
In qualità di promotrice della petizione su Change.org, che ha raccolto quasi 2.000 firme, ho aperto l’incontro ricordando le ragioni che hanno dato origine all’iniziativa: la richiesta di maggiore sicurezza, decoro e riqualificazione dell’area della stazione Nomentana e del quadrante di viale Etiopia.
Quell’appello iniziale si è oggi trasformato in una voce collettiva. All’incontro erano infatti presenti numerosi residenti, i principali promotori delle petizioni online (Chiara Togliani ed EtiopiaLab), i referenti della petizione cartacea rivolta al Prefetto, la consigliera municipale Camellini (PD) e la consigliera comunale Masi (FDI).
Il Municipio ha recentemente provveduto, anche a seguito delle petizioni dei cittadini, alla ridipintura del sottopasso e all’installazione di nuove telecamere.
Tuttavia, nonostante la risoluzione approvata nel novembre 2024 sul decoro della stazione Nomentana e di viale Etiopia, non risultano ancora programmati interventi strutturali, quali operazioni periodiche e sistematiche di pulizia dell’area né l’avvio di un tavolo di lavoro per il rifacimento della stazione Nomentana.
La consigliera Camellini ha inoltre comunicato che non sarà possibile procedere con l’installazione di un chiosco-bar nella zona del cosiddetto “giardinetto”, a causa delle dimensioni insufficienti dello spazio.
Nonostante i precedenti tentativi non abbiano prodotto risultati concreti, la consigliera Masi si è resa disponibile a promuovere un incontro con chi di competenza, al fine di evidenziare le criticità della stazione Nomentana anche alla luce dei rilevanti investimenti pubblici sul trasporto ferroviario locale, tra cui il raddoppio della Roma Nord tra Riano e Morlupo (oltre 186 milioni di euro) e il progetto della Metro D.
I residenti e i commercianti del Quartiere Africano, promotori di una petizione cartacea — che verrà inoltrata nei prossimi giorni — segnalano un grave peggioramento delle condizioni di sicurezza e decoro urbano nell’area compresa tra viale Libia, viale Etiopia e via Tripoli, dovuto in particolare a:
- sgomberi poco efficaci, seguiti da ricorrenti ritorni delle stesse situazioni;
- presenza di bivacchi e assembramenti che generano insicurezza, anche in prossimità di scuole e luoghi di culto;
- rifiuti abbandonati e degrado diffuso;
- episodi di comportamenti aggressivi o molesti nei confronti dei residenti;
- aumento dei rifiuti nel quadrante tra piazza Amba Alagi e via Amatrice;
- consumo di alcol in strada e conseguente abbandono di rifiuti;
- incremento di fenomeni di microcriminalità (furti, scippi, spaccio);
- infrastrutture danneggiate, come panchine;
- carenza di illuminazione;
- alberi tagliati e non ripiantumati.
Conclusione
Sul tema della sicurezza, la consigliera capitolina Masi ha confermato la propria disponibilità, una volta inviata formalmente la petizione, a valutare di organizzare incontri istituzionali sul tema con una delegazione di cittadini, affinché le istanze del territorio vengano finalmente portate all’attenzione delle istituzioni competenti.
L’incontro ha ribadito con forza la necessità di passare da interventi episodici a un piano strutturale e coordinato, capace di restituire sicurezza, dignità e vivibilità a un’area strategica della città.