abolire gli ordini professionali


abolire gli ordini professionali
Il problema
Riporto quanto gia ampiamente diffuso sulla rete sul perchè è necessario abolire gli ordini professionali. <<Non solo o non tanto per il fatto che gli organismi professionali europei non hanno nulla in comune con gli Ordini italiani, quanto perché sono in contrasto con la nostra Costituzione. Infatti, la obbligatorietà della iscrizione agli Albi, introdotta con la legge “razziale” n.897 del 25 aprile 1938, viola palesemente l'art. 18 della Costituzione sul diritto di tutti i cittadini di associarsi liberamente.La inutilità degli Ordini deriva dai compiti assegnatigli dalle leggi istitutive. La “tenuta degli Albi" può essere affidata, più convenientemente, a un ufficio comunale presso il quale verificare, quando necessario, la sussistenza della laurea e dell'abilitazione all'esercizio della professione. Il “rilascio dei pareri sulle parcelle" non ha praticamente alcuna efficacia dal momento che la Committenza pubblica e privata e la stessa magistratura non hanno mai considerato vincolanti le tariffe professionali.>>.Le norme "deontologiche" applicate negli ordini sono puramente formali in quanto non trovano reale applicazione.La banalità dei compiti afffidati agli ordini professionali creano solo frustrazioni ai componenti provinciali e nazionali. si occupano sempre più spesso occupati in attività culturali, feste, mostre, celebrazioni, congressi, pareri su bandi di concorsi e partecipazione a commissioni giudicatrici e commissioni urbanistiche ed edilizie comunali e provinciali. Attività per le quali gli Ordini non hanno alcuna "competenza" derivante da leggi, norme e regolamenti. Ma fanno di più e di peggio. Grazie alla discrezionalità di “stabilire le quote associative” si sono attribuiti stipendi e remunerazioni varie, di dubbia legittimità.
Amato Prudente

Il problema
Riporto quanto gia ampiamente diffuso sulla rete sul perchè è necessario abolire gli ordini professionali. <<Non solo o non tanto per il fatto che gli organismi professionali europei non hanno nulla in comune con gli Ordini italiani, quanto perché sono in contrasto con la nostra Costituzione. Infatti, la obbligatorietà della iscrizione agli Albi, introdotta con la legge “razziale” n.897 del 25 aprile 1938, viola palesemente l'art. 18 della Costituzione sul diritto di tutti i cittadini di associarsi liberamente.La inutilità degli Ordini deriva dai compiti assegnatigli dalle leggi istitutive. La “tenuta degli Albi" può essere affidata, più convenientemente, a un ufficio comunale presso il quale verificare, quando necessario, la sussistenza della laurea e dell'abilitazione all'esercizio della professione. Il “rilascio dei pareri sulle parcelle" non ha praticamente alcuna efficacia dal momento che la Committenza pubblica e privata e la stessa magistratura non hanno mai considerato vincolanti le tariffe professionali.>>.Le norme "deontologiche" applicate negli ordini sono puramente formali in quanto non trovano reale applicazione.La banalità dei compiti afffidati agli ordini professionali creano solo frustrazioni ai componenti provinciali e nazionali. si occupano sempre più spesso occupati in attività culturali, feste, mostre, celebrazioni, congressi, pareri su bandi di concorsi e partecipazione a commissioni giudicatrici e commissioni urbanistiche ed edilizie comunali e provinciali. Attività per le quali gli Ordini non hanno alcuna "competenza" derivante da leggi, norme e regolamenti. Ma fanno di più e di peggio. Grazie alla discrezionalità di “stabilire le quote associative” si sono attribuiti stipendi e remunerazioni varie, di dubbia legittimità.
Amato Prudente

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 3 aprile 2014