
Richiedere revisione dell'obbligo di frequenza universitaria
Il problema
L'introduzione dell'obbligo di frequenza pari al 60% per gli insegnamenti del Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive (L-22) dell'Università degli Studi di Foggia sta creando gravi difficoltà a numerosi studenti, in particolare a chi lavora o risiede lontano dalla sede universitaria.
La rigidità di questo requisito rende estremamente difficile conciliare gli impegni lavorativi, spesso indispensabili per sostenere le spese personali e universitarie, con gli orari delle lezioni e le difficoltà legate ai trasporti. Il rischio concreto è che molti studenti, pur essendo regolarmente iscritti e intenzionati a proseguire il proprio percorso formativo, non possano raggiungere la percentuale minima di frequenza richiesta e siano di conseguenza impossibilitati ad accedere agli esami.
Il problema non riguarda la volontà di sottrarsi agli obblighi didattici, ma l'assenza di adeguate misure di flessibilità e strumenti compensativi per garantire pari opportunità a tutti gli iscritti. Si chiede pertanto all'Università di intervenire affinché il diritto allo studio sia effettivamente garantito anche agli studenti lavoratori e pendolari, senza costringerli a rinunciare agli studi o a prolungare forzatamente il percorso universitario.

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Il problema
L'introduzione dell'obbligo di frequenza pari al 60% per gli insegnamenti del Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive (L-22) dell'Università degli Studi di Foggia sta creando gravi difficoltà a numerosi studenti, in particolare a chi lavora o risiede lontano dalla sede universitaria.
La rigidità di questo requisito rende estremamente difficile conciliare gli impegni lavorativi, spesso indispensabili per sostenere le spese personali e universitarie, con gli orari delle lezioni e le difficoltà legate ai trasporti. Il rischio concreto è che molti studenti, pur essendo regolarmente iscritti e intenzionati a proseguire il proprio percorso formativo, non possano raggiungere la percentuale minima di frequenza richiesta e siano di conseguenza impossibilitati ad accedere agli esami.
Il problema non riguarda la volontà di sottrarsi agli obblighi didattici, ma l'assenza di adeguate misure di flessibilità e strumenti compensativi per garantire pari opportunità a tutti gli iscritti. Si chiede pertanto all'Università di intervenire affinché il diritto allo studio sia effettivamente garantito anche agli studenti lavoratori e pendolari, senza costringerli a rinunciare agli studi o a prolungare forzatamente il percorso universitario.

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Petizione creata in data 30 ottobre 2026