Appello per salvare le oasi palustri ravennati

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Il convegno “Le Oasi palustri ravennati, un paesaggio instabile e minacciato”, organizzato il 23 novembre 2018 dal Comune di Ravenna e dalla Unione Bolognese Naturalisti (con la Federazione Nazionale Pro Natura) ha ampiamente documentato lo stato di degrado delle aree palustri a nord della città di Ravenna (Punte Alberete, Valle della Canna, Bardello), che sono state a lungo un serbatoio straordinario di biodiversità per le piante e gli animali delle acque interne italiane. Tale status eccezionale era sancito dal riconoscimento di zona umida dì importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, nonché di Sito di Interesse Comunitario (SIC), come tale tutelato a livello europeo. Tuttavia, col trascorrere del tempo si sono manifestati e poi acuiti vari fenomeni che hanno portato a un progressivo mutamento delle condizioni dell’area: dalle difficoltà di approvvigionamento e ricambio idrico alla risalita del cuneo salino, dall’abbassamento del suolo alla presenza ormai stabile (o prevalente) di elementi di faune e flore esotiche, fino alla scomparsa di molte specie autoctone animali e vegetali spesso rare e alla visibile trasformazione del paesaggio stesso.

Non si può accettare il protrarsi e il peggiorare, in assenza di interventi, della situazione di queste Valli, che ne potrebbe perfino comportare la dequalificazione e la perdita di status a livello europeo. Occorre mettere in atto con urgenza provvedimenti in grado di arrestare e invertire, per quanto ancora possibile, i fenomeni degradativi in atto attraverso uno sforzo comune delle Amministrazioni (a partire da Regione, Parco del Delta, Comune di Ravenna) e di altre istituzioni, con il sostegno dei cittadini e delle loro associazioni. Facciamo dunque appello a tutte le autorità competenti affinché:

-          si costituisca quanto prima, a partire dal “tavolo” già istituito dal Comune, un gruppo ristretto di esperti che – una volta aggiornato e completato il quadro conoscitivo ambientale - metta a punto un progetto di miglioramento e ripristino delle condizioni idrauliche ed ecologiche dell’area;

-          si dia pratica esecuzione agli interventi previsti dal Piano di gestione, eventualmente aggiornandolo e integrandolo, compreso il diritto di prelievo di acque dal fiume Lamone;

-          si esamini la possibilità di recuperare nuove aree vallive nella zona;

-           si affronti concretamente il nodo delle risorse economiche, anche con iniziative innovative di respiro nazionale ed europeo;

-          si conferisca la gestione ordinaria delle Valli a soggetti qualificati ed affidabili verificando periodicamente i risultati;

-          si dia quindi avvio senza indugio alla fase operativa e alle opere necessarie.

Confidiamo che il presente appello sia responsabilmente accolto dalle Istituzioni e presto tradotto in atti concreti, a evitare la perdita irrimediabile di un patrimonio ambientale unico, d’importanza nazionale e sovranazionale.