
Riconosciamo i bambini vittime di tutte le guerre con il Nobel per la Pace 2027
Il problema
Mi chiamo Guido Perboli, insegno al Politecnico di Torino e questa causa mi sta a cuore perché nessun bambino vale meno di un altro a seconda del Paese in cui è nato o della guerra di cui è vittima.
Secondo l’UNICEF, nel 2023 oltre 473 milioni di bambini vivevano in aree colpite da conflitti: più di uno su sei nel mondo. Non hanno scelto la guerra, eppure ne pagano le conseguenze. Perdono familiari, case, scuole e la possibilità di crescere al sicuro. Che vivano a Gaza, in Israele, in Ucraina, in Sudan, nella Repubblica Democratica del Congo o altrove, la loro vita ha lo stesso valore.
Per questo chiediamo che il Nobel per la Pace 2027 dia voce ai bambini vittime di tutte le guerre. Vogliamo che chi ha titolo a proporre una candidatura presenti, secondo le regole del Premio, una persona o un’organizzazione il cui impegno concreto per la protezione di questi bambini meriti di essere riconosciuto. Chiediamo al Comitato norvegese per il Nobel di valutare la proposta in piena autonomia.
L’appello nasce su proposta di Antonino Giannone e Guido Perboli, con l’associazione Umanesimo ed Etica per la Società Digitale. La candidatura sarà presentata presso il Comitato Norvegese per il Nobel dal Parlamentare in carica On.le Gianfranco Rotondi con l’assistenza dei Professori Ordinari Guido Perboli (Politecnico di Torino) e
Andrea Borroni (Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”).
Un riconoscimento internazionale può richiamare l’attenzione sulla protezione dei bambini, delle scuole e degli ospedali, sull’accesso agli aiuti umanitari e sul sostegno a chi ha perso la propria famiglia. Può anche dare forza a chi lavora ogni giorno per questi obiettivi.
Firma e condividi questa petizione. Chiediamo insieme che nessun bambino venga dimenticato perché la sua guerra riceve meno attenzione delle altre.

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Il problema
Mi chiamo Guido Perboli, insegno al Politecnico di Torino e questa causa mi sta a cuore perché nessun bambino vale meno di un altro a seconda del Paese in cui è nato o della guerra di cui è vittima.
Secondo l’UNICEF, nel 2023 oltre 473 milioni di bambini vivevano in aree colpite da conflitti: più di uno su sei nel mondo. Non hanno scelto la guerra, eppure ne pagano le conseguenze. Perdono familiari, case, scuole e la possibilità di crescere al sicuro. Che vivano a Gaza, in Israele, in Ucraina, in Sudan, nella Repubblica Democratica del Congo o altrove, la loro vita ha lo stesso valore.
Per questo chiediamo che il Nobel per la Pace 2027 dia voce ai bambini vittime di tutte le guerre. Vogliamo che chi ha titolo a proporre una candidatura presenti, secondo le regole del Premio, una persona o un’organizzazione il cui impegno concreto per la protezione di questi bambini meriti di essere riconosciuto. Chiediamo al Comitato norvegese per il Nobel di valutare la proposta in piena autonomia.
L’appello nasce su proposta di Antonino Giannone e Guido Perboli, con l’associazione Umanesimo ed Etica per la Società Digitale. La candidatura sarà presentata presso il Comitato Norvegese per il Nobel dal Parlamentare in carica On.le Gianfranco Rotondi con l’assistenza dei Professori Ordinari Guido Perboli (Politecnico di Torino) e
Andrea Borroni (Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”).
Un riconoscimento internazionale può richiamare l’attenzione sulla protezione dei bambini, delle scuole e degli ospedali, sull’accesso agli aiuti umanitari e sul sostegno a chi ha perso la propria famiglia. Può anche dare forza a chi lavora ogni giorno per questi obiettivi.
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Petizione creata in data 7 ottobre 2026