Petition updateRESTITUIRE IL LIBERO ATTRAVERSAMENTO DE "L'ANTICO VIALE" AI CITTADINI DI MARSALALa questione personale della dottoressa Occhipinti.
Antonino AiutoMarsala, Italy
Apr 5, 2025

La chiacchierata in call conference audio avvenuta con la dottoressa Occhipinti dalla stanza del Sindaco e alla presenza di ben sei persone delle delegazioni presenti, dopo un confronto anche acceso si chiudeva con un: “Va bene, allora presentatemi un progetto” che nessuno di noi, naturalmente, si era permesso di “socializzare” per ovvio garbo istituzionale e umano.

Per ciò stesso mi pare – lo dico senza mezzi termini – enormemente scorretta la sortita a mezzo stampa della direttrice Anna Occhipinti, casualmente a stretto giro di posta dal comunicato del Comune. E chiarendo innanzitutto che mi assumo la totale paternità di queste mie parole, non posso evitare di commentare le divertenti considerazioni affidate dalla Occhipinti alla sua replica. 

«Non mi sembra una buona idea, per più di una ragione – spiega Anna Occhipinti - perché sarebbero vanificati gli sforzi fatti dall’Amministrazione Regionale per conferire aulicità e dignità a un  monumento archeologico prestigioso quale è l’antica Plateia Aelia, fulcro del Parco di Lilibeo, diventando da luogo da conoscere per apprezzarne il valore documentale ad area da attraversare o dove passeggiare».

Non so, sinceramente, se in questi sforzi di aulicità e dignità rientri l’elettrizzante “Caccia al Tesoro” organizzata per scoprire le bellezze del Museo e del Parco venerdì 4 aprile, con ricchi premi e cotillon che, altrove, metterebbero a disagio persino splendide statue di marmo abituate da millenni, senza scomporsi, a mostrare la loro nudità in pubblico.

«Impossibile sarebbe poi esercitare il controllo su un così lungo tratto». Dichiarazione che mette immediatamente sul tavolo un ulteriore interrogativo: quindi chi è oggi che esercita questo controllo, visto che, al costo di 4,00 euro è attualmente possibile accedere all’area e non v’è peraltro alcuna certezza che i turisti decidano di presentarsi alla spicciolata?

 «E men che meno da parte di personale estraneo, messo temporaneamente a presidio dall’Amministrazione comunale, su cui noi non avremmo alcuna autorità». Strano concetto giuridico e relazionale questo della Occhipinti, visto che dovrebbe saper bene che i dipendenti pubblici distaccati ad altra Amministrazione sottostanno alle direttive di quest’ultima e non di quella di provenienza. Ma poi ancora più curioso mi appare questo manifesto di “estraneità” rispetto a un’Amministrazione comunale quando, conscia di non poter ottemperare proficuamente a tutti le incombenze delle varie aree archeologiche cittadine, la stessa direttrice ha opportunamente affidato agli splendidi ragazzi di Archeofficina la gestione di intere aree del nostro patrimonio. Splendidi ragazzi ma che, ricordiamolo, a differenza del comune, sono una cooperativa privata della provincia di Palermo. Ma forse quello che ci vuol suggerire la dottoressa è che non ci sente così vicini e affidabili noi marsalesi, chissà se addirittura meritevoli di tanta bellezza nel nostro territorio.

«Personale che dovrebbe ruotare, alternandosi in complicati turni di lavoro». E oggi chi lo fa se, in un sol colpo, arrivano improvvisamente due o tre pullman di scolaresche?

«E chiunque potrebbe addentrarsi nel Parco”, “con grave nocumento per le casse dell’erario regionale».

Quest’ultimo punto è stato, effettivamente quello nel quale gli animi si sono più accesi, giacché non si è riuscito a partire da dati certi, almeno fino a quando non sono stato io stesso a fornirli alla dottoressa al telefono:

«Secondo gli ultimi dati disponibili (2021) ci dicono che il Parco archeologico di “Castelvetrano-Selinunte” h visto la presenza di oltre 100.000 visitatori, così come quello di “Calatafimi-Segesta”, per oltre 500.000 euro di incassi per ciascuno di essi. Oltre 21.000 visitatori per il Satiro danzante di Mazara del Vallo, con incasso annuale di circa 100.000 euro, mentre l’intero complesso lilibetano (Nave Punica, Parco, Villa Romana, Necropoli e Plateia Aelia) ferma a circa 18.000 presenze con un incasso di soli 38.000 euro». Quindi il Parco Lilibeo-Marsala rende 2,10 euro per visitatore, contro i ben 4,76 euro per visitatore del solo Museo del Satiro nella vicina Mazara.

E a questi numeri, la direttrice Anna Occhipinti rispondeva incredibilmente che questi numeri «esulavano dalla sua responsabilità». Può anche darsi, per carità, ma allora è anche più chiaro come al PALM avremmo bisogno di un/una manager e non di un funzionario o funzionaria, benché di alto livello. Perché anche visto genericamente, il modello attuale di gestione del Parco appare assai lontano dal giustificare non solo la chiusura dell’Antico Viale ma anche la non rinuncia a un biglietto di 4 euro per il solo attraversamento, evidentemente di non grande appeal, se è vero che subito dopo la stessa avrebbe faticosamente confermato che i numeri annuali del biglietto da 4,00 euro venduto per attraversare l’area erano pressappoco questi: circa 2.000 biglietti annuali interi e quasi 400 biglietti ridotti.

Insomma, «non arriviamo neanche a 9.000 euro di incasso facilmente rimpinguabili dal Comune, da una sponsorizzazione o da una colletta di cittadini, a fronte dell’attuale organizzazione del servizio da parte del Palm», conclusi allora io, poco prima di sentirmi rispondere la fatidica frase: «Va bene, allora presentatemi un progetto!» E, ringraziata la dottoressa per la seppur timida apertura, ci siamo messi subito al lavoro per suggerire alle istituzioni comunali una proposta embrionale di progetto che avremmo voluto discutere con la Occhipinti. Ma evidentemente dovevamo ancora scoprire di aver ascoltato soltanto una “bugia”. Grave, umanamente, ancor più se trattasi di un funzionario pubblico.

Infine, lasciatemi dire una cosa sulla sicurezza delle ore notturne, quando – a sentire la dottoressa – l’area «potrebbe essere liberamente anche vandalizzata».

Cosa impedisce attualmente che lo sia? Quella orribile griglia di metallo che cinge tutto il Parco? È appena un ostacolo per me, 51 anni e non certo ormai una vita da atleta, figuriamoci per dei malintenzionati di mestiere o per chi deve nascondere temporaneamente in una fratta oltre la recinzione della refurtiva o della droga. Ma alla dottoressa, che pure nel suo passato ha lavorato per il demanio, sfugge altresì che proprio l’utilizzo accorto e probo ma vitale dei paesaggi allontana i malintenzionati, preserva il patrimonio da un certo inaridimento, evita che i siti diventino paesaggi di cartapesta, plastici da Porta a Porta, “pietre” senza vita e storia. E poi, se le ore notturne creavano questo grande scandalo, perché accettare un finanziamento per l’illuminazione notturna? Tanto per spendere i soldi dei cittadini? Per far fare una passeggiata notturna a qualche illustre ospite più importante di noi semplici cittadini? Per vedere l’effetto che fa un lampione nuovo di zecca da tenere poi spento? O pensa, la dottoressa, di illuminare l’area, consumando energia elettrica e quindi denaro dei cittadini, poi sbarrando agli stessi il passo in una calda serata di giugno o agosto?

«A fronte degli alti rischi, insomma davvero pochi, anzi nessuno sarebbe il vantaggio che ne ricaverebbe il Parco».

Cara direttrice, mi perdoni, so che lei non vuol dire davvero questo, ma io nelle sue parole continuo a sentire accenti di gestione personale e quasi privata di una cosa che appartiene ai cittadini marsalesi e che alla Regione è solo dato compito di gestire nell’interesse di tutti i cittadini: insomma, il Parco non può sempre ricavare vantaggi contro l’interesse territoriale, sennò diventa un ostacolo e non una risorsa della città. Il Parco non deve fare utili in sé ma deve aiutare la città di Marsala e le attività economiche di Marsala a trarre benefici culturali ed economici dall’aver generosamente ceduto ampi pezzi di territorio alla doverosa ricerca scientifico-archeologica in questo lembo di Sicilia. In caso contrario, continuerete solo ad allontanare sempre di più i cittadini da questa sacrosanta esigenza di ricerca, spaventando chiunque dovesse trovare anche un piccolo reperto nel giardino di casa per una vostra endemica tendenza a chiudere, bloccare e imbalsamare.

«E anche la cittadinanza non ne avrebbe grande giovamento se le maglie larghe degli accessi producessero danni irreversibili al patrimonio, sporco e magari pieno di bottiglie di birra lasciate ai bordi del percorso dopo una divertente serata in pizzeria non sarebbe di certo un bel biglietto da visita per la città agli occhi dei tanti turisti e ci esporrebbe ad attività di pulizia straordinarie, quando a stento riusciamo a garantire l’ordinario».

Cara dottoressa, esiste la vigilanza, offertale dal Comune e la possibilità di vietare il passaggio con bibite, gelati o cibi a cittadini e visitatori a qualsiasi ora del giorno o della notte.

La verità, cara dottoressa, è che ormai chiaro come la sua posizione non abbia nulla di scientifico ma, tutt’al più, si sia trasformata per lei in una sorta di questione personale assunta contro i cittadini marsalesi e le attività circostanti il Parco. Per me no, rimane una questioni di civiltà e di gestione finalmente moderna del nostro patrimonio. Ma da oggi la battaglia si rilancia con ulteriori iniziative, anche presso le autorità regionali.

Copy link
WhatsApp
Facebook
Nextdoor
Email
X