

Ci avviciniamo alle 150 firme (149, attualmente), il traguardo delle 200 firme (che corrisponde a un range di circa 300 adesioni, ma purtroppo non tutti si accorgono o ricordano di cliccare "conferma" alla mail ricevuta in seguito) è il traguardo che si vede finalmente all'orizzonte per consegnare questo piccolo iniziale patrimonio alle Istituzioni, al Comune per spingerlo a non demordere e a insistere, al Parco Archeologico per fare uno sforzo di comprensione che le pur indiscutibili esigenze di salvaguardia e cura dei beni non possono giungere a imbalsamare un'intera porzione di città.
Siamo nel 2025, se è possibile attraversare la via Appia o la via dei Fori Imperiali a Roma addirittura con autobus e automobili, figuriamoci se non ci sarà un modo per rendere fruibile la passeggiata dell'ANTICO VIALE che scorre accanto splendide rovine. È quello, d'altronde, che rende diverso un "parco" archeologico da un museo: la possibilità che esso, anche non visitandolo, venga a completare il panorama naturale della città. Oggi è, con tutto il rispetto, un "recinto". E noi siamo cittadini "liberi" che mal sopportano gli steccati, soprattutto quando inutili o esageratamente alti.
Faccio sommessamente notare, inoltre, che abbiamo bisogno che tutto ciò che della città è prospiciente al mare venga utilizzato e vissuto dai nostri cittadini e da qualsiasi visitatore, turistico o per lavoro che sia. È una delle nostre ricchezze il mare, non dobbiamo aver paura di affacciarci a esso da qualsiasi punto della città.
Grazie infinite.
Ninny Aiuto