Actualización de la peticiónRiscatto dei periodi di formazione professionale al fine pensionistico.APPELLO AD UNA FINANZIARIA EQUA
Andrea MauroLignano Sabbiadoro, Italia
31 oct 2025

Carissimi amici.

Come è noto, sono iniziati i lavori per la composizione della finanziaria. È necessario sensibilizzare notevolmente i principali soggetti deputati alle decisioni inerenti lavoro/pensione. Comunico i contatti ai quali ognuno di voi invierà la suddetta richiesta:

Ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone: segrgabinetto@lavoro.gov.it  

Sottosegretario al Lavoro sen. Claudio Durigon:  segreteriasottosegretariodurigon@lavoro.gov.it

Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti:  segreteria.capogabinetto@mef.gov.it   segreteria.vicecapogabinetto@mef.gov.it     segreteriavcg.vellucci@mef.gov.it    segreteriavcg.volpe@mef.gov.it  segreteria.direttoregabinetto@mef.gov.it  segreteria.simonamanzo@mef.gov.it caposegreteria.ministro@mef.gov.it

P.C.: Presidente della Commissione Lavoro On. Walter Rizzetto: RIZZETTO_W@CAMERA.IT

 

Alla cortese attenzione

Ministro del Lavoro e delle politiche sociali sen. Marina Elvira Calderone

Sottosegretario sen. Claudio Durigon

Ministro del Tesoro e Bilancio sen. Giancarlo Giorgetti

Per conoscenza: Presidente Commissione lavoro On. Walter Rizzetto

Gentilissimi Onorevoli,

È tempo che si dia concretezza ad una vicenda che si trascina da molti anni e che vedono alcuni lavoratori esautorati di un diritto che in Europa è acquisito in modo sistematico.

Sono lavoratori che attendono l’applicazione dell'art. 13 della, Legge 12 agosto 1962, n. 1338 che consente il riscatto periodi di formazione lavoro ai fini del congiungimento della carriera lavorativa ai sensi dell’art. 6, comma 1, del decreto legislativo del 16 settembre 1996 n. 564. Il comma 3 prevede che con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale individui i corsi di formazione professionale, i periodi di studio o di ricerca e le tipologie di ingresso al mercato del lavoro ammessi alla copertura assicurativa ai sensi del comma 1”, di riscatto e di prosecuzione volontaria, nonché a conformarle al sistema contributivo di calcolo.

Il decreto ministeriale in questione, che avrebbe dovuto individuare le specifiche caratteristiche dei corsi di formazione professionale, i periodi di studio o di ricerca e le tipologie di ingresso al mercato del lavoro ammessi al riscatto, costituisce la fonte normativa deputata ad integrare una disposizione che autonomamente non è idonea a fissare un diritto concreto ed attuale. Quindi, in assenza del decreto attuativo, le domande di riscatto dei corsi professionali presentate ai sensi dell’art.6 del D. Lgs. n.564/1996 vengono respinte in quanto l’azione decretante con la quale specificare le figure ammesse al riscatto, non sono mai state espletate.

È intollerabile che si approvi una legge e non si emanino i decreti attuativi lasciando per decenni cadere tutto nel nulla; poi ci si lamenta se i giovani si allontanano a intraprendere percorsi professionalizzanti volti ad imparare un mestiere! Altresì l’assenza dei decreti ha negato le opportunità a chi già godeva da decenni di una legge, a fronte di chi ne sta beneficiando in brevissimo tempo come nel caso dei corsi di laurea, di conservatorio ora anche i post diploma, palesando una discriminazione previdenziale meritevole di perizia costituzionale poiché in contrasto con l’art.3 della C. I.

L’istanza è sostenuta sulla piattaforma Change.org al link: http://chng.it/kthK4Fwk

Storicamente, le persone erano obbligate a iscriversi all’ufficio di collocamento e assunzione per ottenere il libretto di lavoro sul quale si registrava l’esperienza formativa e lavorativa.

Si chiede, quindi, che i periodi di formazione indicati sul libretto di lavoro, fino ad un massimo di 22 mesi, possano essere riscattati a titolo oneroso, come previsto dalla legge.

Ora più che mai che gli incidenti gravi sul lavoro sono all’ordine del giorno è necessario una nuova prospettiva, dare la possibilità di uscire dal lavoro coinvolgerebbe soprattutto coloro al quale la salute non concede più di lavorare con lucidità e con la reattività di un tempo alle quali si sommano anche le particolari situazioni famigliari già precarie che richiedono ulteriori spese per cure e assistenza.

La decisione di buon senso riguarda l’emanazione del summenzionato decreto attuativo, diversamente l’Inps non è posto nelle condizioni di incassare l’importo delle contribuzioni relative ai periodi di formazione di ogni singolo partecipante/richiedente ai corsi professionali di formazione.

Bisogna tener presente le necessità delle persone e metterle nelle condizioni di intervenire nelle priorità della loro vita.

Questo appello viene sottoposto al fine di raggiungere questa meta: quello che è equamente giusto deve divenire giuridicamente fruibile.  

Cordiali saluti e buon lavoro.

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