Beni culturali di Sicilia: FERMIAMO LA DERIVA

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Beni culturali di Sicilia:

FERMIAMO LA DERIVA

L’autonomia della Regione Sicilia nel campo dei beni culturali e paesaggistici è stata fino a oggi un’occasione sprecata in gran parte a causa delle responsabilità delle classi dirigenti che si sono avvicendate alla guida del settore.

La Regione non ha mai elaborato una strategia organica capace di mettere insieme tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, partecipazione democratica dei cittadini, educazione delle giovani generazioni.

La Regione non ha saputo includere le nuove figure professionali, sebbene già formate dal sistema universitario nazionale, a risposta delle nuove esigenze del settore.

Il risultato è che oggi i beni culturali di Sicilia rischiano di essere considerati, anche dai cittadini, solo un semplice mezzo per fare cassa nel mercato del turismo di massa basato sullo sfruttamento intensivo dei monumenti.

I parchi e i musei della Regione non sono adeguati a comunicare con il pubblico del nuovo millennio, né ai bambini, né ai giovani, né tantomeno ai diversamente abili. Le esperienze positive che esistono sono realizzate da enti locali, da privati o da singoli funzionari ed esulano dal generale sistema regionale con il quale spesso non riescono neppure a dialogare.

La quotidiana “emergenza” dei beni culturali siciliani viene tamponata quasi esclusivamente mediante l’utilizzo del volontariato che, pur essendo pratica onorevole ed essenziale, non può supplire a mancanze oggettive e concrete di cui si dovrebbe occupare in modo serio, ragionato e consapevole la Regione Sicilia inserendo personale professionalmente competente.

Che fare?

La risposta è già presente nel codice dei Beni Culturali e nel testo madre dello Stato italiano. L’art. 9 della Costituzione Italiana, infatti, indica chiaramente la soluzione: 

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Tutti noi che sottoscriviamo questo documento amiamo il patrimonio culturale di Sicilia, non vogliamo rassegnarci e restare silenziosi spettatori di una deriva che riteniamo vada subito fermata, non vogliamo essere complici di un paradigma che mira all’autoconservazione di un sistema ormai al collasso. 

Tutti noi che sottoscriviamo questo documento pensiamo che il patrimonio culturale rappresenti la nostra identità, memoria del nostro passato e base del nostro futuro e che sia dovere della Regione Sicilia elaborare in tempi brevi un efficace piano di tutela e valorizzazione, rimuovendo anche al suo interno le fortissime resistenze all’innovazione che oggi impediscono di fatto la crescita del settore.

Tutti noi che sottoscriviamo questo documento pensiamo che tale piano non debba essere elaborato nel chiuso delle stanze dell’Assessorato, ma debba prevedere forme organizzate di partecipazione dei cittadini che siano anche un momento diffuso di sensibilizzazione.

Tutti noi che sottoscriviamo questo documento pensiamo che la Sicilia abbia bisogno:

·        di concepire la cultura come un servizio pubblico essenziale anche per la crescita del cittadino

·        di puntare su un turismo culturale sostenibile

·        di attrezzarsi professionalmente per accedere ai fondi europei

·        di “svecchiare il sistema” dei beni culturali adattandolo alle necessità dei tempi attuali, anche con una revisione legislativa

·        di permettere alle nuove generazioni professionali di essere parte integrante di questo processo di innovazione anche attraverso nuove modalità di cooperazione tra gli enti pubblici e tra essi e i soggetti privati

·        di valorizzare le realtà private che custodiscono importanti fette del patrimonio

Tutti noi che sottoscriviamo questo documento CHIEDIAMO alla Regione Siciliana di tenere in considerazione i suoi contenuti.



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