
Gentili tutti,
nei giorni scorsi un velo di neve ha pietosamente nascosto il nastro d'asfalto e provvidenzialmente imposto la sospensione dei lavori.
Il vostro supporto ha fatto sì che la stampa dedicasse la giusta attenzione a quanto accaduto, con articoli apparsi su Piacenzaonline e sulla Libertà. Anche l'Amministrazione Comunale di Ferriere ha pubblicato un Comunicato in risposta alle numerose segnalazioni ricevute.
Un piccolo gruppo di firmatari di questa petizione, cercando di interpretare i pensieri e i sentimenti dei più, si è a lungo interrogato sulle parole più corrette per rispondere, costruttivamente, al Comunicato dell'Amministrazione, in merito al quale è opportuno chiarire alcuni punti che non possono essere banalizzati.
Pur riconoscendo il grande valore umano e sociale dei coltivatori ancora presenti sul territorio, infatti, le scelte strategiche di un Comune non possono fondarsi su una narrazione semplicistica. La salvaguardia delle attività agricole va sostenuta e rispettata, ma deve essere contemperata con un’altra, non secondaria, risorsa del territorio: la sua attrattività turistica.
Selva, come altri borghi di Ferriere e altre realtà montane, vive anche grazie alla capacità di richiamare visitatori che ne sostengono l’economia e ne mantengono viva l’identità. Interventi che snaturano il paesaggio e compromettono la coerenza architettonica indeboliscono una importante leva di sviluppo: la valorizzazione del territorio.
La lista che sostiene l’attuale Amministrazione ha richiamato col proprio nome - Ferriere Radici e Futuro - l’importanza delle radici, delle tradizioni locali che devono essere valorizzate, proiettandole verso prospettive future. Per questo, l’intervento appare più come un errore di valutazione che come una scelta consapevole. D'altra parte, l’avvio dei lavori in un periodo inadatto, l'assenza di un avviso pubblico e il coinvolgimento solo parziale dei residenti sembrano non rispecchiare un processo di pianificazione pienamente efficace e trasparente.
Oltre a risultare incompatibile sotto il profilo paesaggistico, la scelta dell’asfalto è discutibile sotto il profilo tecnico ed economico. Il nuovo bitume, infatti, porterà a maggiori costi di manutenzione nel medio periodo, con aggravio di spesa pubblica: il vecchio selciato è molto durevole e richiede rari interventi manutentivi, mentre i ripristini del nuovo bitume saranno frequenti, con rappezzi che danneggeranno ulteriormente l’immagine del paese. Inoltre, in carenza di una salatura regolare, la superficie bituminosa comporterebbe rischi di caduta e incidenti in inverno, con conseguenze sulla sicurezza di cittadini e visitatori.
La scarsità di risorse non può essere una giustificazione, al contrario, dovrebbe spronare l'Amministrazione nel reperimento dei fondi, spingendola a sviluppare una capacità propria di progettazione e un'interlocuzione collaborativa con enti pubblici sovraordinati. La mancanza di soluzioni più rispettose del contesto non è un destino inevitabile, ma il risultato di scelte politiche e gestionali che devono essere ben ponderate e rese trasparenti a tutta la comunità.
Selva non è un paese marginale, tristemente raccolto attorno alle ultime luci rimaste accese. Selva è una realtà vivace, il cui respiro e battito sono legati al ritmo delle stagioni. Selva è un patrimonio condiviso da una comunità diffusa che porta con sé sempre nuove risorse. Le scelte pubbliche devono riflettere questa realtà complessa, con interventi rispettosi della storia e del paesaggio, capaci di sostenere sia le esigenze e i diritti dei residenti sia la vocazione turistica che dà senso e prospettiva al territorio.
Confidiamo che l’Amministrazione, riconosciuto l’errore, intervenga per rimediare.
Ringraziamo i firmatari e quanti ancora vorranno unirsi alla richiesta.
Con rispetto e determinazione.