
Buongiorno a tutti,
scrivo innanzitutto per ringraziarvi, le adesioni alla petizione per la riduzione della TaRi hanno abbondantemente superato quota 14.000.
E' stata tradotta in inglese e inviata un paio di giorni fa a numerose testate negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e a Malta. E' in corso la traduzione in francese e in spagnolo, mentre manca ancora un volontario per il tedesco (contattatemi via email o su fb). Le ragioni della diffusione all'estero sono diverse. Aumentare la pressione sull'amministrazione comunale per impedirle che una nuova emergenza venga scaricata impunemente sui cittadini lasciando i rifiuti in strada per mesi. Mostrare al mondo che i romani sono impegnati e determinati nel pretendere dall'amministrazione comunale il rispetto dei suoi obblighi, per loro stessi e per i milioni di turisti che ogni anno visitano la città.
Siamo in un momento delicato, dobbiamo esercitare la massima pressione in tempi brevi, prima della scadenza della prossima rata della Ta.Ri. Superare rapidamente le 15.000 adesioni sarebbe importantissimo, perché la petizione verrebbe considerata dalla piattaforma tra quelle di maggiore successo e messa in maggiore evidenza, con un possibile effetto valanga.
Chiedo dunque a tutti un ulteriore sforzo, sia per la diffusione della petizione attraverso i propri contatti social (pagine FB, Twitter...) sia con il sostegno economico attraverso il sito (i soldi vanno a change.org, non a me!).
Ho letto talvolta sui social una critica molto superficiale, ma forse efficace, secondo cui la nostra iniziativa avrebbe come unico fine pagare meno tasse. Questo aspetto sicuramente c'è. Una tassa non è un'imposta, non finisce in un calderone da cui le autorità prelevano per ogni tipo di politica economica, Una tassa viene pagata come corrispettivo di un servizio, se il servizio è carente, o addirittura scandaloso come a Roma, sono le leggi del nostro Paese (e lo stesso Regolamento comunale!!) a prevederne la riduzione. Un diritto che viene reso inesigibile da ostacoli burocratici messi ad arte. Per questo ci rivolgiamo al Sindaco, perché li rimuova o se ne assuma la responsabilità.
Per il futuro si dovrà pensare a cambiare la legge, con un'iniziativa popolare, in modo che non siano le singole Asl a poter decidere se effettuare i sopralluoghi su richiesta del singolo cittadino per l'eventuale certificazione del pericolo per la salute e per l'ambiente. Tale pericolo, in situazioni di emergenza come quella che abbiamo vissuto tra maggio e luglio 2023 in tutta Roma, va certificato da un'autorità ad hoc per tutti i cittadini interessati, obbligata dalla legge ad intervenire. Basti pensare a questo: se un quartiere è pulito, non significa che chi ci vive non corra un rischio per la salute, salvo non si voglia sostenere che per l'intera durata dell'emergenza non si sia mosso dai dintorni del cassonetto o del bidoncino che normalmente utilizza, né per andare al lavoro, né per una visita medica, né per fare la spesa o portare i figli a scuola, ecc. Ridicolo, no? Eppure ad oggi le cose stanno esattamente così. O la ASL competente, sollecitata dal singolo cittadino (le mie PEC non hanno mai avuto risposta), rilascia un certificato di inizio e fine del pericolo di danno per la salute o l'ambiente relativo all'indirizzo (via e civico) di chi ne ha chiesto l'intervento, o l'AMA non concede la riduzione della TaRi. Ditemi voi se questo è un diritto o se è una presa per i fondelli.
Ma dire che si tratta solo di soldi significa non capire, o far finta di non capire il vero senso dell'iniziativa, denigrarla e diminuirne la portata. Lo scopo principale è pretendere rispetto come cittadini, affermare il diritto inviolabile alla salute e al decoro, il diritto di vivere a Roma senza dover temere di contrarre malattie per l'accumularsi di rifiuti in strada e senza vergognarsi di fronte al Paese e al mondo.
Per quel che mi riguarda la migliore dimostrazione che l'aspetto economico non è quello principale, è l'aver speso a sostegno della diffusione della petizione molto più di quanto potrò mai risparmiare se questa avrà pieno successo. E sto parlando solo di denaro, non di tempo e fatica.
Grazie per quel che avete fatto e per quel che sono certo farete ancora. Uniti si vince, si ottengono sicurezza per la salute, rispetto, decoro, una città di cui si possa essere orgogliosi, degna dell'importanza che il mondo le riconosce e della sua storia, di cui tutti andiamo fieri.
Andrea Imperia