CXXVIIO: Ripristino ed esaurimento delle graduatorie concorsuali

CXXVIIO: Ripristino ed esaurimento delle graduatorie concorsuali

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Comitato Nazionale XXVII Ottobre ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Renato Brunetta (Ministro per la Pubblica Amministrazione) e a

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione      

Onorevole Renato Brunetta

 

Illustre Sig. Ministro,

Ci appelliamo a Lei, nella Sua qualità di Ministro per la Pubblica Amministrazione, per invocare un Suo intervento di modifica delle politiche di reclutamento del personale nella Pubblica Amministrazione fin qui condotte, in particolare negli ultimi anni.

In data 06 novembre 2020 il Dipartimento della Funzione Pubblica, con propria nota prot. n. 71057, ha avviato una ricognizione delle graduatorie concorsuali disponibili per il reclutamento di personale presso le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

Alla data del 03 febbraio 2021, su circa 10mila pubbliche amministrazioni censite dall’Istat e contenute nell’elenco delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato individuate ai sensi dell’articolo 1, comma 3 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 e ss.mm. (Legge di contabilità e di finanza pubblica), hanno risposto alla richiamata rilevazione solamente 450 amministrazioni per un totale di 1708 graduatorie di concorso. All’interno di queste ultime, sussistono ancora 703 vincitori da assumere e 9000 idonei per eventuale assunzione.

Alla luce di ciò, pur tenendo conto del limitato riscontro, si può sostenere che, ad oggi, potremmo avere un numero di idonei che oscilla tra le 9mile unità censite e le 10mila.

Tale dato si basa sul numero iniziale degli idonei presenti nelle graduatorie vigenti alla data del 31.12.2018 (ultimo anno in cui si era in presenza di un allineamento tra elenchi) e che ammontava a circa 150mila unità.

Successivamente, con la legge di Bilancio per il 2020, il legislatore ha inteso innalzare l’asticella di partenza da cui si iniziavano a conteggiare le graduatorie (30 settembre 2003) per portarla al 01 gennaio 2011, tagliando quasi a metà il bacino degli idonei: si è quindi passati dai precedenti nominali 150mila a circa 80 mila.

Con medesimo veicolo normativo, il Governo ha proceduto ad articolare secondo un principio di gradualità la scadenza delle varie graduatorie sopravvissute al taglio, ripartendole come di seguito:

·       graduatorie approvate nel 2011: validità fino al 30/03/2020 con obbligo di frequenza per gli idonei a corsi di formazione e aggiornamento e al superamento di un esame-colloquio di idoneità;

·       graduatorie approvate dal 2012 al 2017: validità fino al 30/09/2020 senza condizioni specifiche per gli idonei;

·       graduatorie approvate dal 2018 al 2019: validità per 3 anni dall’approvazione della graduatoria ed anche in questo caso non sono previste condizioni specifiche per gli idonei.

Pertanto, allo stato attuale, stante l’ultima scadenza intervenuta in data 30 settembre 2020, non vi sono più graduatorie riconducibili al periodo di maggiore impatto delle norme sulla contrazione della percentuale del turnover, dei tagli lineari alle dotazioni organiche e dei piani di rientro previsti per gli enti locali, ma solamente quelle in regime di vigenza (2018 in poi) che, nei fatti, giustificherebbero la stima sopra dichiarata.

Fin qui il dato meramente tecnico.

Vi è poi tutta una serie di valutazioni più politiche che, negli ultimi anni, hanno portato il legislatore a voler ridurre, azzerandolo, il vecchio bacino delle graduatorie.

La prima si basa sostanzialmente sulla asserita obsolescenza delle graduatorie, ovvero sul fatto che, passati numerosi anni dalla loro approvazione, seppur inutilizzate pienamente per gli interventi normativi sopra richiamati, i vincitori e gli idonei inseriti nelle stesse potrebbero aver perso quella preparazione e quella competenza che ne era alla base all’atto della originaria bandizione: ergo, occorre iniziare una nuova stagione concorsuale!!!

Altra motivazione, questa volta più giuridica che ipotetica, era quella legata all’assenza di diritto soggettivo in capo al concorrente dichiarato idoneo non vincitore che, al massimo, poteva avanzare una mera aspettativa o un interesse legittimo. A tale ultimo riguardo, spesso dimenticando la legge 125 del 2013 (cd. legge D’Alia), che normando la giurisprudenza espressa dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 14 del 2011, aveva precedentemente riconosciuto un vero e proprio diritto all’idoneo di graduatorie approvate successivamente al 01 gennaio 2007, tanto da porre un divieto all’avvio di nuove procedure concorsuali per profili simili, anche secondo un principio di equipollenza, se presenti in graduatorie vigenti di vincitori o idonei.

Purtroppo, l’assenza di visione politica, accompagnata da discutibili interventi normativi atti solamente a modificare parzialmente le leggi in vigore – si pensi, ad esempio, alla cancellazione della legge sull’interscambiabilità delle graduatorie tra amministrazioni (art. 3 comma 61 della legge 24 dicembre 2003 n. 350) operata sulla legge 125/2013 e non già sulla legge originaria – hanno prodotto dei mostri giuridici che difficilmente si è riusciti a sistemare.

È un esempio evidente la situazione dei cd. vincitori ed idonei precarizzati, ovvero di coloro che pur inseriti in graduatorie per assunzioni a tempo indeterminato, sono stati assunti a tempo determinato (la già citata legge D’Alia lo prevedeva), ma che, per mancanza di proroga, hanno visto scadere la loro graduatoria perdendo il “diritto” ad essere assunti a tempo indeterminato ed entrando di merito e, perché no, di diritto nel limbo del precariato a tempo determinato.

A tutto ciò, che per ragioni di sintesi non si è voluto approfondire, ci sarebbe da aggiungere quello che è lo stato attuale della forza all’interno delle varie pubbliche amministrazioni.

Solamente comparando i due dati storici (idonei al 31.12.2018 e carenze organiche delle PA) si ha la reale portata del danno causato alla tenuta del sistema dei servizi pubblici per mano di scelte politiche scellerate e prive di qualsivoglia logica. Probabilmente, l’unica motivazione che si può rinvenire a monte di tutte le iniziative legislative fin qui messe in campo è quella legata alla cd. macchina dei concorsi.

È di tutta evidenza come, da anni, si stia cercando di accentrare tutte le procedure concorsuali all’interno di un unico soggetto (RIPAM - Formez) al fine di avviare una campagna concorsuale (v. sopra) in grado di operare un radicale cambio generazionale all’interno delle pubbliche amministrazioni.

Purtroppo, a causa della crisi epidemiologica che sta colpendo l’intero pianeta, ma potremmo dire anche ben prima di questo tragico evento, il promesso ricambio non è mai decollato, anzi. Ed a nulla è valsa la pseudo soluzione messa in campo dalla ex Ministra per la Pubblica Amministrazione di prevedere un massimo di 30 partecipanti per sede o sessione di esame al fine di far ripartire quella stessa macchina che tutti danno per morente.

Nel frattempo, la crisi occupazionale aumenta e con essa anche la grave carenza organica di tutti i profili, anche dirigenziali, in capo alle singole amministrazioni, costrette, in assenza di interventi rapidi ed efficaci (piano straordinario di assunzioni) a dover arretrare il proprio perimetro a danno dei servizi resi ai cittadini/utenti.

Tuttavia, nonostante la dichiarata ostilità di parte della politica a voler recuperare le graduatorie scadute, abbiamo ipotizzato varie soluzioni che, partendo proprio dal recupero, vadano a ripristinare un bacino di persone cui poter rapidamente attingere nelle more della ripartenza concorsuale.

Tra i vari passaggi da mettere in campo vi sono:

1.   Proroga retroattiva di tutte le graduatorie vigenti al 31.12.2018 cancellate dalla legge 145 del 2018 – su tale aspetto vi sono/vi sono state numerose proposte emendative alla legge di Bilancio per il 2021 ed al DL Milleproroghe 2021;

2.   Censimento di tutti i vincitori e gli idonei ancora interessati mediante apertura, da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica, di un interpello nazionale, con domanda online, che contenga l’indicazione dei dati del soggetto, della graduatoria di appartenenza, qualifica e professionalità oggetto del concorso e contestuale dichiarazione di immediata disponibilità;

3.   Progetto di assorbimento a stralcio dei vincitori e degli idonei rilevati attraverso il predetto interpello da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica in apposito portale web, trasparente e visibile a tutti i cittadini, finalizzato a favorire l’incontro tra domanda/fabbisogno delle Pubbliche Amministrazioni e offerta/disponibilità dei vincitori e degli idonei. Il tutto gestito da una centrale unica (RIPAM – Formez ?)

Sia chiaro, nessuno vuole accedere all’idea che ci si trovi in presenza di un meccanismo esclusivo rispetto ad altre forme di reclutamento tra cui anche nuovi concorsi.

La convinzione, suffragata dai dati emersi nel corso di questi lunghi anni e più volte denunciati dalle organizzazioni sindacali, è che il ripristino, la proroga e l’esaurimento delle graduatorie concorsuali (vigenti e scadute) è solamente un piccolissimo sostegno all’emorragia di personale pubblico.

Recuperare le graduatorie con le modalità sopra descritte sarebbe una operazione a costo zero che permetterebbe di dirottare altrove i soldi del Recovery verso altri ed altrettanto importanti interventi riparatori.

L’auspicio è che la presente proposta possa essere presa in considerazione ed attuata sotto il patrocinio del Suo Dicastero, proprio per fronteggiare la grave carenza di personale nelle Pubbliche Amministrazioni, stante anche la difficoltà di procedere allo svolgimento di concorsi a causa della pandemia in atto, e ridando così dignità a vincitori e idonei non assunti, utilmente collocati in graduatorie di pubblici concorsi, ingiustamente cestinate senza alcuna considerazione del capitale umano, già selezionato, disponibile subito, a costo zero per lo Stato.

Confidiamo in una Sua valutazione favorevole, e Le chiediamo sin da ora un incontro con le nostre delegazioni per poter sottoporre, dettagliatamente, il nostro progetto.

Con i più cordiali saluti

                                                      Comitato Nazionale XXVII Ottobre

 

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