pseudoacacia più antico di Firenze e tra i più vetusti a livello nazionale.
La situazione attuale:
L'esemplare si trova in condizioni di salute precarie, in stato di deperimento fisiologico. La relazione tecnica del Dottore Forestale Luigi Sani, incaricato della valutazione della stabilità, non indica l'abbattimento immediato come unica soluzione, ma individua nella messa in sicurezza mediante sistemi di consolidamento un'alternativa praticabile, che consentirebbe di preservare la pianta nel tempo abbattendo il rischio per le persone.
Una parte dei residenti del palazzo ha tuttavia già inoltrato agli organi competenti un'istanza di abbattimento. Trattandosi di bene vincolato, la competenza deliberativa spetta al Ministero dell'Agricoltura.
Le nostre richieste
Alla luce del valore storico, culturale e scientifico di questo esemplare, la famiglia Pepi Balestreri chiede alle istituzioni destinatarie della presente di:
sottoscrivere o aderire formalmente all'istanza di tutela della robinia, sostenendo la via della messa in sicurezza in luogo dell'abbattimento.
Urgenza
I tempi sono purtroppo stretti: l'istanza di abbattimento è già agli atti. Ogni manifestazione di interesse da parte delle istituzioni scientifiche firmatarie costituisce un contributo determinante per sospendere o contrastare tale iter e consentire la valutazione di soluzioni alternative.
Con la speranza di un Vostro prezioso sostegno, ringraziamo e porgiamo i più cordiali saluti.
Maria Luisa Pepi
Cristina Balestreri
Alberto Balestreri
Firenze, 21 maggio 2026

Vittoria
Il problema
Egregi Presidenti e Signori Consiglieri,
la famiglia Pepi Balestreri, proprietaria di parte di Palazzo Pepi in via dei Pepi 7, a pochi passi da piazza Santa Croce a Firenze, si rivolge con la presente alle più autorevoli istituzioni scientifiche e culturali nazionali per chiedere sostegno alla tutela di un patrimonio botanico e storico di straordinario valore.
L'esemplare e il suo valore storico
Nel cortile di Palazzo Pepi cresce una pianta di Robinia pseudoacacia, regolarmente iscritta nell'Elenco degli Alberi Monumentali d'Italia ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 10. Le ricerche condotte dall'Orto Botanico dell'Università di Firenze, in collaborazione con l'archivio storico della famiglia Pepi, hanno fatto emergere elementi che ne attestano un'eccezionale rilevanza storico-scientifica.
Robinia pseudoacacia è specie nordamericana introdotta in Europa nel 1601 a Parigi dal botanico Jean Robin. In Italia è giunta nel 1662 presso l'Orto Botanico di Padova, dove la pianta originale non è più presente. In Toscana, nel 1788, un esemplare ottenuto da semi provenienti da Padova fu messo a dimora da Ottaviano Targioni Tozzetti presso l'Orto Botanico dell'Arcispedale di Santa Maria Nuova, per essere poi trasferito al Giardino dei Semplici di San Marco .
I documenti dell'Archivio Pepi attestano che almeno dai primi dell'Ottocento i Targioni Tozzetti — Giovanni e Ottaviano — furono medici della famiglia dei Pepi e affittuari di una porzione del palazzo stesso. Tutto lascia ritenere che la robinia nel cortile possa essere nata dallo stesso lotto di semi provenienti dall'Orto di Padova, o al più dai primi semi prodotti dall'esemplare dell'Orto di Santa Maria Nuova. Ciò ne farebbe, con ogni probabilità, l'esemplare di Robinia pseudoacacia più antico di Firenze e tra i più vetusti a livello nazionale.
La situazione attuale:
L'esemplare si trova in condizioni di salute precarie, in stato di deperimento fisiologico. La relazione tecnica del Dottore Forestale Luigi Sani, incaricato della valutazione della stabilità, non indica l'abbattimento immediato come unica soluzione, ma individua nella messa in sicurezza mediante sistemi di consolidamento un'alternativa praticabile, che consentirebbe di preservare la pianta nel tempo abbattendo il rischio per le persone.
Una parte dei residenti del palazzo ha tuttavia già inoltrato agli organi competenti un'istanza di abbattimento. Trattandosi di bene vincolato, la competenza deliberativa spetta al Ministero dell'Agricoltura.
Le nostre richieste
Alla luce del valore storico, culturale e scientifico di questo esemplare, la famiglia Pepi Balestreri chiede alle istituzioni destinatarie della presente di:
sottoscrivere o aderire formalmente all'istanza di tutela della robinia, sostenendo la via della messa in sicurezza in luogo dell'abbattimento.
Urgenza
I tempi sono purtroppo stretti: l'istanza di abbattimento è già agli atti. Ogni manifestazione di interesse da parte delle istituzioni scientifiche firmatarie costituisce un contributo determinante per sospendere o contrastare tale iter e consentire la valutazione di soluzioni alternative.
Con la speranza di un Vostro prezioso sostegno, ringraziamo e porgiamo i più cordiali saluti.
Maria Luisa Pepi
Cristina Balestreri
Alberto Balestreri
Firenze, 21 maggio 2026

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Petizione creata in data 21 maggio 2026